sabato 9 giugno 2007

PIU' GELATO PER TUTTI (i Senatori)!

L'Italia è l'unico paese in cui, come si affermava ad "Otto e mezzo" qualche tempo fa, non si è riusciti ad arrivare a vere intese bipartisan, che non sconfinassero nell'inciucio o nel trasferimento preventivo (se si sente odore di sconfitta) di polo. Non è vero. I rappresentanti del popolo l'intesa la sanno trovare eccome: un'accordo che colpisce lo stomaco. E così, per nulla ignari dei proclama televisivi "non ci sono soldi, è necessario tagliare, tassare, chiudere...", i senatori reclamano un diritto inalienabile, l'indennità al gelato. E così l'o.d.g. al Senato di giovedì 7 recava una proposta bipartisan, firmata tra gli altri dal senatore Buttiglione (UDC) e Soliani (ULIVO), maschio e femmina, per salvaguardare le quote rosa, per una "richiesta di miglioramento della qualità del Senato": la buvette è sprovvista di gelati. Il documento continua invocando l'adeguazione della vita del Senato "alle normali esigenze della vita quotidiana" , quella che, secondo gli abitanti di Palazzo Madama, un gelato non se lo fa mancare mai. Tanto meno se è aggratis.
Repubblica, che ha pubblicato la notizia, commenta la mozione parlando di desideri connessi all'"essenza corporea e primordiale del potere". Non è bastata la denuncia di Salvi ne "I costi della democrazia", nè "La Casta" di Stella e Rizzo e nemmeno le proposte di legge sui tagli alla spesa del Palazzo per ridimensionarne il Bengodi.
Allora taglia taglia. Cosa? "Le province", "le sovvenzioni ai giornali di partito", "sauna e sala cyclette", giusto perchè "poco utilizzate", e pure i vitalizi parlamentari...ma solo per le giovani leve del futuro. E i 3000 euro l'anno per "viaggi studio". Per non parlare del record di assenteismo dei parlamentari che fanno altri lavori, e percepiscono quindi altri stipendi, pubblicato su lavoce.info.
Certo, è chiaro che "i diritti acquisiti non si toccano", pena "una sflilza di contenziosi", dichiara l'ulivista Albonetti. Insomma tagliando qualche testa si risparmia un pò. Tanto per calmare un pò le acque, prima del prossimo dibattito televisivo. Ma non è possibile far fare una legge che mette in discussione privilegi acquisiti da chi di quei privilegi gode, senza vergogna, da decine di anni. Legge che si tramuterà in un contentino, alle spalle di chi a Palazzo, magari prendeva un unico stipendio per incarichi di ogni tipo.
La politica italiana sta sprofondando in un baratro che non saranno la legge elettorale, nè mozioni fatiscenti, a salvare. La degenerazione del Parlamento, trasformato, coi suoi privilegi e costi, in una caricatura farsesca dell'Italia che fa fatica a sopravvivere, non può che essere arginata dai cittadini, con l'unica arma che la democrazia consente, il voto. E' per questo che un aumento dell'assenteismo alle prossime votazioni non potrà che essere un toccasana per chi vive e vegeta alle spalle altrui, solo grazie al consenso popolare.

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