mercoledì 28 febbraio 2007
ECONOMIE DI DISTRUZIONE DI MASSA: alcune ragioni economiche del possibile attacco USA all'Iran
"TU VUO' FA' L'IRANIANO..": i rapporti tra Italia e Iran tra pacifismo e interessi dell'ENI
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venerdì 23 febbraio 2007
UN SECOLO D'ODIO: i soldati, carnefici e vittime della guerra
giovedì 22 febbraio 2007
B(ENI) IRAQUENI: appello online contro la svendita all'ENI del petrolio iraqueno
mercoledì 21 febbraio 2007
CADUTA DI DIRITTO: bilancio di un anno di legislatura su diritti umani e civili
sabato 17 febbraio 2007
LA PACE PAZZA

martedì 9 gennaio 2007
TENDE ROSSE FRANCESI: Gli Enfants de Don Quichotte per il diritto alla casa
E' notizia di oggi l'assegnazione da parte del governo francese di 27.000 alloggi per i senza fissa dimora, dopo la protesta simbolica dell' associazione Médecins du Monde , che in un anno ha distribuito 400 tende ai senza tetto di Parigi, per salvarli dal freddo e dare visibilità al problema. A sensibilizzare l'opinione pubblica sulla condizione dei senza fissa dimora ha contribuito anche l'associazione Les Enfants de Don Quichotte che ha montato lungo il canale S. Martain 150 tende, occupate per la metà da veri senzatetto e per l'altra metà da francesi provvisti di casa. Una protesta resa necessaria, come afferma Le Monde, nell' "anno della crisi degli alloggi". Il problema della casa in Francia non riguarda solo i senzatetto, costretti a rifiutare l'alloggio nei centri di asilo, luoghi violenti e dove non è possibile la permanenza fissa, ma anche i cittadini comuni. - diritti globali
- internazionale
- peace reporter
- il manifesto
- les Enfants de don Quichotte
- medecins du monde
- stampa francese
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English abstract
Numerous French citizens, guided by the association Les Enfants de Don Quichotte, have slept in 200 tents along the channel S. Martain, in order to obtain a home for people living outside.
lunedì 8 gennaio 2007
LUCI ROSSE INDIANE: La banca per prostitute in India, tra sfruttamento di casta e crescita economica
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English Abstract
The foundation of the first bank for prostitutes in India represents a case of economic and social emancipation of the women in a country of economic increase but also of exploitation, as for example the slavery of children.
giovedì 4 gennaio 2007
L'ACQUA, IL PETROLIO DEL FUTURO
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English abstract
domenica 31 dicembre 2006
SPEGNERE L'INDIFFERENZA: L'egemonia del diritto degli USA e la mediatizzazione di vita e morte
Se c'è un seguito ancora peggiore all'impiccagione dopo un processo farsa di un uomo è la mediatizzazione della sua morte. Sono due i dati che emergono da quest'ultima puntata del reality iraqueno. Il primo è che il diritto internazionale, come nasce dalle ceneri della 2° guerra mondiale, è definitivamente superato. Emblematiche a questo proposito sono le parole di Giuliana Sgrena, che in un editoriale apparso oggi afferma <<Bush ha definito l'esecuzione di Saddam una pietra miliare (...) di quale democrazia? Quella dell'occupazione, di Abu Ghraib, dei massacri quotidiani, dell'illegalità, dei rapimenti, degli stupri (...) o quella del processo a Saddam Hussein (...) Perchè non si è voluto un tribunale internazionale?>>. Si possono aggiungere le leggi che legittimano la tortura, Guantanamo e i fatti legati a Nicola Calipari e Abu Omar. La vicenda di Saddam conferma definitivamente che le Nazioni Unite (UN) sono le Nazioni Unite d'America (UNA). Indicativo il fatto che anche in Italia, e non da posizioni estremistiche, si inizi a parlare, come fa Vittorio Zucconi sull'editoriale odierno su Repubblica, di un uscita da questa situazione di egemonia del diritto, che non può che partire da un processo a George W. Bush, con i capi d'accusa già formulati da tempo negli USA, come discusso su Harpers Magazine di Febbraio e Marzo e su The Nation di Gennaio. sabato 30 dicembre 2006
GIOCHI DI CORDE E FILI

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venerdì 29 dicembre 2006
2006: IMMAGINI dal "migliore dei mondi possibili"
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- NY Times: "2006: the year in pictures"
- Time: "The best photos of the year 2006"
- Reuters: "The state of the world"
mercoledì 27 dicembre 2006
CADERE SOPRA UNA POZZA D'OLIO #2: Lo sfruttamento petrolifero dell'Africa
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English Abstract
The tragic news from Somalia, Darfur and Nigeria brings back the attention on the exploitation of the natural resources, especially of the oil, that it is cause of wars.
lunedì 18 dicembre 2006
EMIGRAZIONE O EMARGINAZIONE? La Giornata internazionale dei Migranti tra diritti e repressione
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radio 1812, radio che trasmette per tutta la giornata programmi sui migranti
sabato 16 dicembre 2006
GLOBAL O NO GLOBAL? la globalizzazione economica tra sviluppo e povertà
lunedì 11 dicembre 2006
COMMERCIO EQUO E...SNOB? Le critiche dell' Economist al commercio equo e solidale
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l’aumento dei prezzi di beni comuni, ad esempio il caffè, ne incoraggia la coltivazione, contribuendo così ad abbassare ulteriormente i prezzi ma escludendo gli agricoltori che non producono equo solidale;
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la certificazione equa e solidale verrebbe concessa sulla base di "pregiudizi politici", favorendo le cooperative ed escludendo le imprese famigliari;
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inoltre, l’esistenza di un prezzo minimo bloccherebbe la competizione commerciale;
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solo il 10 per cento della rendita equa e solidale, per l'Economist, andrebbe ai produttori, mentre il resto rimarrebbe a distributori e rivenditori;
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infine l'agricoltura biologica (spesso non biologica per l'Economist), danneggerebbe l'ambiente: alla riduzione delle distanze corrisponderebbe infatti un aumento dei viaggi e di conseguenza delle emissioni.
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Non è quindi, secondo l'Economist, il mutamento di sistema economico il modo per affrontare i problemi globali bensì “I veri cambiamenti richiedono decisioni dei governi" annoverando tra le possibili misure una carbon tax globale, la riforma del commercio internazionale, l’abolizione delle tariffe e dei sussidi all’agricoltura, con riferimento critico particolare alla politica agricola comune (Pac) europea. La posizione dell'Economist, giustamente ribadisce la responsabilità politica, come sottolineato più volte, sul mancato raggiungimento degli obiettivi cui tendono le iniziative globali per lo sviluppo dei paesi poveri; ma sottolineando l'inefficenza di un altra economia, come quella equo solidale, fa rientrare della finestra quella liberista: nonostante si calcoli che una maggiore libertà di scambio potrebbe far crescere del 5% il Pil africano e che quindi solo il modello liberista possa risollevare le sorti dei terzi mondi, queste stesse politiche, promosse dalla Banca Mondiale, in questi anni hanno mostrato il contrario (post).
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Carlo Maria Cipolla, nella sua discussione dell'argomento su Il Foglio del 9 Dicembre, scomoda anche la sociologia, individuando nello "snobismo politico e vezzo da ricchi" di chi acquista equo solidale la categoria antropologica di chi "causa un danno agli altri subendo egli stesso una perdita". E accanto a profili del consumatore equo e alla conseguente ironia e sufficenza, si avanzano le dietrologie, come quella di Eleonora Barbieri, che su Il Giornale del 9 Dicembre afferma che "quella dell'ambientalismo, in realtà, è solo una maschera: dietro, c'è il solito protezionismo vecchio stile". L'editoriale odierno di Repubblica di Edmondo Berselli, commentando il popolo dei fischi ricevuti al Motorshow dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, parla di una parte di società "insensibile ai valori della solidarietà e dei diritti [...] congerie di individualismo insofferente delle regole, di consumismo immediato e irriflesso", non a caso fischi per una finanziaria e non a caso al Motorshow, luogo di "desideri indotti, ma reali", quelli di macchine costosissime, la cui ammirazione costa 25 euro del biglietto d'entrata.
Non è la prima volta che il commercio equo solidale viene messo sotto accusa: il 9 Settembre è stata la volta del Financial Times, cui è seguita la risposta di Fairtrade. Ma queste critiche, data la loro provenienza, e la scarsa fondatezza, hanno più il sapore di accuse ideologiche, a un fenomeno che proprio per la sua crescita e fecondità rappresenta un modello altro e di successo al sistema economico vigente.
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Fonti:
- Economist, 8 Dicembre 2006
- Il Foglio, 9 Dicembre 2006
- Il Giornale, 9 Dicembre 2006
lunedì 4 dicembre 2006
L'ALTRA AMERICA: le nuove forme di "democrazia radicale" in America Latina
Info:
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English Version (Abstract)
The socialist governments who rise in South America, for example that one of Correa in Ecuador, Bachelet in Chile, Morales in Bolivia and Chavez in Venezuela, propose a new political, alternative model to that one of the USA, with more rights and richness for the poor ones.
sabato 2 dicembre 2006
2/12: DAL MOLIN...ALLA GUERRA? la manifestazione vicentina contro la base militare USA
venerdì 1 dicembre 2006
CADERE SOPRA UNA POZZA D'OLIO: la missione di peacekeeping a Nassirya e gli interessi dell' ENI
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guardate il reportage, è bello, impiega poco del vostro tempo e ci riguarda tutti, in quanto Italiani. Segnalo anche un altro reportage di rainews24, sulla guerra iraquena, intitolato "Falluja, la strage nascosta", sul bombardamento al fosforo a Falluja, di cui è in atto una sottoscrizione affinchè sia trasmesso in prima serata, da firmare on line.
- rai news 24
- la repubblica 13/5/2005, articolo
giovedì 30 novembre 2006
GAME OVER: i "PAPPAGALLI VERDI", armi di mutilazione di massa
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firmare gli appelli on line per l'abolizione di questi ordigni, come quello di Amnesty International e di Intersos sul Libano, o donare il 5 per mille alla Campagna italiana contro le mine.







