<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800</id><updated>2012-01-28T09:13:26.803+01:00</updated><category term='iran'/><category term='gandhi'/><category term='paesi poveri'/><category term='usa'/><category term='multinazionali'/><category term='medio oriente'/><category term='decrescita'/><category term='guantanamo'/><category term='referendum'/><category term='paesi in via di sviluppo'/><category term='micro credito'/><category term='missioni umanitarie'/><category term='commercio equo solidale'/><category term='acqua'/><category term='pace'/><category term='ISAF'/><category term='iraq'/><category term='sprechi della politica'/><category term='guerra'/><category term='8 per 1000'/><category term='ambiente'/><category term='spese belliche'/><category term='sviluppo equo'/><category term='family day'/><category term='diritti civili'/><category term='saddam hussein'/><category term='politica interna'/><category term='petrolio'/><category term='fame nel mondo'/><category term='russia'/><category term='tortura'/><category term='diritti'/><category term='globalizzazione'/><category term='armi'/><category term='diritto alla casa'/><category term='non violenza'/><category term='piergiorgio welby'/><category term='economia'/><category term='cluster bombs'/><category term='abu ghraib'/><category term='africa'/><category term='communitaction'/><category term='migrazioni'/><category term='diritti umani'/><category term='america latina'/><category term='antipolitica'/><category term='cei'/><category term='risorse naturali'/><category term='afghanistan'/><category term='ong'/><title type='text'>COMMUNITACTION: l'informazione senza azione è muta - l'azione senza informazione è cieca</title><subtitle type='html'>la non indifferenza fa la differenza</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>47</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-3895405592459392074</id><published>2008-01-22T21:57:00.000+01:00</published><updated>2008-01-24T19:15:10.034+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acqua'/><title type='text'>CHI SI BEVE LA PUBBLICITA'? Osservazioni sulla campagna contro la pubblicità dell'acqua in bottiglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/R5jSnyIBUaI/AAAAAAAAAHk/0RP1A9pPzts/s1600-h/BND08.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159104954065047970" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/R5jSnyIBUaI/AAAAAAAAAHk/0RP1A9pPzts/s200/BND08.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;p align="justify"&gt;La quinta edizione del &lt;a href="http://www.terre.it/giornale/articoli/837.html"&gt;Buy Nothing Day Contest&lt;/a&gt; premia quest'anno la miglior anti-pubblicità dell’acqua minerale in bottiglia e la miglior etichetta per imbottigliare l’acqua del rubinetto, nell'ambito di “Fa’ la cosa giusta!” (&lt;a href="http://www.falacosagiusta.org/"&gt;http://www.falacosagiusta.org/&lt;/a&gt; ), fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. I sostenitori dell'iniziativa hanno avviato una &lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/aderisci.php"&gt;petizione&lt;/a&gt; finalizzata a "mettere fuori legge" la pubblicità dell'acqua in bottiglia, con le seguenti motivazioni:&lt;/p&gt;

&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una prima ambientale: l'Italia è la nazione con il maggior consumo di acqua in bottiglia, con conseguente inquinamento dato dallo &lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/news.php?id=15"&gt;spostamento &lt;/a&gt;dei mezzi di trasporto e dalla quantità di plastica prodotta, quando l'acqua sarebbe disponibile in ogni casa dal rubinetto;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una seconda motivazione afferma che le aziende venditrici di acqua in bottiglia spendono, secondo i dati forniti dai sostenitori dell'iniziativa, 360 milioni di euro in pubblicità, senza, come affermano i sostenitori dell'iniziativa,&lt;em&gt; "&lt;span style="font-size:85%;"&gt;pagare alcun canone per la quantità di acqua effettivamente prelevata e imbottigliata, ma solo un “canone di coltivazione”, in pratica l’affitto del terreno all’interno del quale si estrae l’acqua, quindi facendo "affari d’oro sulla dabbenaggine dei nostri consumi"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;

&lt;p&gt;In merito alle posizioni che hanno portato all'iniziativa, facciamo qualche osservazione.&lt;/p&gt;

&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appare discutibile che la pubblicità, per quanto persuasiva e martellante, possa apparire come "costrizione", nè come l'unica causa del consumo massiccio di acqua in bottiglia, &lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/news.php?id=9"&gt;come affermato&lt;/a&gt;: "&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;oggi, subiamo un bombardamento da 380 milioni di euro all'anno per essere &lt;strong&gt;costretti &lt;/strong&gt;a bere acqua in bottiglia. Altrimenti nessuno la berrebbe. In assenza di condizionamento quale persona di buon senso opterebbe per una scelta tanto insicura, dispendiosa e inquinante?" &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;Acquistare acqua in bottiglia, in un società fondata sul libero mercato, è una scelta, pur condizionata, ma lo è come bere acqua di rubinetto o solo birra. Ma è una scelta più dispensiosa in termini ambientali, sostiene l'iniziativa;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il consumo ambientale implicato dalla commercializzazione di un bene come l'acqua, potenzialmente disponibile in tutte le case, è più vasto, e va affrontato alla radice, sul dispendio logistico e sull'inefficenza delle infrastrutture italiane; inoltre, riguarda non la pubblicità (che è riduttivo pensare come unica causa del problema) ma tutto il commercio su terra di prodotti anche non pubblicizzati;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;La tassa che le aziende dovrebbero pagare oltre il canone di coltivazione, che appare fondata sull'idea per cui l'acqua è un bene "comune", insieme all'eventuale successo legale dell'iniziativa, porterebbe le aziende produttrici a dover tornare con i conti persi dalla pubblicità in altro modo, magari con tagli al personale del marketing o di chi non può più contare, per il proprio stipendio, sulla vendita del prodotto;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non appare poi fondata l'abolizione della pubblicità sulla base della proibizione citata di promuovere latte in polvere per la prima infanzia "&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;perché fa concorrenza all’allattamento al seno, che è riconosciuto come un bene primario", &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;perchè anche qui sta nel diritto di scelta della persona preferire un prodotto o un altro, e nel diritto di promozione di un azienda pubblicizzare, certo nei limiti della legalità e non cadendo nell'inganno, il proprio prodotto;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;La petizione rischia di diventare una &lt;em&gt;petitio principii&lt;/em&gt;, inducendo, con metodi di persuasione &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/news.php?id=12"&gt;pubblicitari&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; come gli slogan, al consumo di acqua di rubinetto, certo senza scopo di lucro e con conseguente riduzione dell'impatto ambientale;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;In fondo, non si comprende perchè, invece che proporre una campagna sulle virtù benefiche del consumo di acqua di rubinetto, si voglia passare dalla critica al libero diritto di reclame; e &lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/news.php?id=9"&gt;qui emerge&lt;/a&gt;, nelle pieghe dell'iniziativa, una visione ideologica di fondo che mina le buone intenzioni ambientali:&lt;em&gt; "&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;In un mondo serio, &lt;strong&gt;la pubblicità non dovrebbe esistere&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;perché i consumi non vanno spinti, ma frenati in nome della sostenibilità e dell'equità.&lt;/strong&gt; La gente non ha bisogno di &lt;strong&gt;messaggi ingannevoli&lt;/strong&gt;, ma di informazioni serie sulla qualità dei prodotti, la sicurezza, la storia ambientale e sociale. Dunque: non spot privati al servizio delle imprese, ma un servizio pubblico di informazione sui prodotti al servizio della gente. (...) &lt;strong&gt;Questo mondo è asservito alle imprese che per il profitto della giornata distruggono il mondo, la gente, la pace."&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;Innanzitutto, non è dimostrato come i consumi vadano contro "sostenibilità ed equità", anche in merito al tema dell'acqua: sembra vero &lt;a href="http://brunoleoni.servingfreedom.net/BP/IBL_BP_21_Acqua.pdf"&gt;il contrario&lt;/a&gt;. Poi, che tutta la pubblicità sia composta da messaggi ingannevoli indurrebbe a pensare lo sia anche quella a favore dell'acqua di rubinetto, a meno che non si intenda ingannevole solo la propaganda&lt;em&gt; profit&lt;/em&gt;, delle imprese che per il profitto "&lt;em&gt;distruggono il mondo, la gente, la pace", &lt;/em&gt;tralasciando il fatto che da esse, e dai consumi dei loro prodotti, dipenda la crescita economica e quindi la possibilità di lavoro e di equità di più persone possibili;
&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p align="justify"&gt;In conclusione, pur condividendo gli spunti critici che spingono l'iniziativa (il consumo ambientale e la riduzione dei costi), era forse più apprezzabile un opera di sensibilizzazione costruttiva sulle virtù dell'acqua di rubinetto, il cui uso, ricordiamo, è regolato e pur sempre pagato a un'azienda pubblica: lo stato. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-3895405592459392074?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/3895405592459392074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=3895405592459392074' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3895405592459392074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3895405592459392074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2008/01/chi-si-beve-la-pubblicita-osservazioni.html' title='CHI SI BEVE LA PUBBLICITA&apos;? Osservazioni sulla campagna contro la pubblicità dell&apos;acqua in bottiglia'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/R5jSnyIBUaI/AAAAAAAAAHk/0RP1A9pPzts/s72-c/BND08.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-3874229792676518680</id><published>2007-08-31T11:45:00.000+02:00</published><updated>2007-12-06T22:30:26.767+01:00</updated><title type='text'>UN SECONDO RINGRAZIAMENTO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Devo porgere un ringraziamento a chi, apprezzando lo &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-1-yunus-il-microcredito.html"&gt;scritto&lt;/a&gt; presentato da &lt;em&gt;communitaction&lt;/em&gt;, lo ha eletto tra i finalisti dell'iniziativa &lt;a href="http://www.coopforwords.it/"&gt;&lt;em&gt;coop for words&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, che culminerà con la manifestazione &lt;a href="http://www.adaltavoce.it/web/index.php"&gt;ad alta voce&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'attività comune di &lt;a href="http://www.blogger.com/www.bloglibero.org"&gt;bloglibero&lt;/a&gt; sarà a breve interrotta, con la chiusura del sito; l'attività di &lt;em&gt;communitaction &lt;/em&gt;subirà un'interruzione, anche se il blog rimarrà comunque aperto per favorire la lettura di ciò che è stato pubblicato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Buona lettura&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-3874229792676518680?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/3874229792676518680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=3874229792676518680' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3874229792676518680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3874229792676518680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/08/un-secondo-ringraziamento.html' title='UN SECONDO RINGRAZIAMENTO'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-9151704370826398686</id><published>2007-06-14T15:56:00.000+02:00</published><updated>2007-06-14T17:25:59.474+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spese belliche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><title type='text'>FINMECCANICA IN USA: il legame tra progresso economico e guerra</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RnFdNN2wN_I/AAAAAAAAAHc/K_NgTUUm9kY/s1600-h/aereo+militare.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5075940736662255602" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RnFdNN2wN_I/AAAAAAAAAHc/K_NgTUUm9kY/s200/aereo+militare.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align="justify"&gt;In queste ore il mercato e il Governo elogiano e approvano &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=EP1C3"&gt;il successo di Finmeccanica&lt;/a&gt;, che è riuscita a vincere la concorrenza statunitense nella fornitura all'esercito e all'aeronautica militare americana di velivoli per i prossimi 1o anni. Un successo, dopo una fornitura analoga nel 2005, dovuta alla scelta di puntare su un mercato con "&lt;em&gt;il budget per la difesa più alto al mondo&lt;/em&gt;" come afferma l'amministratore delegato di Finmeccanica. Nelle stesse ore, le agenzie di stampa registrano &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;amp;currentArticle=EP158"&gt;la protesta del generale&lt;/a&gt; della base militare di Vicenza, in seguito alle ultime contestazioni del movimento &lt;a href="http://www.nodalmolin.it/"&gt;No dal Molin&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Le reazioni positive del mercato e del governo e quella negativa dei comandi statunitensi e del Presidente Prodi (che domani non si recherà alla conferenza internazionale di Padova per evitare la contestazione del movimento) nei confronti dell'opposizione a un'economia di guerra ricordano proprio il presunto vantaggio del Dal Molin di fornire "20000 posti di lavoro". Il circolo vizioso tra spese belliche e rilancio dell'economia e dell'occupazione (basti pensare &lt;a href="http://www.italia.attac.org/spip/stampa.php3?id_article=206"&gt;all'aumento del PIL nello periodo di guerra&lt;/a&gt;) trova conferma anche in Italia, che non si sottrae al modello economico di crescita del PIL, nei dati secondo cui l'Italia, con le crescenti spese belliche (si pensi alla &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/8-per100-100-per-tutti.html"&gt;finanziaria 2006&lt;/a&gt;), e con una crescita nell'export bellico che fa salire il nostro Paese al &lt;a href="http://unimondo.oneworld.net/article/view/150151/1/"&gt;settimo posto &lt;/a&gt;mondiale nell'export di armi, retrocedendo all'ottavo posto per spese militari complessive. Lo rende noto il &lt;a href="http://yearbook2007.sipri.org/"&gt;Rapporto SIPRI 2007 &lt;/a&gt;sulla pace e gli armamenti. A fronte di questa situazione è necessario sì un &lt;a href="http://unimondo.oneworld.net/article/view/149452/1/"&gt;Trattato internazionale sul commercio di armi&lt;/a&gt;, ma anche spezzare il legame che intercorre tra rilancio dell'economia, occupazione e armamenti, in modo che le spese belliche non costituiscano più un alibi per l'incremento del benessere di stati che costituiscono una minoranza numerica mondiale, a discapito di paesi colpiti dalla guerra. Perchè se un sistema economico epr sopravvivere o crescere necessita di ricorrere alla distruzione forse il modello di incremento del PIL come fautore del benessere di stati e popoli è da ripensare nelle sue fondamenta. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-9151704370826398686?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/9151704370826398686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=9151704370826398686' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/9151704370826398686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/9151704370826398686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/06/finmeccanica-in-usa-progresso-economico.html' title='FINMECCANICA IN USA: il legame tra progresso economico e guerra'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RnFdNN2wN_I/AAAAAAAAAHc/K_NgTUUm9kY/s72-c/aereo+militare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-2782251826407583541</id><published>2007-06-12T17:09:00.000+02:00</published><updated>2007-06-12T17:50:03.929+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antipolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica interna'/><title type='text'>I FURBETTI DEL QUARTIERE (ROSSO)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rm7ACt2wN-I/AAAAAAAAAHU/OL6mCDP2aYw/s1600-h/telefono.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5075204982994647010" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rm7ACt2wN-I/AAAAAAAAAHU/OL6mCDP2aYw/s200/telefono.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align="justify"&gt;C'era una volta in cui gli attacchi alla magistratura facevano parte del repertorio ufficiale di Silvio Berlusconi, insieme allo spauracchio del comunismo. Altri tempi, ora tutta l'Unione si rivolta contro i giudici, rei di aver diffuso le intercettazioni sui complotti politici dietro alla scalata al gruppo UNIPOL e RCS - Corriere della sera. Il ministro della giustizia Mastella non esclude "&lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=EO68E"&gt;&lt;em&gt;l'invio di ispettori"&lt;/em&gt; per tutelare le &lt;em&gt;"prerogative costituzionali dei parlamentari&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;" in attesa che sia varata la nuova legge sulle intercettazioni. E ancora una volta l'intesa sulla condanna delle interecettazioni è &lt;em&gt;bipartisan: &lt;/em&gt;il centrodestra, lungi dal strumentalizzare ulteriormente la questione contro i DS (le prime intercettazioni furono pubblicate da &lt;em&gt;Il Giornale&lt;/em&gt;), &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;amp;currentArticle=EO6DR"&gt;prende le distanze &lt;/a&gt;dalla pubblicazione delle intercettazioni, anch'essi per la tutela dei parlamentari, dal momento che sono inquisiti anche &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=EO66S"&gt;parlamentari del centrodestra&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Emerge così una &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;amp;currentArticle=EO66S"&gt;vicenda&lt;/a&gt; fatta di sotterfugi e complotti per impossessarsi di gruppi bancari e influenti quotidiani come &lt;em&gt;Il Corriere della Sera&lt;/em&gt; a fini elettorali, in cui assumono primo piano i burattinieri D'Alema e Fassino, manovratori di pedine come Fiorani, Ricucci, Consorte, puntualmente inquisiti e in certi casi finiti pure dietro le sbarre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si ritorna così a citare il '92, gli avvisi di garanzia, la corruzione del sistema politico. E anche se, si sottolinea, non ci sono contenuti penalmente rilevanti per i politici intercettati, questa vicenda non è che, nelle parole di &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;amp;currentArticle=EO66S"&gt;Lanfranco Turci&lt;/a&gt;, un &lt;em&gt;"contributo all'ondata dell'antipolitica"&lt;/em&gt; che dimostra chiaramente una cosa: &lt;em&gt;"l'incapacità del bipolarismo a gestire questo paese". &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-2782251826407583541?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/2782251826407583541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=2782251826407583541' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2782251826407583541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2782251826407583541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/06/i-furbetti-del-quartiere-rosso.html' title='I FURBETTI DEL QUARTIERE (ROSSO)'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rm7ACt2wN-I/AAAAAAAAAHU/OL6mCDP2aYw/s72-c/telefono.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-7997463715669063573</id><published>2007-06-11T13:07:00.000+02:00</published><updated>2007-06-12T16:30:47.116+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sprechi della politica'/><title type='text'>EMERGENZA...PARLAMENTARE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rm0-Wd2wN9I/AAAAAAAAAHM/6SJbJ6CVoaU/s1600-h/ambulanza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074780910808741842" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rm0-Wd2wN9I/AAAAAAAAAHM/6SJbJ6CVoaU/s200/ambulanza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Tutto si può dire della classe politica italiana, ma non che ci sappia fare. Il &lt;em&gt;savoir faire&lt;/em&gt;, la virtù di districarsi quando la sorte si fa avversa. Visita di Bush a Roma, traffico bloccato. Anche per un senatore. Ma si sa, se il privilegio non ti viene concesso, te ne prendi un altro. E così Gustavo Selva, vecchia volpe che dichiarò di &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/12/cadere-sopra-una-pozza-dolio-la.html"&gt;averla raccontata &lt;/a&gt;grossa al Colle per legittimare l'invio di un contingente italiano a Nassirya, inviato in realtà solo per gli interessi dell'ENI, &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/06_Giugno/11/selva_ambulanza_proteste.shtml"&gt;si finge male&lt;/a&gt;. Arriva l'ambulanza e corri corri allo studio (privato) del cardiologo con l'ambulanza (pubblica). E guarda te le coincidenze: in via Nogaro forse il cardiologo non c'è (amnesia da malore?) ma ci sono gli studi televisivi di La 7. Perchè se c'è il record di astensionismo alle Camere bisognerà pur comparire in altre aule, meglio se televisive, così si unisce l'utile al dilettevole: l'impegno politico e la sponsorizzazione di sè. Ma c'è di più. Il buon Gustav, orgoglioso dello stratagemma, pensa che raccontarlo in diretta tv e lì...paratrac! Il finimondo. "Vergognoso, irresponsabile, indegno, inqualificabile, indifendibile"...e chi più ne ha più ne metta. E giù minacce &lt;em&gt;bipartisan&lt;/em&gt; di sanzioni penali, dimissioni, prepensionamento. Insomma il gossip settimanale della politica, ottimo per il chiacchericcio fazioso da sinistra per controbattere ai fondi misteriosi di D'Alema in sud america.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Morale della favola? L'ennesima vicenda di abuso di potere, di ostentazione arrogante di privilegi alle spalle oltretutto di chi poteva veramente, in caso di emergenza, avere bisogno di quell'ambulanza, in un contesto sanitario lento e in aumento di costi, come quello italiano. Ma ciò che ammutolisce di più è la prontezza nello scagliare la prima pietra, da chi gode e abusa degli stessi privilegi ma lapida il primo che ne faccia pubblica ammissione. In un paese dove di politico è rimasto solo il &lt;em&gt;politically correct&lt;/em&gt;, il buonismo che accompagna ogni prevaricazione della classe politica. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-7997463715669063573?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/7997463715669063573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=7997463715669063573' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7997463715669063573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7997463715669063573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/06/emergenzadiplomatica.html' title='EMERGENZA...PARLAMENTARE'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rm0-Wd2wN9I/AAAAAAAAAHM/6SJbJ6CVoaU/s72-c/ambulanza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-3573638051106572116</id><published>2007-06-10T21:50:00.000+02:00</published><updated>2007-06-10T23:04:56.506+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='decrescita'/><title type='text'>TANTO FUMO NIENTE ARROSTO: il G8 sul futuro dell'ambiente e la Decrescita</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074544490038966210" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RmxnU92wN8I/AAAAAAAAAHE/tVIjHKiflCk/s200/inquinamento.jpg" border="0" /&gt;
&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vertice degli 8 governanti dei paesi più industrializzati, il G8, tenutosi in Germania la scorsa settimana, aveva come primo punto all'o.d.g. un impegno comune dei confronti della crisi climatica: l'obiettivo è dimezzare le emissioni di anidride carbonica entro il 2050 per diminuire di 2 gradi centigradi la temperatura terrestre. Il vertice, definito di fronte a Benedetto 16° da G. Bush "&lt;em&gt;successful&lt;/em&gt;", ha portato, analogamente a quanto avvenne per il Protocollo di Kyoto, alla mancata disponibilità stratunitense nell'imporre un limite nelle emissioni dei gas serra. Un vertice giustamente &lt;em&gt;successful&lt;/em&gt; per il Presidente americano, che, liquidato l'argomento clima, ha potuto concentrarsi sulla questione scudo spaziale con la Russia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tuttavia, al di là del mancato accordo, un dubbio sorge sulle iniziative che il G8 intende prendere. Si parla, oltre che della riduzione dei gas serra, di diversificazione delle fonti energetiche, solare, eolico, nucleare, e dell'introduzione degli agrocarburanti. La riduzione progressiva e ventura delle fonti energetiche fossili, a causa del modello economico vigente, fatto di crescita del PIL e consumo, ha già portato, oltre che disastri ambientali, uno stato di conflitto mondiale più o meno violento (si pensi -per citare due casi noti- allo sfruttamento petrolifero iraqueno e le minacce di Putin sul taglio del gas). La soluzione che si vorrebbe trovare è semplicemente sostituire le fonti energetiche, certo rinnovabili, ma inserite nello stesso sistema economico di consumo infinito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da questo punto di vista il G8 perde di vista la vera causa e quindi il vero rimedio dei problemi non solo ambientali, ma anche dello stato di tensione del pianeta, ovvero un sistema di crescita che assegna a una minoranza la stragrande percentuale delle risorse e penalizza la maggior parte della popolazione, che quelle risorse le ha (si pensi all'Africa).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Allora forse, dopo 300 anni di sviluppo, di un'idea di attività produttiva basata sulla crescita economica, che ha accomunato, pur nelle rispettive differenze, socialismo e liberismo, è ora di fare un bilancio e una previsione per il futuro. Pensando di contrapporre, al sistema di valori basato sulla crescita del PIL un sistema alternativo, la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita"&gt;decrescita&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-3573638051106572116?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/3573638051106572116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=3573638051106572116' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3573638051106572116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3573638051106572116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/06/il-vertice-degli-8-governanti-dei-paesi.html' title='TANTO FUMO NIENTE ARROSTO: il G8 sul futuro dell&apos;ambiente e la Decrescita'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RmxnU92wN8I/AAAAAAAAAHE/tVIjHKiflCk/s72-c/inquinamento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-7703006533072250532</id><published>2007-06-09T11:53:00.000+02:00</published><updated>2007-06-09T13:07:26.245+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sprechi della politica'/><title type='text'>PIU' GELATO PER TUTTI (i Senatori)!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074016385155217298" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RmqHBN2wN5I/AAAAAAAAAGs/a_eYlxD3tUQ/s320/gelato+prodi.jpg" border="0" /&gt;L'Italia è l'unico paese in cui, come si affermava ad "Otto e mezzo" qualche tempo fa, non si è riusciti ad arrivare a vere intese &lt;em&gt;bipartisan,&lt;/em&gt; che non sconfinassero nell'inciucio o nel trasferimento preventivo (se si sente odore di sconfitta) di polo. Non è vero. I rappresentanti del popolo l'intesa la sanno trovare eccome: un'accordo che colpisce lo stomaco. E così, per nulla ignari dei &lt;em&gt;proclama&lt;/em&gt; televisivi "non ci sono soldi, è necessario tagliare, tassare, chiudere...", i senatori reclamano un diritto inalienabile, l'indennità al gelato. E così l'o.d.g. al Senato di giovedì 7 recava una proposta &lt;em&gt;bipartisan&lt;/em&gt;, firmata tra gli altri dal senatore Buttiglione (UDC) e Soliani (ULIVO), maschio e femmina, per salvaguardare le quote rosa, per una "&lt;em&gt;richiesta di miglioramento della qualità del Senato&lt;/em&gt;": la buvette è sprovvista di gelati. Il documento continua invocando l'adeguazione della vita del Senato "&lt;em&gt;alle normali esigenze della vita quotidiana&lt;/em&gt;" , quella che, secondo gli abitanti di Palazzo Madama, un gelato non se lo fa mancare mai. Tanto meno se è &lt;em&gt;aggratis&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Repubblica, che ha pubblicato la &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=EMTW6"&gt;notizia, &lt;/a&gt;commenta la mozione parlando di desideri connessi all'"&lt;em&gt;essenza corporea e primordiale del potere&lt;/em&gt;". Non è bastata la denuncia di Salvi ne "I costi della democrazia", nè "La Casta" di Stella e Rizzo e nemmeno le proposte di legge sui tagli alla spesa del Palazzo per ridimensionarne il Bengodi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Allora taglia taglia. Cosa? &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;amp;currentArticle=EMUIX"&gt;&lt;em&gt;"Le province", "le sovvenzioni ai giornali di partito", &lt;/em&gt;&lt;em&gt;"sauna e sala cyclette", giusto perchè "poco utilizzate",&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;e pure i &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=EMUIX"&gt;vitalizi parlamentari&lt;/a&gt;...ma solo per le giovani leve del futuro. E i 3000 euro l'anno per "&lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;amp;currentArticle=EMVRZ"&gt;&lt;em&gt;viaggi studio&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;". Per non parlare del record di assenteismo dei parlamentari che fanno altri lavori, e percepiscono quindi altri stipendi, pubblicato su &lt;a href="http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&amp;cms_pk=2751&amp;amp;from=index"&gt;lavoce.info&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certo, è chiaro che "&lt;em&gt;i diritti acquisiti non si toccano&lt;/em&gt;", pena "&lt;em&gt;una sflilza di contenziosi&lt;/em&gt;", &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;amp;currentArticle=EMUIX"&gt;dichiara&lt;/a&gt; l'ulivista Albonetti. Insomma tagliando qualche testa si risparmia un pò. Tanto per calmare un pò le acque, prima del prossimo dibattito televisivo. Ma non è possibile far fare una legge che mette in discussione privilegi acquisiti da chi di quei privilegi gode, senza vergogna, da decine di anni. Legge che si tramuterà in un contentino, alle spalle di chi a Palazzo, magari prendeva un unico stipendio per incarichi di ogni tipo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La politica italiana sta sprofondando in un baratro che non saranno la legge elettorale, nè mozioni fatiscenti, a salvare. La degenerazione del Parlamento, trasformato, coi suoi privilegi e costi, in una caricatura farsesca dell'Italia che fa fatica a sopravvivere, non può che essere arginata dai cittadini, con l'unica arma che la democrazia consente, il voto. E' per questo che un aumento dell'assenteismo alle prossime votazioni non potrà che essere un toccasana per chi vive e vegeta alle spalle altrui, solo grazie al consenso popolare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-7703006533072250532?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/7703006533072250532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=7703006533072250532' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7703006533072250532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7703006533072250532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/06/piu-gelato-per-tutti-i-senatori.html' title='PIU&apos; GELATO PER TUTTI (i Senatori)!'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RmqHBN2wN5I/AAAAAAAAAGs/a_eYlxD3tUQ/s72-c/gelato+prodi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-625766201440421971</id><published>2007-05-28T18:09:00.000+02:00</published><updated>2007-05-28T19:08:39.885+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti umani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='russia'/><title type='text'>DALLA RUSSIA CON AMORE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RlsJ4wZRG8I/AAAAAAAAAGc/eXem7xnRee4/s1600-h/Putin.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069656676203830210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RlsJ4wZRG8I/AAAAAAAAAGc/eXem7xnRee4/s200/Putin.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli scontri avvenuti ieri a Mosca tra gli attivisti (tra cui i deputati Luxuria e Cappato) che rivendicavano i diritti omosessuali in occasione dell'anniversario del 14° anno dalla depenalizzazione dell'omosessualità in Russia, giudicati dal ministro D'Alema "&lt;a href="http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&amp;amp;storyID=2007-05-28T145554Z_01_ROS847507_RTRIDST_0_OITTP-DALEMA-VENEZIA-MOSCA.XML"&gt;tollerati e consentiti&lt;/a&gt;", ripropongono il problema della costante violazione dei diritti umani in Russia, già messa in evidenza dalla gestione del conflitto in Cecenia e dalle recenti esecuzioni di giornalisti critici del governo del Capo di Stato Valdimir Putin. Ma risalendo poco più indietro non si può non ricordare l'accanimento giudiziario che coinvolse gli oppositori politici di Putin. E mentre una &lt;a href="http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=81120"&gt;nuova legge&lt;/a&gt; eserciterà un nuovo controllo sulle o.n.g., Amnesty International, nel suo Rapporto annuale sui Diritti Umani nel 2007, nel &lt;a href="http://www.amnesty.it/pressroom/ra2007/russia.html?page=ra2007"&gt;capitolo &lt;/a&gt;dedicato alla Russia, aggiunge alla "lista nera" del paese ex comunista anche la discriminazione femminile e l'uso della tortura. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nonostante la gravità della situazione complessiva sui diritti umani in Russia abbia portato anche alle &lt;a href="http://www.gaynews.it/view.php?ID=74041"&gt;critiche&lt;/a&gt; del Parlamento Europeo, c'è anche il rischio di un riarmo della Russia sotto la minaccia dello scudo spaziale statunitense, proprio alla vigilia delle giornate di attivismo di Amnesty &lt;a href="http://www.amnesty.it/campagne/controlarms/index.html"&gt;per il disarmo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nonostante la mobilitazione di Amnesty e il richiamo del Parlamento Europeo, le critiche alla Rusisa rischiano di rimanere parole senza seguito. A scongiurare questo esito, la &lt;a href="http://www.canisciolti.info/news_dettaglio.php?id=5122"&gt;soluzione&lt;/a&gt; del ministro Bonino è "&lt;em&gt;fare dell'energia, come peraltro gia' previsto, una politica comunitaria, con tanto di voto a maggioranza, perche' questo renderebbe piu' solido il rapporto contrattuale tra Ue e Russia&lt;/em&gt;''. A ribadire il filo che lega diritti umani, pace e risorse energetiche: se la situazione diritti umani non è affrontata di petto col Presidente russo per paura di ritorsioni energetiche, allora la stessa arma di "persuasione" può essere utilizzata dall'Europa per la tutela dei diritti umani in Russia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-625766201440421971?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/625766201440421971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=625766201440421971' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/625766201440421971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/625766201440421971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/05/dalla-russia-con-amore.html' title='DALLA RUSSIA CON AMORE'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RlsJ4wZRG8I/AAAAAAAAAGc/eXem7xnRee4/s72-c/Putin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-3596492443905109117</id><published>2007-05-27T15:25:00.000+02:00</published><updated>2007-09-09T17:11:06.908+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='referendum'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antipolitica'/><title type='text'>VERSO LA FINE DELLA 2° REPUBBLICA? La Casta, l'Antipolitica e il Referendum</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;
Due sono i termini che caratterizzano il panorama politico in queste ultime settimane: “Casta” e “Antipolitica”. La “Casta”, come ben evidenziano Stella e Rizzo nel saggio omonimo, è l’attuale sistema politico, smascherato nei suoi sprechi, nella sua capacità capillare di insidiarsi in ogni settore della vita pubblica e privata, generando poltrone, poltroncine, enti e associazioni, e di autoriciclarsi, come ben esemplificato dal “porcellum” elettorale vigente, o dal Partito Democratico, semplice somma di partiti e personalità anacronistiche, anagraficamente e sopratutto politicamente.
L’uscita dalla casta allora non può che essere rappresentata da personalità che alla “politica” non appartengono o la rinnovano, i “tecnici” alla Montezemolo, i “giovani 50enni rampanti” alla Sarkozy, che simbolizzano una classe dirigente giovane e (apparentemente) estranea al teatrino degli interessi di bottega (o di casta) della politica. Argomenti populistici certo, ma che fanno breccia su un elettorato come quello italiano, caratterizzato da un’insofferenza diffusa, accentuata dalla distanza della propria “terza settimana” dall’OdG settimanale del Parlamento. E lo strumento d’uscita da questa situazione non può che essere visto nel referendum, popolare per definizione, che sfoltisca il “magnamagna” di Palazzo verso un sistema bipartitico. Una democrazia moderna come la Francia ha fatto un governo giovane, in tempo record, composto da personalità di spicco, indipendentemente dall’appartenenza partitica: al di là del diverso sistema presidenziale, è un modello da tenere in conto. Quel che è certo, come è stato previsto da Massimo D’Alema, è che ci stiamo avviando a una crisi analoga a quella che fece crollare la Prima Repubblica, tale da disegnare scenari da rivoluzione come quello provocatorio dello scrittore che, a “Porta a Porta”, si auspica l’avvento di un monopartitismo, ovvero una dittatura.
&lt;a id="more-135"&gt;&lt;/a&gt;Come uscire allora dalla Casta? Con una nuova leadership? Affidandola al “camaleontico” (come l’ha definito Giuliano Ferrara) Casini (con i suoi progetti di “Terzo Polo” e “Grande Centro” alla Bayrou, il candidato centrista francese), o a una nuova “casta” di “tecnici” alla Montezemolo (la cui quantità di cariche farebbe esplodere il conflitto di interessi), o ai giovani rampanti tipo Veltroni? E il referendum bipartitico (con sbarramento al 3-4% e premio di maggioranza al partito con più voti), eliminanerà partitini che condizionano il programma dei governi, darà forse più stabilità ma riuscirà anche a eliminare gli sprechi e il sistema di raccomandazioni? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-3596492443905109117?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/3596492443905109117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=3596492443905109117' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3596492443905109117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3596492443905109117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/05/verso-la-fine-della-2-repubblica-la.html' title='VERSO LA FINE DELLA 2° REPUBBLICA? La Casta, l&apos;Antipolitica e il Referendum'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-7173648255629096962</id><published>2007-05-22T19:35:00.000+02:00</published><updated>2007-09-09T17:10:09.151+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti civili'/><title type='text'>GLI INTOCCABILI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;
Chi pensava che il cambio al vertice della CEI portasse anche un cambio di rotta sui temi etici si illudeva. Coerentemente con le proprie posizioni millenarie, il successore di Ruini, Mons. Bagnasco, non fa passare giorno senza rilasciare le proprie dichiarazioni. Coerentemente alla dottrina della Chiesa si diceva, per non dire, come è stato detto al concerto del 1° maggio, che la Chiesa non si è evoluta in 2000 anni. Il punto che la mancanza di “evoluzione” della Chiesa è una conseguenza diretta della sua natura di portatrice di dogmi, verità assolute nel senso di slegate dal tempo. Non deve quindi stupire che la Chiesa non si adatti alla società attuale, ben diversa, in quanto prodotto storico, da quella in cui il messaggio originario cristiano ebbe origine e diffusione; ma nemmeno può stupire che non accetti contestazioni al proprio messaggio, come mostrano i due recenti casi del concerto del 1° maggio e della trasmissione Anno Zero di Santoro. Per quanto riguarda il concerto, le dichiarazioni del presentatore, per quanto estranee allo spirito della manifestazione, furono bollate dalle gerarchie ecclesiastiche come “terrorismo” termine che non può che apparire inadeguato, nel contesto di una manifestazione sul lavoro, colpito pesantemente nei decenni passati dal terrorismo, quello vero.&lt;a id="more-133"&gt;&lt;/a&gt;“Terrorismo” è esprimere un opinione “contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo” come scrisse l’Osservatore Romano sulla vicenda. E alle dichiarazioni odierne contro i DiCo, Mons. Bagnasco aggiunge l’allarme per l’impoverimento della famiglia italiana. Nel frattempo, si susseguono i tentativi politici bipartisan (Landolfi e Fassino) di non mandare in onda un video della BBC sulla pedofilia clericale da parte di Santoro e Mentana.
Questi fatti mostrano la Chiesa muoversi in due opposte tendenze: l’incapacità, o meglio la non volontà, di rispettare le regole del gioco democratico, facendo sentire (legittimamente) la propria voce, ma ostacolando poi che la stessa libertà d’espressione che usa sia usata da altri per criticarne posizioni o comportamenti. Dall’altra parte, il costante richiamo al messaggio cristiano originario, l’amore per il prossimo, la solidarietà per i più deboli. E’ una contraddizione che fa parte della Chiesa che, in quanto istituzione, ha assunto un potere tale da allontanarsi dal messaggio evangelico.
Allora forse la possibilità per la Chiesa di superare la crisi che la affligge non è lanciare anatemi contro l’ateismo, il relativismo, la politica, ovvero contro opinioni consentite in uno stato democratico, ma ritornare alla propria vocazione originaria, di amore e solidarietà. A partire dalla solidarietà per le persone in quanto tali, la cui scelta per la convivenza è in certi casi dettata proprio da quella povertà che Bagnasco constata. Ovvero saper mettere le persone davanti all’ideologia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-7173648255629096962?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/7173648255629096962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=7173648255629096962' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7173648255629096962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7173648255629096962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/05/gli-intoccabili.html' title='GLI INTOCCABILI'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-3820178782859469725</id><published>2007-05-13T14:14:00.000+02:00</published><updated>2007-05-13T14:54:25.210+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iraq'/><title type='text'>DALLA REGGIA ALLA GUERRA: il principe Harry e la mediatizzazione della guerra iraquena</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RkcJmga43II/AAAAAAAAAGU/wzl3g1OlY4g/s1600-h/harry+iraq.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5064026863143804034" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RkcJmga43II/AAAAAAAAAGU/wzl3g1OlY4g/s200/harry+iraq.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Si avvicina la partenza per l'Iraq del principe Harry, terzo in successione regale al trono d'Inghilterra. Tra le notizie di rinvii per le minacce di Al Quaeda, intenzionata a catturarlo ed esibirlo come "trofeo di guerra", l'appoggio dei commilitoni che hanno dichiarato di voler indossare "parrucche rosse" per sfavorirne l'identificazione e il rapimento, le festine pre-partenza, i tabloid inglesi hanno collezionato un nuovo, redditizio capitolo della soap sulla famiglia reale. Inoltre, il principino verrà ripreso nella sua avventura iraquena dallle telecamere, in una sorta di Grande Fratello iraqueno, dove ad essere nominati però sono solo i civili sotto le bombe. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Peccato che la vicenda del principino che va alla guerra sia tutt'altro che una telenovela, ma si inserisca con estrema superficialità in un contesto come quello iraqueno, fatto di migliaia di vittime civili, oltre che militari. La mediatizzazione della partenza del principe tralascia così di considerare la quotidianità iraquena, fatta di decine di morti e distruzione, che in quanto quotidianità è ben lontana dal costituire uno &lt;em&gt;scoop&lt;/em&gt;, una &lt;em&gt;news&lt;/em&gt; da vendere. Inoltre, gli scrupoli per la sicurezza del principe, e la sua presenza in Iraq non possono che accrescere l'insicurezza e i pericoli per un'esercito carnefice e vittima di un conflitto senza uscita. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;La Casa Reale sceglie così di mettersi in controtendenza all'opinione pubblica, la cui sempre maggiore opposizione al conflitto iraqueno ha portato alle dimissioni venture di Tony Blair. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Ma l'aspetto peggiore della vicenda del principino che va dalla reggia alla guerra per "servire il proprio paese" con tutto il contorno di capricci regali ("o parto o lascio l'esercito", ha dichiarato Harry), è che l'attenzione mediatica per l'Iraq ha ormai raggiunto i toni frivoli che caratterizzano le vicende regali. Il tassello finale di un conflitto che fin dall'inizio, dall'abbattimento delle statue di Saddam Hussein nella presa lampo di Baghdad è stato un grande spot televisivo, finalizzato a vendere una guerra fondata su interessi economici e geostrategici. E come tutti gli spot, anche questo è riuscito a vendere fumo: ma quello di un paese che va a fuoco ogni giorno. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-3820178782859469725?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/3820178782859469725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=3820178782859469725' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3820178782859469725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3820178782859469725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/05/dalla-reggia-alla-guerra-il-principe.html' title='DALLA REGGIA ALLA GUERRA: il principe Harry e la mediatizzazione della guerra iraquena'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RkcJmga43II/AAAAAAAAAGU/wzl3g1OlY4g/s72-c/harry+iraq.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-6170864537846174180</id><published>2007-05-10T15:12:00.000+02:00</published><updated>2007-09-09T17:09:09.112+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti civili'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='family day'/><title type='text'>FAMILY DAY: E LA FAMIGLIA?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A pochi giorni dal &lt;a href="http://www.forumfamiglie.org/manifestazione/piufamiglia1.html?gclid=CIG5jKPHg4wCFSoMQgodw1qhzQ"&gt;Family day&lt;/a&gt;, manifestazione romana organizzata dalle associazione ecclesiali “contro ogni ipotesi legislativa di equiparazione delle coppie di fatto con la famiglia fondata sul matrimonio”, si sprecano le conferme di partecipazione del mondo politico, di chi c’entra talmente con la famiglia “tradizionale” da averne più d’una. Ad ogni azione una reazione: così accanto ai Don Abbondio della situazione, clericali per calcolo politico, ai “moderati” che si dimenticano che “il centro” è relativo a cosa si prende per estremo, ecco il manipolo di contromanifestanti “NO VAT”. Tra clericalismo e laicismo, pro famiglia uomo donna bambino e famiglia uomo uomo bambino ci sono quasi tutti, con un’unica assente: la famiglia. Perchè al Family day la famiglia vera, quella affetta dalla sindrome della “terza settimana” resterà a casa, lontana da ideologie, estranee ai suoi bisogni reali, che la tirano in ballo per lo più per fini strumentali.
&lt;a id="more-125"&gt;&lt;/a&gt;
Tra i due litiganti del Family day l’unica a non godere è proprio la protagonista, la famiglia, in bilico tra promesse fettine di “&lt;a href="http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&amp;tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&amp;amp;del=20070504&amp;fonte=AGI&amp;amp;codnews=170919"&gt;tesoretti&lt;/a&gt;“, di sconticini sulla &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/economia/pensioni/rutelli-tesoretto/rutelli-tesoretto.html"&gt;prima casa&lt;/a&gt;, che vede ben lontana dalle proprie priorità l’attribuzione di “famiglia tradizionale” di “coppia di fatto” o di DiCo. Il Family day vuole affermare come “la priorità non sono i DiCo ma le politiche sulla famiglia” dimenticando forse che i DiCo stanziano sgravi fiscali per le coppie: ma forse qui più che le “politiche per la famiglia” sono in discussione la definizione di “famiglia” e le libertà personali, di credo e di scelta. Si accusano i DiCo di mettere in discussione la famiglia fondata sul matrimonio della Costituzione: ma forse proprio l’opposizione ai DiCo mette in discussione la Costituzione, almeno per la sua difesa dell’autodeterminazione dell’individuo e della sua libertà a professare opinioni, credi religiosi e scelte personali senza discriminazione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-6170864537846174180?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/6170864537846174180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=6170864537846174180' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6170864537846174180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6170864537846174180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/05/family-day-e-la-famiglia.html' title='FAMILY DAY: E LA FAMIGLIA?'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-8327591099058411763</id><published>2007-05-09T21:08:00.000+02:00</published><updated>2007-05-09T21:20:45.098+02:00</updated><title type='text'>UN RINGRAZIAMENTO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ringrazio chi, seguendo e apprezzando il lavoro di &lt;em&gt;communitaction&lt;/em&gt;, ha contribuito a portare il blog in nomination nella categoria "&lt;a href="http://www.sw4n.net/2007/05/08/z-blog-awards-and-the-nominees-are/"&gt;Miglior Z-blog maschile&lt;/a&gt;", nel concorso "Z Blog Awards" organizzato da &lt;a href="http://www.sw4n.net/2007/05/02/z-blog-awards-1/"&gt;sw4n.net &lt;/a&gt;. Un ringraziamento in questo senso non può che andare a &lt;a href="http://www.bloglibero.org/"&gt;bloglibero&lt;/a&gt;, cui collaboro e che ha contribuito in maniera determinante a dare visibilità a &lt;em&gt;communitaction&lt;/em&gt;. Senz'altro una soddisfazione per un blog aperto solo da 6 mesi, ma sopratutto perchè dà la conferma che i messaggi pubblicati sono passati, ed è questa la cosa più importante: perchè sapere è il primo passo per agire a favore dei diritti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-8327591099058411763?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/8327591099058411763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=8327591099058411763' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/8327591099058411763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/8327591099058411763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/05/un-ringraziamento.html' title='UN RINGRAZIAMENTO'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-7651296042576128523</id><published>2007-04-16T22:28:00.001+02:00</published><updated>2007-09-09T17:07:47.204+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='usa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='armi'/><title type='text'>GRILLETTI FACILI: le stragi nelle scuole USA e la cultura della violenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;
La &lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_2139605184.html"&gt;strage odierna&lt;/a&gt; in un college statunitense, dopo una sparatoria che ha provocato decine di morti, è solo l’ultimo di episodi simili che periodicamente colpiscono gli Stati Uniti. La strage solleverà un vespaio di opinioni e accuse, utili a riempire poltrone e far drizzare l’audience dei talk show statunitensi, tutto come nel 1999, quando la strage all’istituto Columbine scosse l’immaginario statunitense, legato all’idea della scuola come mezzo di riscatto dalla violenza della sparatorie dei ghetti. Lo stupore che episodi di violenza esplodano così, in un luogo insospettabile e apparentemente senza un avvertimento, fa commettere l’errore di confinare questi casi alla mente deviata di alcuni ragazzini, come se l’ascolto di un certo tipo di musica, le cattive compagnie o qualche disturbo psichico adolescenziale potessero giustificare una strage. La portata di episodi come questo non è quindi da ridurre a un fenomeno ad personam, ma forse a un malessere che colpisce tutta la società statunitense, di cui la facilità del possesso delle armi è solo un corollario. Michael Moore in Bowling a Columbine, documentario sulla strage della Columbine, spiega la ragione del fatto che gli Usa hanno un numero di omicidi pro capite tre-quattro volte più alto dei paesi europei (cfr. gli articoli di peacereporter: &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=1305"&gt;art. 1&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=5651"&gt;art. 2&lt;/a&gt;) con la presenza e la facile disponibilità di armi nello stato, tesi avvalorata da uno &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=7135"&gt;studio&lt;/a&gt; della Harvard School of Public Health.&lt;a id="more-94"&gt;&lt;/a&gt;Di certo la disponibilità di armi per tutti può aiutare a concretizzare la violenza che l’individuo comune può provare, ma probabilmente il problema va affrontato alla radice. Questi fenomeni sono accomunati da due elementi: avvengono in luoghi di formazione, e vengono compiuti da persone giovani. Se uno stato come gli Stati Uniti viene colpito al proprio interno, dai cittadini che costituiscono il suo futuro, e proprio nel luogo simbolo della loro crescita come cittadini, viene quindi da pensare che ci sia qualcosa che non va nei valori che in generale l’istruzione e i mass media statunitensi trasmettono alle proprie generazioni.
Servirà quindi a poco la dichiarazione che il Presidente G.W. Bush farà alla nazione sulla vicenda, perchè è proprio dall’amministrazione statunitense e dalla propaganda che ne è legata che vengono legittimati, sotto forma di leggi comportamenti che in questi anni hanno segnato le vicende mondiali: si pensi ai numerosi “Act” che in nome della difesa dal terrorismo giustificano la limitazione dei diritti (come la privacy) di cittadini statunitensi, o la detenzione senza capi di accusa certi come a Guantanamo. Qui non è discussione il diritto civile al possesso di un’arma, sancito dalla Carta dei Diritti statunitense, ma l’abuso di diritto che caratterizza la politica interna ed estera statunitense. Se l’”american dream” che gli USA intendono esportare è fatto di guerra…e se tutto questo è giustificato per la difesa della Patria, non stupisce che siano proprio i figli di questa cultura ad esserne influenzati. Se violenza e prevaricazione sono mezzi legali per uno stato per la risoluzione dei conflitti, non stupisce che le armi siano viste dal cittadino un mezzo legittimo per affermare la propria volontà. Ed è forse anche in questa luce che si può leggere il rifiuto statunitense all’abolizione della pena di morte e alla regolazione del commercio di armi: la violenza armata non è retta solo dal potere politico della &lt;a href="http://www.nra.org/"&gt;National Rifle Association&lt;/a&gt; e dal business economico che genera, ma affonda le sue radici anche in una cultura che considera le armi, o più in generale la violenza, un mezzo come un altro, se non il mezzo privilegiato, di confronto e scontro. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-7651296042576128523?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/7651296042576128523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=7651296042576128523' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7651296042576128523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7651296042576128523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/04/grilletti-facili-le-stragi-nelle-scuole_16.html' title='GRILLETTI FACILI: le stragi nelle scuole USA e la cultura della violenza'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-7808071272995581478</id><published>2007-03-31T22:40:00.000+02:00</published><updated>2007-09-09T17:06:25.136+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti civili'/><title type='text'>IL BENE E IL MALE DELLA DEMOCRAZIA: la polemica CEI contro i DICO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non passa giorno in cui la CEI non aggiunga un tassello alla polemica contro i DICO. Le &lt;a href="http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4517016,00.html"&gt;dichiarazioni odierne&lt;/a&gt; del neoeletto presidente della CEI, Monsignor Bagnasco, mettono in luce i fondamenti “ideologici” alla base dell’opposizione alle coppie di fatto:
Bagnasco afferma innanzitutto che, se il “criterio oggettivo per giudicare il bene e il male” viene sostituito dall’ “opinione generale” ovvero l’opinione pubblica, o da “maggioranze vestite di democrazia ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente”, si potrebbe degenerare in “aberrazioni” come “legalizzazione dell’incesto o la pedofilia tra persone consenzienti”; Bagnasco porta poi come esempi di queste maggioranze apparentemente democratiche i casi di Inghilterra, dove “un fratello e sorellahanno figli, vivono insieme e si vogliono bene” e dell’Olanda, con il caso del partito dei pedofili. Per quanto riguarda questo primo punto, vorrei fare alcune osservazioni. Innanzitutto i concetti di “bene e male oggettivi” di “naturale e contro natura” richiamati anche da molti Angelus del Pontefice, non hanno un fondamento oggettivo, ma culturale, ed è la stessa Storia a mostrarlo: con il mutamento delle epoche sono mutati i concetti di bene, male, naturale e innaturale, adattati di volta in volta al potere dominante; ma la CEI parla anche di “natura”, “diritto naturale”, ma senza chiarire precisamente su cosa si fondi questo “criterio antropologico dell’etica che riguarda la natura umana, che e’ anzitutto un dato di natura e non di cultura”: la “natura umana”, storicamente ha assunto comportamenti e norme differenti a seconda delle culture e delle epoche, a meno che non si voglia assumere un criterio etnocentrico come la “superiorità della civiltà occidentale”;
Bagnasco sembra poi farsi portatore di un inedito concetto di democrazia, che, slegata dall’opinione pubblica, non è più il “potere del popolo”, al fine di riconoscerne i diritti giuridici, e comporta così un mutamento della rappresentanza dei deputati, rappresentanti non più del popolo, ma del clero; ma se uno stato non è retto dal potere del popolo, dal diritto pubblico, ma da una ristetta minoranza ecclesiastica, l’alternativa alle “maggioranze antidemocratiche e violente” di cui parla Bagnasco non può che essere una teocrazia; conseguenza inevitabile del venir meno del potere del popolo è che il “criterio naturale e oggettivo di bene e male” sia da sostituirsi all’ “autodeterminazione di due individui consenzienti”;
Infine, se è realmente un interesse nella preservazione della specie umana ad animare la polemica della CEI, non si vede perchè un tema che mette radicalmente più in discussione la permanenza del genere umano, ovvero lo stato globale di guerra nel mondo, trovi posto solo in rare dichiarazioni estemporanee del Pontefice, non assumendo quella rilevanza che l’attualità politica, con il voto sul rifinanziamento delle missioni militari, potrebbe suggerire.
&lt;a id="more-92"&gt;&lt;/a&gt;Tirando le conclusioni, sembra che l’attenzione dei vescovi sia concentrata su un tentativo di mutamento delle regole del gioco democratico, che si inserisce alla perfezione nello status di mancanza di rappresentanza politica dei deputati: i cattolici praticanti in Italia, oscillano, secondo stime di Alleanza Cattolica, tra il 25% e il 35% (dati &lt;a href="http://www.cesnur.org/"&gt;CESNUR&lt;/a&gt;), meno della metà della popolazione italiana, e non tutti sono contari a riforme come il &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200601articoli/1892girata.asp"&gt;riconoscimento giuridico delle coppie di fatto&lt;/a&gt;, o a temi ancora più spinosi quali &lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/cronaca/welby2/sondaggio-ipr-eutanasia/sondaggio-ipr-eutanasia.html"&gt;l’eutanasia&lt;/a&gt;. L’opposizione ai DICO, semplice riconoscimento giuridico di una realtà maggioritaria presente nel paese (le coppie di fatto sono il doppio dei matrimoni, fonte &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/politica/coppie-di-fatto3/matrimoni-istat/matrimoni-istat.html"&gt;ISTAT&lt;/a&gt;), si configura quindi, al di là dei fini specifici del clero, come un altro caso (accanto al rifinanziamento delle missioni belliche, al Dal Molin, etc.) che trasforma la democrazia italiana in un’oligarchia dei “poteri forti”. A ulteriore dimostrazione che il “bene” non è di tutti, ma chi comanda. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-7808071272995581478?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/7808071272995581478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=7808071272995581478' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7808071272995581478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7808071272995581478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/04/il-bene-e-il-male-della-democrazia-la.html' title='IL BENE E IL MALE DELLA DEMOCRAZIA: la polemica CEI contro i DICO'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-7984455457464742503</id><published>2007-03-24T11:01:00.000+01:00</published><updated>2007-03-24T12:02:28.473+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='afghanistan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ISAF'/><title type='text'>L'ALTRA STRADA PER LA PACE: la novità della mediazione umanitaria di Emergency</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RgUDfNGtJ2I/AAAAAAAAAGI/FEFsaTrpMK4/s1600-h/ospedale+emergency.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045442792167122786" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RgUDfNGtJ2I/AAAAAAAAAGI/FEFsaTrpMK4/s200/ospedale+emergency.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align="justify"&gt;La liberazione di Daniele Mastrogiacomo, grazie all'intervento di mediazione dell'ONG Emergency, ha inaugurato una nuova forma di intervento nell'ambito di un conflitto. La risoluzione positiva della vicenda per il giornalista italiano fa riflettere sulle motivazioni che possono aver spinto i Taliban alla liberazione di un uomo con la grave accusa di essere una spia, oltretutto al soldo delle truppe occupanti. &lt;/div&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'uccisione, peraltro cruenta, dell'interprete afghano al seguito di Mastrogiacomo non fa certo pensare a un'atto di clemenza dei Taliban; &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sembra peraltro riduttivo pensare a un compromesso dei Taliban una volta ottenuta la scarcerazione di alcuni loro capi (ma non il ritiro del contingente italiano): anzi, l'uccisione del giornalista avrebbe potuto portare a un ripensamento del rifinanziamento italiano alla missione ISAF;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;In terzo luogo, seppure importanti, non penso che gli appelli della popolazione italiana alla liberazione possano davvero aver influenzato il rilascio, come mostrano i casi passati di giornalisti rapiti e giustiziati;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Nonostante gli attori della vicenda siano stati molteplici (i Servizi Segreti italiani, il governo Karzai, e pure, pur nelle critiche seguite, gli USA), è dominio comune la centralità nella mediazione di &lt;a href="http://www.emergency.it/index.php?ln=It"&gt;Emergency&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.emergency.it/menu.php?A=002&amp;SA=007&amp;amp;ln=It"&gt;L'ospedale afghano &lt;/a&gt;dell'ONG cura gratuitamente chi vi si presenta, senza distinzione di età, credo religioso o appartenenza politica: detto in una parola, cura &lt;em&gt;anche&lt;/em&gt; i guerriglieri Taliban. Non soffermandomi qui sull'importanza pratica e simbolica di questa iniziativa, che risponde appieno alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, voglio sottolineare come l'apertura di un confronto civile con i Taliban e la soluzione pacifica che ne è seguita sia stata proprio merito di un organizzazione che svolge una vera missione umanitaria, fatta non con armi e bombe, ma con cure mediche libere e aperte a tutti. Il dialogo dei Taliban con Emergency mostra la considerazione positiva dell'ONG nel paese, anche tra le frange estremiste, che non può non aver influenzato la liberazione di Mastrogiacomo. E forse proprio la diversa sorte toccata all'italiano rispetto all'afghano sta nell'italianità dell'ONG, e nella considerazione positiva che ne deriva per l'Italia presso la popolazione afghana.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Ne concludo che se veramente il rifinanziamento della missione italiana ISAF è fatto in funzione umanitaria, e se la permanenza del contingente italiano è vista come la condizione essenziale per avviare la guerra afghana verso un'esito pacifico, come espresso dal ministro D'Alema, essa vada ripensata, cambiata nei suoi connotati proprio alla luce di questa esperienza positiva. &lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Tendiamo a pensare all'idea di una Conferenza di Pace che coinvolga i Taliban un'idea addirittura rivoluzionaria, sicuramente controcorrente con le strategie in voga, come le "offensive primaverili". Ma proprio perchè controcorrente, la Conferenza di Pace non potrà avvenire finchè non si realizzi un passo effettivo, e non solo simbolico, verso la pace, che pensiamo non possa che avvenire con il ritiro del contingente italiano o con una seria ridefinizione dei presupposti e dei fini della missione ISAF. Trovare una soluzione alternativa all'offensiva militare non significa certo supportare i Taliban o auspicare un loro ritorno al potere. Ma la guerra in Afghanistan, considerata la distanza tra i numerosi morti civili e militari (per rimanere aggiornati si veda &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&amp;idart=7605"&gt;peacereporter&lt;/a&gt;), la distruzione del paese e i pochi risultati raggiunti, è una violazione dei diritti umani al pari del regime Taliban. &lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Ripensare la missione in Afghanistan significa partire dalla "&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;convinzione che nulla sia comparabile al valore di un’esistenza umana e che, quando concretamente sia in pericolo un’esistenza umana, per salvarla si debba compiere ogni atto che non ne distrugga direttamente altre&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;" come recita il &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=7601"&gt;comunicato stampa di Emergency&lt;/a&gt; in merito alla vicenda Mastrogiacomo. Se l'Italia vuole seguire la propria convinzione pacifista con la Conferenza di Pace, non è solo necessario creare un'unità europea come quella auspicata ieri dal Presidente Napolitano, ma anche dare alla popolazione afghana il ruolo di protagonista della propria rinascita, e non quello di vittima: ma per far ciò sono forse più necessarie delle armi opere come quella di Emergency (in parte peraltro finanziata dall'Italia) nuove infrastrutture, la depurazione dell'acqua...Un popolo sano e vivo saprà decidere autonomamente per la democrazia, se la vorrà. Ma la missione ISAF, con le sue vittime civili e i suoi bombardamenti, non può che portare inimicizia per l'Occidente e supporto ai Taliban, rendendo vana non solo una "vittoria" militare ma anche una reale volontà di democrazia del popolo afghano. &lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-7984455457464742503?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/7984455457464742503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=7984455457464742503' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7984455457464742503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7984455457464742503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/03/laltra-strada-per-la-pace-la-novit.html' title='L&apos;ALTRA STRADA PER LA PACE: la novità della mediazione umanitaria di Emergency'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RgUDfNGtJ2I/AAAAAAAAAGI/FEFsaTrpMK4/s72-c/ospedale+emergency.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-7213752069030811258</id><published>2007-03-10T21:44:00.000+01:00</published><updated>2007-09-09T17:00:44.641+02:00</updated><title type='text'>POLTRONE VUOTE: la politica italiana e la crisi della rappresentanza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;
Ieri alla Camera è passato, con una maggioranza del 95.9%, il decreto che rifinanzia le missioni militari all’estero: il 4% mancante per l’unanimità è composto di 19 astenuti e 3 voti contrari. In totale più del 99% dei Deputati non ha votato contro. Il punto che qui si vuole sottolineare non riguarda le mille ragioni politiche che spingano un esecutivo a votare contro le proprie idee, contro la propria costituzione: il voto pressoché unanime sul rifinanziamento alle missioni militari è prima di tutto un voto contro gli elettori, di cui i Deputati sono per per definizione rappresentanti. Non serve “il balletto delle cifre” dei sondaggi per capire che tra l’umore della popolazione e gli esecutivi di governo, siano essi destri, mancini o ambidestri, si sta scavando sempre più un solco, un’incomunicabilità di fondo che non potrà non avere delle conseguenze, ben più profonde di un allontamento dalla politica, di un generale disinteresse o di un crescente assenteismo dal voto.&lt;a id="more-86"&gt;&lt;/a&gt;Il rifinanziamento delle missioni è solo un caso in cui il parlamento parla per sè, e non per i tanto citati “problemi veri del paese”. Si può considerare un calcolo in tasca quello che spinge la maggioranza degli italiani a vedere di mal occhio soldi che potrebbero essere occupati in maniera ugualmente solidale (con una parte dei finanziamenti alle missioni militari potrebbe essere abolito il ticket sanitario…), o un sentimento da “anime belle” pacifiste, considerato slegato dalla realtà dai politicanti di mestiere, fatto sta che ormai il “popolo sovrano” e i suoi rappresentati parlano due lingue diverse. Ecco allora un’Italia che a grande maggioranza si mobilita per pace, diritti civili, benessere, venire ridotta alla logica della contrapposizione partitica, dove “pace” è parola sinistra, “sicurezza” termine ambidestro, “benessere” richiesta da evasore fiscale. C’è chi vive sulla propria terra, ne conosce i bisogni, le ragioni, e c’è chi vive nella propria poltrona, ormai vuota: perchè fenomeni come l’Afghanistan, il Dal Molin, la Tav, il Mose, i Dico, gli stipendi folli di Sanremo, nella loro lontananza dal volere e dai bisogni degli italiani, mostrano come la politica italiana sia segnata da un crescente vuoto di rappresentanza, di cui conseguenza emblematica non può che essere una legge elettorale che elegge i Deputati sulla base di logiche di partito. Ma non sarà il cambio di legge elettorale a far scendere dalla poltrona i rappresentanti di un Paese che esiste solo negli uffici di Montecitorio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-7213752069030811258?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/7213752069030811258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=7213752069030811258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7213752069030811258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7213752069030811258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/03/poltrone-vuote-la-politica-italiana-e.html' title='POLTRONE VUOTE: la politica italiana e la crisi della rappresentanza'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-2793235327908711690</id><published>2007-03-02T21:47:00.000+01:00</published><updated>2007-09-09T16:56:30.458+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='afghanistan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><title type='text'>LIBERAZIONE O OCCUPAZIONE? Pro e contro la permanenza italiana in Afghanistan</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’espulsione, &lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_2109216468.html"&gt;formalizzata ieri&lt;/a&gt;, del senatore Franco Turigliatto da PRC a seguito dell’astensione sul voto sulla politica estera costata la crisi di governo, ripropone le ragioni a favore e contrarie sul tema della guerra in Afghanistan, il cui rifinanziamento, dopo il ritiro del contingente italiano in Iraq, attende di essere sottoposto all’esame delle camere. La missione &lt;a href="http://www2.hq.nato.int/isaf/"&gt;ISAF&lt;/a&gt; (International Security Assistance Force) inizia con l’accordo in sede internazionale dell’Italia del gennaio 2002 cui segue l’approvazione in &lt;a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/02015l.htm#decreto"&gt;parlamento&lt;/a&gt; alla fine del febbraio dello stesso anno, con il compito di “assistere l’Autorità Interinale Afgana nel mantenere la sicurezza in Kabul e nelle aree limitrofe, così che detta Autorità ed il personale dell’ONU possano operare in un ambiente sicuro“ (cfr. p. 48 doc. su “&lt;a href="http://www.difesa.it/Operazioni+Militari/missioni_attività_internazionali/"&gt;Missioni/Attività internazionali&lt;/a&gt;” del Ministero della Difesa). Alla luce della prossima &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200702articoli/18102girata.asp"&gt;offensiva primaverile&lt;/a&gt; contro i Talebani, oltretutto circoscritte alla zona dove è presente il contingente italiano, è utile discutere delle ragioni a favore e contrarie della permanenza dei soldati.
Un primo ordine di considerazioni a favore della permanenza riguarda la situazione in Afghanistan, ritenuta più tranquilla di quella in Iraq e tale che la presenza di stranieri sembra legittimata dagli stessi afghani; i sostenitori del ritiro sarebbero animati da calcoli personali che li spingono a “ritoccare la realtà” afghana in negativo (&lt;a href="http://newscontrol.repubblica.it/item/190529/ritoccare-la-realta"&gt;G. Rampoldi, Repubblica 31/7/2006&lt;/a&gt;). Un ritiro dall’Afghanistan comporterebbe quindi una situazione di anarchia, una guerra civile che favorirebbe il ritorno al potere di al-Quaeda. Le ragioni del pacifismo sarebbero quindi “scorciatoie” da “Gandhi da televisione” per venire incontro ai sentimenti dell’elettorato più che soluzioni concrete. Da questo punto di vista l’ospedale di Emergency a Kabul per feriti di guerra sarebbe reo di curare anche i talebani (&lt;a href="http://www.difesa.it/files/rassegnastampa/060531/B06QG.pdf"&gt;G. Rampoldi, Repubblica 31/5/2006&lt;/a&gt;, si veda anche la &lt;a href="http://www.liblab.it/portale/pace/perche_curiamo_i_nemici_della_pace_feriti_lettera_aperta_al_giornalista_guido_rampoldi_di_rosalba_satta_emergency"&gt;risposta di Emergency&lt;/a&gt;).
La seconda serie di motivazioni contrarie al ritiro mette in luce come i fondamenti della missione ISAF sono diversi  rispetto all’invasione iraquena, per cui Afghanistan e Iraq rappresenterebbero “due concezioni opposte della politica internazionale e del ricorso alla forza“: la risoluzione ONU fu infatti anteriore al conflitto, che fu inoltre motivato dalla presenza di un regime, quello talebano, di supporto ai terroristi di al-Quaeda. Il ritiro comporterebbe una “frattura strategica” con le storiche alleanze atlantiche, che non terrebbe conto della “memoria storica e politica” italiana (&lt;a href="http://www.difesa.it/files/rassegnastampa/060531/B061V.pdf"&gt;F.  Venturini, Corriere della Sera, 31/5/2006&lt;/a&gt;). Restare è segno di coerenza sulla politica estera e credibilità internazionale (&lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/esteri/medio-oriente-sei/chi-firma-pace/chi-firma-pace.html"&gt;E. Scalfari, Repubblica 23/7/2006&lt;/a&gt;).
Le ragioni a favore insistono quindi sulla diversità della situazione e dei fondamenti tra Iraq e Afghanistan, sottolineando come le ragioni del ritiro, che causerebbe una situazione di anarchia e crisi delle alleanze atlantiche, sarebbero fondate più su calcoli politici e ideologici che reali proposte di soluzione. A queste tesi si può obiettare che:
I &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&amp;idc=73&amp;amp;ida=&amp;idt=&amp;amp;idart=5450"&gt;casi frequenti&lt;/a&gt; di bombardamenti indiscriminati sui villaggi e &lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/ext/index.php?ocat=Esteri&amp;onews=1.0.694042875"&gt;l’esortazione di G. Bush&lt;/a&gt; di inviare più truppe (come la &lt;a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=63886"&gt;Gran Bretagna&lt;/a&gt;) per far fronte all’instabilità presente nella maggior parte del paese mostrano come anche l’Afghanistan non sia esente dalla situazione di caos che caratterizza l’Iraq. Questa situazione, unita agli &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&amp;idc=73&amp;amp;ida=&amp;idt=&amp;amp;idart=5503"&gt;abusi dei soldati&lt;/a&gt;, provoca un evidente inimicizia della popolazione afghana nei confronti degli occupanti, accreditata anche &lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Non-ce-differenza-tra-Afghanistan-e-Iraq/1499648/1"&gt;dall’ampio numero di miliziani&lt;/a&gt; appartenenti alla cosidetta “resistenza afghana”. Le ragioni di chi propone il ritiro, anche se politicamente non disinteressate, si fondano quindi su una situazione incandescente, oltre che sull’opinione, emersa da un &lt;a href="http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=122"&gt;sondaggio&lt;/a&gt;, del 56% degli italiani che sono favorevoli al ritiro, anche alla luce degli &lt;a href="http://www.lettera22.it/showart.php?id=4836"&gt;ingenti costi&lt;/a&gt; della missione.
Per quanto riguarda il fondamento dell’attacco all’Afghanistan, la natura della missione ISAF nel corso degli anni è mutata, passando &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&amp;idc=2&amp;amp;ida=&amp;idt=&amp;amp;idart=5834"&gt;nel 2003 sotto il comando NATO&lt;/a&gt; a sostegno dell’Enduring Freedom statunitense. Si può inoltre fare un piccolo bilancio. Tra gli attentatori dell’11/9/2001 non c’era nessun afghano. Il regime talebano, accusato di fiancheggiare Bin Laden, (che troverebbe rifugio nei monti del Pakistan, alleato statunitense)  si finanzia coi proventi dell’oppio. A sei anni dall’invasione dell’Afghanistan, i talebani non sono stati debellati, Bin Laden, che poteva essere catturato con un operazione di intelligence, è ancora libero, &lt;a href="http://www.unodc.org/pdf/afg/afghanistan_opium_survey_2004.pdf"&gt;l’oppio prospera&lt;/a&gt; più di prima. Sul tema della fedeltà alle allenze, è necessario distinguere tra fedeltà e appoggio incondizionato: la maggiore presenza di truppe europee in Afghanistan e basi militari come la base Dal Molin di Vicenza sono funzionali all’Amministrazione Bush per spostare più soldati in Iraq e ai fini della prossima offensiva afghana.
Infine non ci si dilungherà sul concetto, discutibile eticamente e giuridicamente, di “esportazione della democrazia”, specie se funzionale agli interessi economici, politici, geostrategici e legati alla ricostruzione &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&amp;idc=2&amp;amp;ida=&amp;idt=&amp;amp;idart=5461"&gt;statunitensi&lt;/a&gt; .
I fondamenti della missione, già dall’inizio discutibili, lo sono ora ancora di più; analogo discorso vale per la situazione afghana; diversamente dall’appello alla fedeltà alle storiche alleanze, usato come ragione per la permanenza, si potrebbe quindi fare appello, a favore del ritiro, a un’altra coerenza: quella con il già avvenuto ritiro dei soldati dall’Iraq e con il ripudio costituzionale della guerra (art. 11). Alle missioni di pace servono ospedali, infrastrutture, finanziamenti, che possono essere protetti da un contingente militare: ma ciò ho poco o nulla a che fare con “offensive primaverili”. Il primo passo per una “conversione” della missione ISAF come intervento realmente umanitario e di pace non può che essere quindi il ritiro del contingente italiano, per cui c’è un &lt;a href="http://www.ildialogo.org/forum/FormforumRitiroAfga.htm"&gt;appello online&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-2793235327908711690?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/2793235327908711690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=2793235327908711690' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2793235327908711690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2793235327908711690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/04/liberazione-o-occupazione-pro-e-contro.html' title='LIBERAZIONE O OCCUPAZIONE? Pro e contro la permanenza italiana in Afghanistan'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-4722637877993915630</id><published>2007-02-28T21:49:00.000+01:00</published><updated>2007-09-09T16:55:11.799+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><title type='text'>ECONOMIE DI DISTRUZIONE DI MASSA: alcune ragioni economiche del possibile attacco USA all'Iran</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Indiscrezioni di questi ultimi giorni della stampa angloamericana (tra cui &lt;a href="http://www.newyorker.com/fact/content/articles/070305fa_fact_hersh"&gt;New Yorker&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://news.independent.co.uk/world/americas/article2305501.ece"&gt;Indipendent&lt;/a&gt;) riferiscono che sono allo stato avanzato i preparativi per un attacco militare all’Iran. Un possibile intervento aereo sugli stabilimenti nucleari iraniani non sarebbe che uno sviluppo di quella “guerra fredda” che gli USA e Israele stanno conducendo ormai da tempo con l’Iran.Dalle provocazioni verbali iraniane sul nucleare e sull’esistenza di Israele, cui gli USA hanno risposto con sottili minacce e con la propaganda sulle intenzioni di un attacco nucleare iraniano, si è passati &lt;a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/01/25/AR2007012502199.html?sub=AR"&gt;all’autorizzazione statunitense di uccidere agenti iraniani in Iraq&lt;/a&gt;. Tuttavia, al di là di questi screzi e di una &lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?NewsID=61004"&gt;potenzialità nucleare sottovalutata&lt;/a&gt; dagli stessi Israeliani, il reale movente di un possibile attacco all’Iran va cercato anche in motivazioni economiche.W. J. Clark, nel saggio del 2003 “&lt;a href="http://www.ratical.org/ratville/CAH/RRiraqWar.html"&gt;Revisited: the real reason for the upcoming war with Iraq&lt;/a&gt;“, cita come ragione macroeconomica dell’attacco all’Iraq la volontà di riportare il dollaro come moneta di scambio, sperando di contrastare l’intenzione, espressa nel 2000 da paesi dell’OPEC come Iran, Iraq e Venezuela (che subì un colpo di stato nello stesso anno), di scambiare petrolio con l’euro; l’euro, infatti, oltre ad essere svalutato in maniera minore del dollaro, è la moneta della maggior parte dei paesi che scambiano petrolio con l’Iran. In questa direzione si inserisce inoltre l’intenzione del governo iraniano di aprire una &lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;amp;sid=1790"&gt;borsa petrolifera alternativa &lt;/a&gt;alle due statunitensi. E’ chiaro che la riconversione petrolifera in euro intensificherebbe la crisi economica statunitense.Un secondo ordine di considerazioni sulle ragioni economiche alla base della scelta di attaccare l’Iran si fonda proprio sull’”economia di guerra” statunitense. Infatti, l’escalation terroristica in tutto il mondo che seguirebbe all’attacco iraniano non farebbe altro che gettare benzina sul fuoco della propaganda dell’amministrazione Bush, legittimando ulteriori mire militari e favorendo sempre di più il passaggio, come lo definisce il Los Angeles Times, dalla new economy a una &lt;a href="http://www.volontariperlosviluppo.it/2002/2002_1/02_1_14.htm"&gt;war economy come quella statunitense&lt;/a&gt;.Paradossalmente gli introiti dell’industria bellica, oltre ad essere il movente degli USA, possono costituire un ostacolo all’attacco, dato da Russia e Cina. L’opposizione delle due nazioni alle sanzioni nei confronti dell’Iran si fonda infatti sui &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200604articoli/4281girata.asp"&gt;cospicui scambi energetici e militari&lt;/a&gt; che Russia e Cina intrattengono con l’Iran.Se dietro ai piani di guerra all’Iran, al di là molte altre ragioni geopolitiche, sta lo spettro di motivazioni economiche, è chiaro che il problema vada affrontato alla radice, non solo tagliando il legame tra rilancio dell’economia, occupazione e sviluppo bellico (si pensi alla propaganda dei “centinaia” di nuovi posti di lavoro che fornirebbe la base Dal Molin di Vicenza), ma anche con un opera continua di smilitarizzazione e riconversione a scopi civili di aree e fondi stanziati a spese belliche (come nella &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/8-per100-100-per-tutti.html"&gt;Finanziaria 2006&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-4722637877993915630?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/4722637877993915630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=4722637877993915630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/4722637877993915630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/4722637877993915630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/02/economie-di-distruzione-di-massa-alcune.html' title='ECONOMIE DI DISTRUZIONE DI MASSA: alcune ragioni economiche del possibile attacco USA all&apos;Iran'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-3938640870300601603</id><published>2007-02-28T11:02:00.000+01:00</published><updated>2007-02-28T12:41:54.447+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iran'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='petrolio'/><title type='text'>"TU VUO' FA' L'IRANIANO..": i rapporti tra Italia e Iran tra pacifismo e interessi dell'ENI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/ReVo8Da44dI/AAAAAAAAAF8/k8FjF-tsYNk/s1600-h/iran+eni.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5036547139203293650" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/ReVo8Da44dI/AAAAAAAAAF8/k8FjF-tsYNk/s200/iran+eni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Stamane A. Larijani, negoziatore iraniano sul nucleare, &lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_2109098147.html"&gt;ha dichiarato &lt;/a&gt;di aver ricevuto da R. Prodi delle idee per una soluzione pacifica del contenzioso sul nucleare iraniano. Questo fatto può essere visto non solo come un ulteriore testimonianza dell'impegno pacifista dell'Italia in sede internazionale, ma anche dei buoni rapporti diplomatici che in questi mesi il governo Prodi ha tenuto con l'Iran.&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Ma fermarsi a queste considerazioni sarebbe una lettura superficiale della questione. L'Italia infatti, &lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=63878"&gt;come affermato &lt;/a&gt;dal premier francese De Villepin, ha conoscenze approfondite della repubblica islamica, che le consentono di sapere come gestire anche la spinosa questione del nucleare: una conoscenza approfondita data dal fatto che l'Italia costituisce "il primo partner commerciale" di Tehran. &lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;L'Iran è il tra i primi cinque produttori mondiali di petrolio, che viene gestito, (analogamente a quanto avveniva in Iraq prima della svolta liberista attuata dal protettorato statunitense) su controllo statale; ciò comporta che gli affari dei privati stranieri in questo settore sono vincolati a ragioni politiche; l'Italia è molto attiva nell'&lt;em&gt;import&lt;/em&gt; di greggio e gas e nell'&lt;em&gt;export&lt;/em&gt; di macchinari industriali di cui la repubblica islamica necessita. A conferma degli ottimi rapporti commerciali tra i due paesi si pensi alla fondazione di una &lt;a href="http://www.ccii.it/homepage.asp"&gt;Camera di Commercio Italo-Iraniana&lt;/a&gt; nel 1999 e all'accordo, nel 2001, tra la Banca iraniana Bank Markazi e l'UBAE Arab Italian Bank, joint-venture arabo-italiana per il finanziamento delle importazioni iraniane dall'Italia.&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Non si vuole qui entrare nel dettaglio dei &lt;a href="http://www.mondimpresa.it/infoflash/scheda.ASP?st=616"&gt;numerosi interscambi&lt;/a&gt; economici tra Italia e Iran, che investono i settori più svariati, ma concentrarsi su un'azienda italiana che si è distinta in questi anni nell'impegno commerciale estero: l'ENI, basti pensare a &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/12/cadere-sopra-una-pozza-dolio-la.html"&gt;Nassyria&lt;/a&gt; o a all'&lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2007/02/beni-iraqueni-appello-online-contro-la.html"&gt;Iraq&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;L'ENI è attiva in Iran in &lt;a href="http://www.eni.it/eni/internal.do?contestualize=false&amp;mnselected=iran_e_p&amp;amp;channelId=-1073762102&amp;menu=false&amp;amp;mncommand=openById&amp;mnparam=iran_e_p"&gt;due giacimenti&lt;/a&gt;, uno petrolifero e uno a gas. Benito Li Vigni, ex dirigente ENI e autore del libro "&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/goto/author_Li+Vigni+Benito/shelf_BIT/Li_Vigni_Benito.html"&gt;Le guerre del petrolio&lt;/a&gt;", descrive così in un'&lt;a href="http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&amp;amp;amp;op=viewarticle&amp;artid=1518"&gt;intervista&lt;/a&gt; gli interessi dell'ENI in Iran: "&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;siamo stati i primi ad avere concessioni Buy-Back . Questo tipo di contratto prevede che la società petrolifera che trova un giacimento, nel nostro caso sempre l'Eni, può tenere per sé il ricavato della vendita del greggio fino a che non copre i costi che ha sostenuto per la ricerca, e dopo può trattenere solo il 25 per cento dei ricavi, dando il restante 75 per cento allo Stato. In Iran vige il Buy-Back e il PSA è bandito&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;", aggiungendo che in caso di attacco all'Iran "&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;l'Italia perderà con tutta probabilità i suoi giacimenti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Risulta ora più chiaro come l'impegno dell'attuale governo Prodi a stemperare i toni della crisi e le sanzioni all'Iran vada ben oltre il ripudio italiano della guerra espresso dall'articolo 11. &lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Ma c'è un'altro aspetto interessante della questione: l'Italia, non smettendo di intrattenere, tramite l'ENI, rapporti commerciali con Tehran, viola &lt;a href="http://www.gasandoil.com/ogel/samples/freearticles/article_23.htm#_ftnref1"&gt;l'ILSA&lt;/a&gt;, l'&lt;em&gt;Iran-Libya Sanction Act&lt;/em&gt;, reso legge dall'amministrazione Bush nel 2001, che imporrebbe sanzioni a chi contribuisse a sviluppare le risorse petrolifere iraniane e libiche, contribuendo indirettamente a favorirne tramite l'arricchimento, &lt;a href="http://www.divestterror.org/eni.html"&gt;l'ascesa al nucleare&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;L'impegno "pacifista" dell'Italia nella crisi iraniana si pone così in linea con Russia e Cina: tutti paesi che avrebbero da perdere molto economicamente nella prospettiva di un attacco all'Iran. Le ragioni economiche si pongono così come movente ma anche come potenziale deterrente sulle sorti di un conflitto. &lt;/div&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;---&lt;/p&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;vedi anche: "&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.bloglibero.org/2007/02/28/economie-di-distruzione-di-massa-alcune-ragioni-economiche-del-possibile-attacco-usa-alliran/"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Economie di distruzione di massa: ragioni economiche di un possibile attacco all'Iran&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;"&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-3938640870300601603?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/3938640870300601603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=3938640870300601603' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3938640870300601603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3938640870300601603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/02/tu-vuo-fa-liraniano-i-rapporti-tra.html' title='&quot;TU VUO&apos; FA&apos; L&apos;IRANIANO..&quot;: i rapporti tra Italia e Iran tra pacifismo e interessi dell&apos;ENI'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/ReVo8Da44dI/AAAAAAAAAF8/k8FjF-tsYNk/s72-c/iran+eni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-5558253124033442142</id><published>2007-02-23T10:39:00.000+01:00</published><updated>2007-02-23T12:15:36.811+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti umani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abu ghraib'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guantanamo'/><title type='text'>UN SECOLO D'ODIO: i soldati, carnefici e vittime della guerra</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rd7MPOJiJAI/AAAAAAAAAFo/WmsVWXbFyjI/s1600-h/soldiers+figure2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5034685995314979842" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rd7MPOJiJAI/AAAAAAAAAFo/WmsVWXbFyjI/s200/soldiers+figure2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rd7In-JiI_I/AAAAAAAAAFg/8DMWlHlLpLM/s1600-h/abu+ghraib+statua+libert%C3%A0.jpg"&gt;&lt;/a&gt;

&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rd7FDuJiI-I/AAAAAAAAAFY/UcrkJ591yvI/s1600-h/abu+ghraib+statua+libert%C3%A02+(disegno).jpg"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;C'è un solo elemento che accomuna le parti in conflitto nella (o nelle) guerra civile iraquena: l'odio per l'esercito occupante. E alla luce di fatti come questi non c'è poi da stupirsi. Il sergente Paul Cortez, 24 anni,&lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_2107486519.html"&gt; è stato condannato&lt;/a&gt; a 100 anni di reclusione per lo stupro di una ragazza di 14 anni e la strage della sua famiglia, padre, madre, e sorella di 7 anni. La confessione del sergente gli ha fatto evitare la condanna a morte, ottenendo inoltre, grazie al patteggiamento, la possibilità di libertà condizionata tra 10 anni. Le accuse di strage, stupro, violazione della propietà privata, cospirazione criminale, incendio doloso... gli sono state attribuite sulla base dei fatti del marzo 2006, quando Cortez e altri 4 soldati decisero di assalire la famiglia della ragazza, scelta per la presenza di un solo uomo. Dopo la violenza di gruppo, il corpo della ragazza viene bruciato per nasconderne la violenza e i familiari uccisi. Le altre condanne già stabilite ammontano a 90 anni per un altro compagno di Cortez e la radiazione dall'esercito per tutti i partecipanti alla strage.&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Dei molti casi di violenza gratuita nei confronti della popolazione iraquena e afghana, in questi anni sono saliti alle cronache solo i più cruenti, per dovere di cronaca o forse più per &lt;em&gt;vojeurismo&lt;/em&gt; di cronaca. Basti pensare alla &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=128916"&gt;profanazione&lt;/a&gt; di cadaveri e ostentazione di simboli del Terzo Reich da parte dei soldati tedeschi in Iraq, o la &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&amp;idc=2&amp;amp;amp;amp;ida=&amp;idt=&amp;amp;idart=3942"&gt;cremazione &lt;/a&gt;(vietata dall'Islam e dalle convenzioni di Ginevra) di talebani da parte dell'esercito USA, fino ai casi più noti di Abu Ghraib e Guantanamo. Tutta una costellazione di violazioni dei diritti umani che sono esiti "naturali" di quella zona franca del diritto, e dell'umanità, che è la guerra. Dall'innanuralità di un'umanità che uccide sè stessa non possono che seguire casi come questo, in cui la distinzione tra vittime e carnefici sfuma, fino a diventare nulla. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Soldati pescati in situazioni di disagio sociale ed economico, in cui la guerra rappresenta l'unica speranza concreta di occupazione, di rivalsa sociale, come mostra emblematicamente M. Moore in &lt;em&gt;Fahrenheit 9/11&lt;/em&gt;: i figli dei senatori USA non vengono certo mandati al fronte. Soldati carnefici e a loro volta vittime, come mostrano &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&amp;idc=67&amp;amp;amp;amp;amp;amp;ida=&amp;idt=&amp;amp;idart=1591"&gt;l'impennata del tasso di suicidi dei marines in Iraq, di problemi mentali&lt;/a&gt;, e i casi crescenti di diserzione. &lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;
&lt;/div&gt;


&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-5558253124033442142?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/5558253124033442142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=5558253124033442142' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5558253124033442142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5558253124033442142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/02/un-secolo-dodio-i-soldati-carnefici-e.html' title='UN SECOLO D&apos;ODIO: i soldati, carnefici e vittime della guerra'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rd7MPOJiJAI/AAAAAAAAAFo/WmsVWXbFyjI/s72-c/soldiers+figure2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-3067076503660136928</id><published>2007-02-22T19:26:00.000+01:00</published><updated>2007-02-22T22:21:27.462+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='petrolio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sviluppo equo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iraq'/><title type='text'>B(ENI) IRAQUENI: appello online contro la svendita all'ENI del petrolio iraqueno</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rd4HFeJiI9I/AAAAAAAAAFM/hlTi4ffmoAk/s1600-h/blood4oil.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5034469224020583378" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rd4HFeJiI9I/AAAAAAAAAFM/hlTi4ffmoAk/s200/blood4oil.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align="justify"&gt;La storia inizia il 1° maggio del 2003, con l'insediamento alla guida dell'Iraq del proconsole statunitense Paul Bremer, dopo la deposizione di Saddam Hussein. Bremer costituisce la Coalition Provisional Authority (&lt;a href="http://www.cpa-iraq.org/"&gt;CPA&lt;/a&gt;, ora dissolta) che vara il nuovo assetto costituzionale iraqueno, composto tra l'altro di &lt;a href="http://www.cpa-iraq.org/regulations/#orders"&gt;100 ordinanze&lt;/a&gt; (&lt;em&gt;orders&lt;/em&gt;) per la ricostruzione del sistema economico iraqueno e la gestione delle sue risorse. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Il &lt;em&gt;leit motiv&lt;/em&gt; della nuova politica economica iraquena, come emerge dalle ordinanze, è la privatizzazione delle risorse di stato, non escluso il petrolio, che verrà prodotto e distribuito da multinazionali, sopratutto statunitensi, facendo quindi le veci della compagnia petrolifera di stato iraquena. Grazie al PSA, il Production sharing agreement, letteralmente "accordi di condivisione della produzione", il monopolio del greggio iraqueno sarà delle multinazionali estere per i prossimi 30 / 40 anni, con perdite da 2 a 7 volte il budget nazionale dell'Iraq. Ma c'è di più: a prender parte della svendita del petrolio iraqueno c'è l'ENI, ancora una volta all'apice delle cronache dopo il rapimento dei tecnici in Darfur e gli interessi a &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/12/cadere-sopra-una-pozza-dolio-la.html"&gt;Nassirya&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;E' per questo numerose ONG e associazioni, tra cui &lt;a href="http://www.unponteper.it/informati/article.php?sid=1363"&gt;Un Ponte Per&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.crbm.org/modules.php?name=browse&amp;mode=page&amp;amp;cntid=660"&gt;CRBM&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.amisnet.org/it/5393"&gt;AMISNET&lt;/a&gt; (che avanza anche delle proposte su una gestione alternativa del petrolio iraqueno) chiedono di firmare la &lt;a href="http://www.unponteper.it/sostienici/eni.php"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;petizione online&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;al ministro dell'economia Padoa Schioppa per chiedere che l'Italia, tramite l'ENI che è di proprietà statale per il 32%, si dissoci dal saccheggio delle risorse petrolifere iraquene. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Ancora una volta arriva la conferma che il sistema economico vigente, nel suo tentativo di monopolio delle risorse naturali, sta alla base dei conflitti mondiali, da cui si potrà uscire non solo con difficili manovre politiche (l'Italia ne è un esempio lampante), ma prima di tutto con la diffusione di un modello alternativo di sviluppo, come propone la &lt;a href="http://www.crbm.org/index.php"&gt;Campagna per la riforma della Banca Mondiale&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-3067076503660136928?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/3067076503660136928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=3067076503660136928' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3067076503660136928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/3067076503660136928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/02/beni-iraqueni-appello-online-contro-la.html' title='B(ENI) IRAQUENI: appello online contro la svendita all&apos;ENI del petrolio iraqueno'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rd4HFeJiI9I/AAAAAAAAAFM/hlTi4ffmoAk/s72-c/blood4oil.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-6792864275384608222</id><published>2007-02-21T22:06:00.000+01:00</published><updated>2007-02-21T22:58:03.009+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spese belliche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><title type='text'>CADUTA DI DIRITTO: bilancio di un anno di legislatura su diritti umani e civili</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rdy1SeJiI8I/AAAAAAAAAFA/adh_rAD1rz8/s1600-h/caduta+prodi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5034097812428694466" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rdy1SeJiI8I/AAAAAAAAAFA/adh_rAD1rz8/s200/caduta+prodi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;div align="justify"&gt;Le dimissioni di Romano Prodi, dopo il "cinque di picche" dei senatori sul voto in politica estera, autorizza a un bilancio di un anno di governo sul tema dei diritti umani e civili, indipendentemente da come si evolverà la situazione nelle prossime ore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/8-per100-100-per-tutti.html"&gt;ingenti somme &lt;/a&gt;stanziate dalla Finanziaria per spese belliche e finanziamento delle missioni di "&lt;em&gt;peacekeeping&lt;/em&gt;" in Iraq, Afghanistan e Libano hanno comportato tagli su numerosi settori della spesa pubblica, tra cui il &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-5-gli-stati-unitidella.html"&gt;taglio sulla cooperazione internazionale &lt;/a&gt;minacciato ma poi ritirato. Gli interessi economici e il prestigio internazionale sono stati il principale movente della politica estera, come dimostrano la &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/12/cadere-sopra-una-pozza-dolio-la.html"&gt;spartizione da parte dell' ENI del petrolio iraqueno &lt;/a&gt;(si pensi anche alla drammatica vicenda dei tecnici rapiti in Darfur), la corsa con gli altri stati all'invio e al comando della missione UNIFIL in Libano, l'indifferenza per gli scopi militari dichiarati e l'impatto ambientale della &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/12/212-dal-molinalla-guerra-la.html"&gt;base di Vicenza&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rimanendo sul fronte ambientale, nonostante le recenti iniziative sul risparmio energetico e il fatto che le liberalizzazioni non abbiano toccato i beni di grande consumo come &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2007/01/lacqua-il-petrolio-del-futuro.html"&gt;l'acqua&lt;/a&gt;, l'esecutivo è andato avanti sulla strada delle "grandi opere", come TAV e MOSE, di utilità discutibile e ma di danno ambientale non indifferente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sono mancati tuttavia gli appelli a una soluzione politica e non militare dei recenti conflitti in corso nel mondo e una politica estera più coraggiosa della precedente nel criticare l'unilateralismo statunitense (come in occasione del bombardamento della Nigeria); importanti inoltre i viaggi diplomatici in Africa (l'Italia è l'unico stato a essersene interessato) e in India, con il &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2007/02/la-pace-pazza.html"&gt;richiamo del premier a Gandhi&lt;/a&gt;, e l'impegno contro la pena di morte. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul fronte dei diritti sono state perlomeno discusse le questioni delle unioni civili, dell'eutanasia e denunciate &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/12/emigrazione-o-emarginazione-la-giornata.html"&gt;le violazioni del diritto nei C. P. T. per immigrati&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La caduta di un governo proprio su questioni riguardanti il tema della guerra, insieme alla decadenza di Blair a causa dell'invio delle truppe in Iraq e di Bush per il &lt;em&gt;vietnam &lt;/em&gt;iraqueno, mostrano come la ricerca di una soluzione non militare ai problemi internazionali sia una necessità non solo legata ai diritti umani, ma anche nell'interesse della stabilità di ogni governo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-6792864275384608222?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/6792864275384608222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=6792864275384608222' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6792864275384608222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6792864275384608222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/02/caduta-di-diritto-bilancio-sui-diritti.html' title='CADUTA DI DIRITTO: bilancio di un anno di legislatura su diritti umani e civili'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rdy1SeJiI8I/AAAAAAAAAFA/adh_rAD1rz8/s72-c/caduta+prodi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-5967268654923857545</id><published>2007-02-17T12:38:00.000+01:00</published><updated>2007-02-17T18:47:46.369+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gandhi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pace'/><title type='text'>LA PACE PAZZA</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RdbxtoIxyII/AAAAAAAAAEo/fQaVM5WE5IE/s1600-h/pace+balcone.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5032475399803750530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RdbxtoIxyII/AAAAAAAAAEo/fQaVM5WE5IE/s200/pace+balcone.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;div align="justify"&gt;"Un sabato &lt;em&gt;antiamericano&lt;/em&gt; di &lt;em&gt;paura&lt;/em&gt;", "100.000 &lt;em&gt;matti&lt;/em&gt; in piazza", "Il pacifismo &lt;em&gt;terrorizza &lt;/em&gt;Vicenza": sono questi i titoli di alcuni quotidiani a commento della grande manifestazione a Vicenza contro l'ampliamento della base militare, che costituisce, &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/12/212-dal-molinalla-guerra-la.html"&gt;come si è già visto&lt;/a&gt;, una postazione per la prossima offensiva in Afghanistan e in Iraq annunciata dal congresso americano, oltre che causare un costo ambientale notevole. Eppure non si riesce ancora a uscire dalla logica della contrapposizione partitica, a capire che la pace è un valore che va oltre le definizioni, destra, sinistra, global, no global, americano, antiamericano. Il paradosso è che le parole che accompagnano una manifestazione contro la guerra, in cui un umanità uccide sè stessa, sono proprio termini bellici: "paura", "matti", "terrore", come se ad essere una pazzia, che mette paura e terrorizza, fosse la speranza di un futuro in cui i problemi si risolvano in altro modo, e non la guerra. Ancora più paradossali le parole di un capo di governo che per logiche di coalizione e reputazione internazionale da l'assenso a una base che, anche se usata per scopi dichiarati "civili", "abitativi", è pur sempre una base &lt;em&gt;militare&lt;/em&gt;. E ciò stupisce ancora di più se si pensa che la stessa persona, qualche giorno prima, sulla tomba del &lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_2086216642.html"&gt;Mahatma Gandhi&lt;/a&gt;, aveva dichiarato "Troppo spesso non abbiamo seguito il suo insegnamento", e elogiato &lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_2085299015.html"&gt;Madre Teresa &lt;/a&gt;come "un esempio per tutti, un esempio di ciò di cui il mondo ha bisogno".&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Una bandiera appesa a un balcone rappresenta la nostra condizione: la finestra da cui guardiamo il mondo può portare comunque un messaggio forte, che "occhio per occhio e il mondo diventa cieco" (M. K. Gandhi) . &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5032561075811371154" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/Rdc_ooIxyJI/AAAAAAAAAE0/9DBwEg0j1Wk/s200/vicenza+bandiere.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-5967268654923857545?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/5967268654923857545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=5967268654923857545' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5967268654923857545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5967268654923857545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/02/la-pace-pazza.html' title='LA PACE PAZZA'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RdbxtoIxyII/AAAAAAAAAEo/fQaVM5WE5IE/s72-c/pace+balcone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-2479810846539294599</id><published>2007-01-09T14:49:00.000+01:00</published><updated>2007-01-09T16:04:34.799+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritto alla casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><title type='text'>TENDE ROSSE FRANCESI: Gli Enfants de Don Quichotte per il diritto alla casa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RaOdjLoIy7I/AAAAAAAAAEc/mdTv0A8V6TU/s1600-h/enfants+tentes2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5018027637562985394" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RaOdjLoIy7I/AAAAAAAAAEc/mdTv0A8V6TU/s200/enfants+tentes2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;notizia di oggi &lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;l'assegnazione da parte del governo francese di 27.000 alloggi per i senza fissa dimora, dopo la protesta simbolica&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; dell' associazione &lt;a href="http://www.medecinsdumonde.org/"&gt;&lt;em&gt;Médecins du Monde&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;, che in un anno ha distribuito 400 tende ai senza tetto di Parigi, per salvarli dal freddo e dare visibilità al problema. A sensibilizzare l'opinione pubblica sulla condizione dei senza fissa dimora ha contribuito anche l'associazione &lt;a href="http://www.lesenfantsdedonquichotte.com"&gt;&lt;em&gt;Les Enfants de Don Quichotte&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; che ha montato lungo il canale S. Martain 150 tende, occupate per la metà da veri senzatetto e per l'altra metà da francesi provvisti di casa.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Una protesta resa necessaria, come afferma &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.lemonde.fr/"&gt;Le Monde&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, nell' "anno della crisi degli alloggi". Il problema della casa in Francia non riguarda solo i senzatetto, costretti a rifiutare l'alloggio nei centri di asilo, luoghi violenti e dove non è possibile la permanenza fissa, ma anche i cittadini comuni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nonostante le critiche all'iniziativa di &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.lefigaro.fr/"&gt;Le Figarò&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, secondo cui gli alloggi ci sono e sarebbero altri i motivi per la protesta, &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.lefigaro.fr/"&gt;Liberation&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; parla di un "azione che ha saputo toccare la coscienza collettiva in un periodo dell’anno di consumismo sfrenato", cui fa eco &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;Il Manifesto&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, definendo l'iniziativa &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"un nuovo modo di fare politica", data dalla mobilitazione di un intero paese mosso dall'indignazione grazie a poche persone&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma se &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"le tende non sono una soluzione ma la visibilità della mancanza di una soluzione"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; come ha dichiarato Didier Kussern, responsabile della sezione dedicata i senza dimora dell'associazione &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.emmaus-france.org/"&gt;Emmaus&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, la &lt;strong&gt;&lt;em&gt;soluzione per il lungo periodo sta nell'affrontare le cause del problema della mancanza di dimora, reinserendo nella società i senza fissa dimora&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, per cui si avanzano delle &lt;a href="http://www.emmaus.asso.fr"&gt;proposte&lt;/a&gt;, tra cui quella un Osservatorio nazionale sui senza dimora. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fonti e info:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=942"&gt;diritti globali&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.internazionale.it/home/primopiano.php?id=14415"&gt;internazionale&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=53&amp;idart=7051"&gt;peace reporter&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/g8/dopogenova/458c2888727d6.html"&gt;il manifesto&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.lesenfantsdedonquichotte.com"&gt;les Enfants de don Quichotte&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.medecinsdumonde.org/"&gt;medecins du monde&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;amp;q=enfants+de+don+quichotte&amp;amp;meta="&gt;stampa francese&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;em&gt;English abstract&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Numerous French citizens, guided by the association Les Enfants de Don Quichotte, have slept in 200 tents along the channel S. Martain, in order to obtain a home for people living outside.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-2479810846539294599?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/2479810846539294599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=2479810846539294599' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2479810846539294599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2479810846539294599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/01/tende-rosse-francesi-gli-enfants-de-don.html' title='TENDE ROSSE FRANCESI: Gli Enfants de Don Quichotte per il diritto alla casa'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RaOdjLoIy7I/AAAAAAAAAEc/mdTv0A8V6TU/s72-c/enfants+tentes2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-4052799641556047444</id><published>2007-01-08T10:43:00.000+01:00</published><updated>2007-01-08T11:46:14.552+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sviluppo equo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi in via di sviluppo'/><title type='text'>LUCI ROSSE INDIANE: La banca per prostitute in India, tra sfruttamento di casta e crescita economica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RaIcxboIy6I/AAAAAAAAAEQ/slzUPq9uajw/s1600-h/prostitutaindia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5017604570399427490" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RaIcxboIy6I/AAAAAAAAAEQ/slzUPq9uajw/s200/prostitutaindia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;div align="justify"&gt;L'India è una nazione in cui alla veloce crescita economica, superiore all'8%, si affiancano arretratezze nell'evoluzione dei diritti civili. Un inchiesta di &lt;a href="http://www.independent.co.uk/"&gt;&lt;em&gt;The Indipendent&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;denuncia lo &lt;strong&gt;&lt;em&gt;sfruttamento subito dai bambini, impiegati come servitori domestici&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, nonostante l'entrata in vigore di una nuova legge, il &lt;em&gt;Child Labour Act&lt;/em&gt;, dell'ottobre 2006, che vieta lo sfruttamento di minori al di sotto dei quattordici anni di eta’ come collaboratori domestici. Ma i pregiudizi di casta sopravvivono alla legge e alle pene in caso di sua violazione. Ai bambini viene così &lt;strong&gt;&lt;em&gt;negato il diritto all'istruzione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, con turni di lavoro di 18 ore al giorno e un salario che consente appena di sfamarsi. Alle &lt;strong&gt;&lt;em&gt;percosse fisiche&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, si aggiungono le condizioni di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;disagio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; in cui sono costretti a vivere (vengono garantite solo due porzioni di riso al giorno, da consumare sul pavimento, mentre un bagno funge anche da camera da letto) per finire alle &lt;strong&gt;&lt;em&gt;molestie sessuali&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e alle &lt;strong&gt;&lt;em&gt;umiliazioni psicologiche&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; per l'appartenenza di casta (i bambini vedono pulire gli oggetti per purificarli dal loro "impuro" contatto). E le denunce cadono nel vuoto, per corruzione o paura. Ma c'è un caso di conquista civile di un altra categoria che in India è esclusa dalla tutela dei diritti, le prostitute. In una società patrarcale le donne, tanto più se prostitute, non possono tenere denaro. Ma l'iniziativa di alcune di esse, che a Calcutta hanno iniziato a tenere e prestare denaro, ha portato alla &lt;strong&gt;&lt;em&gt;fondazione, nel 1995, della Usha Multipurpose Cooperative Society, una banca per prostitute dove depositare o avere prestiti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Il successo di questa banca per nullatenenti, che conta 8000 soci e sta aprendo nuove filiali, è per molti aspetti simile alla &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-1-yunus-il-microcredito.html"&gt;&lt;em&gt;Grameen Bank&lt;/em&gt; di Yunus&lt;/a&gt;. La banca infatti raccoglie a domicilio, e si rivolge ad altre prostitute garantendone un reddito e l'istruzione propria e dei figli, come la &lt;em&gt;Grameen. &lt;/em&gt;La &lt;em&gt;Usha&lt;/em&gt; ("alba") S&lt;em&gt;ociety, &lt;/em&gt;fondata da una donna, prostituta,&lt;strong&gt;&lt;em&gt; rappresenta un simbolo di riscatto economico e sociale e di emancipazione delle donne e delle minoranze nel mondo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;

&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;

&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonti e info:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=147321"&gt;Il Giornale, 8/1/2007 &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://news.independent.co.uk/appeals/indy_appeal/article2119044.ece"&gt;The Indipendent 2/1/2007&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p align="center"&gt;---&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;em&gt;English Abstract&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;The foundation of the first bank for prostitutes in India represents a case of economic and social emancipation of the women in a country of economic increase but also of exploitation, as for example the slavery of children.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-4052799641556047444?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/4052799641556047444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=4052799641556047444' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/4052799641556047444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/4052799641556047444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/01/luci-rosse-indiane-la-banca-per.html' title='LUCI ROSSE INDIANE: La banca per prostitute in India, tra sfruttamento di casta e crescita economica'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RaIcxboIy6I/AAAAAAAAAEQ/slzUPq9uajw/s72-c/prostitutaindia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-1174249189277052509</id><published>2007-01-04T22:22:00.000+01:00</published><updated>2007-01-04T23:34:29.599+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='risorse naturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='multinazionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi in via di sviluppo'/><title type='text'>L'ACQUA, IL PETROLIO DEL FUTURO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZ195kIlWII/AAAAAAAAAEE/fIssboQ8lxg/s1600-h/undp+water.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5016303987866294402" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZ195kIlWII/AAAAAAAAAEE/fIssboQ8lxg/s200/undp+water.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;div align="justify"&gt;"&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sull’acqua ci giochiamo tutto. Il problema non è più il petrolio. Al massimo entro 30 anni sarà finito e dovremo trovare altre fonti di energia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;". Sono queste le parole rilasciate in un &lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Battaglia-civile-per-l-acqua-potabile/1466588"&gt;intervista&lt;/a&gt; da Alex Zanotelli che evidenziano il crescente ruolo strategico dell'acqua. Infatti, nonostante la percezione comune di un bene illimitato, &lt;em&gt;&lt;strong&gt;solo il 3% dell’acqua esistente al mondo è potabile&lt;/strong&gt;,&lt;/em&gt; e di questo il 2,7% viene utilizzato dallla grande agricoltura industriale: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;1 miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e tra 20 anni saranno 3 miliardi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, anche se le risorse idriche globali basterebbero a fornire acqua potabile all'intera popolazione mondiale. Un discorso analogo vale per i servizi igienico-sanitari di base, negati a 2,6 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo, dall'Africa sub-sahariana a Cina e l'India per finire al popolo palestinese. "&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Più sei povero, più ti costa l'acqua&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;", come recita il &lt;a href="http://hdr.undp.org/hdr2006/"&gt;rapporto&lt;/a&gt; del &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.undp.org/"&gt;United Nations Development Programme&lt;/a&gt;, &lt;/em&gt;che sottolinea &lt;strong&gt;&lt;em&gt;il circolo vizioso per cui la povertà comporta mancanza d'acqua che impedisce l'uscita dalla povertà. Nel mondo si muore sei volte più per la mancanza di acqua potabile che per conflitti armati, basti pensare che 2 milioni di bambini ogni anno muoiono per patologie legate a carenze idriche.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; E la mancanza d'acqua nuoce anche all'ambiente, come avviene in &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/php3/ric_view.php3?page=/terraterra/archivio/2007/Gennaio/459a7371413c8.html&amp;word=baja;california"&gt;Messico&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sulle risorse idriche mondiali si stanno infatti indirizzando gli interessi delle grandi multinazionali dell'acqua&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (Suez, Vivendi, RWE-Thames Water, Danone, Nestlè...) che fanno pressione sulla Commissione europea, sul Parlamento europeo e sul WTO, l’Organizzazione Mondiale per il Commercio, affinché l’acqua venga inclusa tra i servizi, ovvero diventi merce, sia &lt;strong&gt;&lt;em&gt;liberalizzata&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Ma sta avvenendo lo stesso anche &lt;a href="http://www.altromolise.it/notizia.php?argomento=e-mail&amp;articolo=21829"&gt;in Italia&lt;/a&gt;, dove lo scorso 28 dicembre Catricalà, presidente dell’Autorità garante per la concorrenza e il Mercato (Antitrust), con una segnalazione inviata al Governo, chiede la liberalizzazione dell'acqua. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Zanotelli insiste che "&lt;em&gt;È un intero sistema che va rivisto&lt;/em&gt;", per garantire a tutti soglie minime di accesso alle risorse idriche, pari a 50 litri gratuiti di acqua al giorno a testa, secondo il fabbisogno stabilito dalle organizzazioni mondiali. E' inoltre necessario un intervento della politica per l’ottimizzazione dei consumi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si è già visto come &lt;strong&gt;&lt;em&gt;molti conflitti si giochino proprio sulle risorse naturali: la conservazione e la buona gestione delle risorse, l'accesso e scambio equo, sono i «colpi preventivi per salvaguardare la pace» nelle parole di &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-2-wangari-il-piantare.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Maathai Wangari&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto ci sono &lt;strong&gt;&lt;em&gt;il programma "&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.solidaria.org/Acqua-per-la-vita_2570.html"&gt;&lt;em&gt;Acqua per la vita&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"di Solidaria onlus per garantire ai paesi in via di sviluppo risorse idriche e la Campagna nazionale di raccolta firme "&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/"&gt;&lt;em&gt;Acqua Pubblica&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;", da sabato 13 gennaio in tutta Italia, perchè l'acqua sia e resti un bene pubblico, garantibile a tutti. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;

&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Info e fonti:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://hdr.undp.org/hdr2006/pdfs/report/HDR06-complete.pdf"&gt;rapporto undp &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.lettera22.it/showart.php?id=6014&amp;amp;rubrica=187"&gt;lettera 22&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/"&gt;Campagna raccolta firme "Acqua Pubblica"&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.solidaria.org/Acqua-per-la-vita_2570.html"&gt;"Acqua per la vita" &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;---&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p align="left"&gt;English abstract&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;Only 3% of the world-wide water are drinkable and in the world it more dies for water lack six times than for the wars. The water is a public good, that the multinationals of water want to privatize.
&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-1174249189277052509?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/1174249189277052509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=1174249189277052509' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/1174249189277052509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/1174249189277052509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2007/01/lacqua-il-petrolio-del-futuro.html' title='L&apos;ACQUA, IL PETROLIO DEL FUTURO'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZ195kIlWII/AAAAAAAAAEE/fIssboQ8lxg/s72-c/undp+water.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-5677997267073978743</id><published>2006-12-31T12:23:00.000+01:00</published><updated>2006-12-31T15:38:48.061+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tortura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abu ghraib'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saddam hussein'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guantanamo'/><title type='text'>SPEGNERE L'INDIFFERENZA: L'egemonia del diritto degli USA e la mediatizzazione di vita e morte</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZfFeEIlWHI/AAAAAAAAAD4/0xjUj2UZZho/s1600-h/tvturnoff.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5014693830396827762" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZfFeEIlWHI/AAAAAAAAAD4/0xjUj2UZZho/s200/tvturnoff.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Se c'è un seguito ancora peggiore all'impiccagione dopo un processo farsa di un uomo è la mediatizzazione della sua morte&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Sono due i dati che emergono da quest'ultima puntata del &lt;em&gt;reality&lt;/em&gt; iraqueno. Il primo è che &lt;strong&gt;&lt;em&gt;il diritto internazionale, come nasce dalle ceneri della 2° guerra mondiale, è definitivamente superato&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Emblematiche a questo proposito sono le parole di Giuliana Sgrena, che in un &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;editoriale&lt;/a&gt; apparso oggi afferma &lt;&lt;&lt;em&gt;Bush ha definito l'esecuzione di Saddam una pietra miliare (...) di quale democrazia? Quella dell'&lt;a href="http://www.giuristidemocratici.it/what?news_id=20041202120525"&gt;occupazione&lt;/a&gt;, di &lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/ABU_GHRAIB.asp"&gt;Abu Ghraib&lt;/a&gt;, dei &lt;a href="http://www.iraqbodycount.org/"&gt;massacri quotidiani&lt;/a&gt;, dell'&lt;a href="http://www.zmag.org/italy/jamail-illegalitacostituzione.htm"&gt;illegalità&lt;/a&gt;, dei rapimenti, degli&lt;a href="http://www.ecn.org/reds/donne/mondo/mondo0406stupriIraq.html"&gt; stupri &lt;/a&gt;(...) o quella del &lt;a href="http://www.politicaestera.org/online/?p=73"&gt;processo a Saddam Hussein&lt;/a&gt; (...) Perchè non si è voluto un tribunale internazionale?&lt;/em&gt;&gt;&gt;. Si possono aggiungere le leggi che legittimano la &lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/esteri/cheney-torture/cheney-torture/cheney-torture.html"&gt;tortura&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/esteri/amnesty/amnesty/amnesty.html"&gt;Guantanamo&lt;/a&gt; e i fatti legati a &lt;a href="http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/esteri/niccal/noncolpe/noncolpe.html"&gt;Nicola Calipari &lt;/a&gt;e &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/06_Giugno/24/arresto.shtml"&gt;Abu Omar&lt;/a&gt;. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;La vicenda di Saddam conferma definitivamente che le Nazioni Unite (UN) sono le Nazioni Unite d'America (UNA).&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Indicativo il fatto che anche in Italia, e non da posizioni estremistiche, si inizi a parlare, come fa Vittorio Zucconi sull'editoriale odierno su &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, di un uscita da questa situazione di egemonia del diritto, che non può che partire da un &lt;strong&gt;&lt;em&gt;processo a George W. Bush&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, con i capi d'accusa già formulati da tempo negli USA, come discusso su &lt;em&gt;Harpers Magazine&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.harpers.org/TheCaseForImpeachment.html#IsThereACaseForImpeachment"&gt;Febbraio&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.harpers.org/IsThereACaseForImpeachment.html"&gt;Marzo&lt;/a&gt; e su &lt;em&gt;The Nation&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.thenation.com/doc/20060130/holtzman"&gt;Gennaio&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il secondo punto è il ruolo dei &lt;strong&gt;&lt;em&gt;media, sempre più influenti nella formazione dell'opinione pubblica, come si è visto nella &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://italy.peacelink.org/mediawatch/indices/index_157.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;propaganda sulla guerra in Iraq&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;O per rimanere in Italia, basti pensare alla pubblicazione del video integrale dell'impiccagione sul sito di &lt;em&gt;Repubblica &lt;/em&gt;o la macraba dovizia di particolari del TG1. Tutte informazioni ininfluenti a livello informativo, utili solo all'&lt;em&gt;audience.  &lt;/em&gt;&lt;em&gt;C'è un fatto ancora peggiore, ancora più contro natura dell'umanità che uccide, viola i diritti di sè stessa: è l'umanità voyeur, abituè della morte dei suoi simili. Indifferenza e abitudine sono le vere armi di distrazione di massa. Un gesto semplice per rifiutare questa logica: la campagna &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.adbusters.org/metas/psycho/tvturnoff/"&gt;&lt;em&gt;spegnere i televisori&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;English abstract&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;The farce of the process to Saddam Hussein and its homicide are only the last one of the violations of the international right of the USA. The United Nations do not exist more, replaced from the United Nations of America. But Still worse it is the fact that television, newspapers... speaks about death with the criterion of audience. To be against indifference, let's turn off television.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-5677997267073978743?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/5677997267073978743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=5677997267073978743' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5677997267073978743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5677997267073978743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/12/spegnere-lindifferenza-legemonia-del.html' title='SPEGNERE L&apos;INDIFFERENZA: L&apos;egemonia del diritto degli USA e la mediatizzazione di vita e morte'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZfFeEIlWHI/AAAAAAAAAD4/0xjUj2UZZho/s72-c/tvturnoff.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-4312723976044901693</id><published>2006-12-30T12:36:00.000+01:00</published><updated>2006-12-30T14:01:11.499+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piergiorgio welby'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abu ghraib'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saddam hussein'/><title type='text'>GIOCHI DI CORDE E FILI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il 2006 termina con due scene emblematiche di morte. In entrambe all'assenza di pietà, perdono, pace, si affianca la presenza di troppe opinioni, repliche, esaltazioni e critiche. Di un &lt;em&gt;audience&lt;/em&gt; mediatica che non distingue tra vita, morte e natiche. Eppure ancora una volta la scelta dovrebbe cadere sul silenzio dello stupore. Il restare senza parole di chi ha ancora la capacità di meravigliarsi, di non abituarsi. Gli anni passano, ma a giocare col salto della corda altrui sono sempre altri. E' questo che mostrano i due fatti delle ultime ore. E per chi è rimasto senza parole non resta che usare le immagini, ancora una volta, quelle di un Welby portato via dal suo letto da un Cristo in croce e le scene di altre corde, altri fili, quelli che legano le vite di soldati, civili, dittatori. E ancora una volta, i burattinai si contano sulle dita di una mano. Tutti col volto coperto, come il cappuccio del boia. O i prigionieri di &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/ABU_GHRAIB.asp"&gt;Abu Ghraib&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.
&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5014287444886247506" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZZT3UIlWFI/AAAAAAAAADg/7zEBc1wV6FQ/s200/welby+cristo.jpg" border="0" /&gt;

&lt;p align="center"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5014287590915135586" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZZT_0IlWGI/AAAAAAAAADo/lApANtxzy94/s200/bush+rope2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;---&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-4312723976044901693?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/4312723976044901693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=4312723976044901693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/4312723976044901693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/4312723976044901693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/12/giochi-di-corde-e-fili.html' title='GIOCHI DI CORDE E FILI'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZZT3UIlWFI/AAAAAAAAADg/7zEBc1wV6FQ/s72-c/welby+cristo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-6219451690867593948</id><published>2006-12-29T19:35:00.000+01:00</published><updated>2006-12-30T14:17:36.821+01:00</updated><title type='text'>2006: IMMAGINI dal "migliore dei mondi possibili"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I fatti che hanno costellato il 2006 &lt;em&gt;mostrano&lt;/em&gt; da sè la loro tragicità, senza bisogno delle mille parole di chi ha sempre un opinione su tutto, di chi pensa che il mondo si divida in bianco e nero. E' per questo che Communitaction sceglie di descrivere il 2006 che sta per finire con delle immagini da tre belle rassegne fotografiche: "&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.nytimes.com/pages/multimedia/index.html"&gt;2006: The year in pictures&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;"del &lt;a href="http://www.nytimes.com/"&gt;&lt;em&gt;NY Times&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, "&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.time.com/time/yip/2006/index.html"&gt;The best photos of the year 2006&lt;/a&gt;"&lt;/em&gt; del &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.time.com/time/"&gt;Time&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; e "&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.stateoftheworld.reuters.com/"&gt;The state of the world&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;"dell'agenzia &lt;a href="http://today.reuters.it/news/default.aspx"&gt;&lt;em&gt;Reuters&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vogliamo riportare anche noi un immagine. E' una scena del &lt;em&gt;Candide&lt;/em&gt;, versione teatrale dell' opera di Voltaire, che ironizza, nelle disavventure del protagonista, l'idea di Leibniz del nostro come il migliore dei mondi possibili. Nelle scene della &lt;em&gt;piece &lt;/em&gt;si vedono i capi di stato ballare ubriachi e felici, sopra barili di petrolio. L'opera, la cui esibizione è già avvenuta in Francia, &lt;a href="http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/2006/12_Dicembre/28/scala.shtml"&gt;non verrà proiettata in Italia&lt;/a&gt;, si puntualizza "non per ragioni politiche". Ma non importa, la scena mostra come stanno le cose e dice che stanno così: il mondo nelle mani di 5 uomini. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Buon anno a tutti&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;---
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;
&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5014022703102122018" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZVjFUIlWCI/AAAAAAAAAC8/RC6zvVHCQN8/s200/candide1.jpg" border="0" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;---&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NY Times: "&lt;a href="http://www.nytimes.com/pages/multimedia/index.html"&gt;2006: the year in pictures&lt;/a&gt;" &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Time: "&lt;a href="http://www.time.com/time/yip/2006/index.html"&gt;The best photos of the year 2006&lt;/a&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Reuters: "&lt;a href="http://www.stateoftheworld.reuters.com/"&gt;The state of the world&lt;/a&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-6219451690867593948?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/6219451690867593948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=6219451690867593948' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6219451690867593948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6219451690867593948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/12/2006-immagini-dal-migliore-dei-mondi.html' title='2006: IMMAGINI dal &quot;migliore dei mondi possibili&quot;'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZVjFUIlWCI/AAAAAAAAAC8/RC6zvVHCQN8/s72-c/candide1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-8643812422323399772</id><published>2006-12-27T14:29:00.000+01:00</published><updated>2006-12-30T14:24:22.381+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='africa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='petrolio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fame nel mondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi poveri'/><title type='text'>CADERE SOPRA UNA POZZA D'OLIO #2: Lo sfruttamento petrolifero dell'Africa</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZKHR_qYoAI/AAAAAAAAACw/-1ZRtPoTN0w/s1600-h/petrolio3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5013218078433517570" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZKHR_qYoAI/AAAAAAAAACw/-1ZRtPoTN0w/s200/petrolio3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Il rapimento in Nigeria dei tecnici italiani dell'ENI il 6 Dicembre e i recenti disordini in Somalia e Darfur, hanno riportato l'attenzione sulla situazione dell' &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Africa, continente caratterizzato dal paradosso per cui alla vastità e alla ricchezza delle risorse minerarie e petrolifere si accompagna tuttavia una situazione di estrema povertà&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, riassunta nella denominazione di "terzo mondo". &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.peacereporter.net/default_canali.php?idc=9&amp;template=19&amp;amp;ida=1&amp;menu_aree="&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;"guerre dimenticate" in Africa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ovvero escluse dalla copertura mediatica,&lt;strong&gt;&lt;em&gt; hanno tra le loro cause proprio il tentativo di monopolio delle risorse naturali&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. E' il caso delle &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Corporation internazionali che "giustificano il loro comportamento come legittima difesa, ma in realtà l´ipotesi del banditismo viene spesso usata per mascherare la natura politica delle aggressioni"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=61634"&gt;come afferma &lt;/a&gt;Javier Gonzalez, responsabile di &lt;a href="http://www.amnesty.it/home/index.html"&gt;&lt;em&gt;Amnesty Italia&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;per l´Africa Occidentale. Il riferimento non è solo ai &lt;a href="http://www.enertop.it/energia-alternativa-notizie/051001.php"&gt;depistaggi mediatici &lt;/a&gt;di compagnie petrolifere come Agip e Eni, ma anche al caso di &lt;a href="http://www.remembersarowiwa.org/"&gt;Ken Saro Wiwa &lt;/a&gt;scrittore e leader di un movimento politico non violento che fu impiccato dieci anni fa con otto attivisti con l'accusa di banditismo, imputazione tuttavia &lt;&lt; &lt;em&gt;voluta dalle multinazionali del petrolio a cui non andava giù la loro campagna contro al devastazione sociale e ambientale del delta del Niger&lt;/em&gt;&gt;&gt; come ribadisce Gonzalez. La ripartizione delle risorse naturali rimane una delle cause maggiori delle guerre, come affermato da &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-2-wangari-il-piantare.html"&gt;Wangari Maathai&lt;/a&gt;. Il monopolio delle risorse naturali altrui alimenta non solo conflitti civili come si assiste in Africa, ma si configura come la nuova forma di colonialismo, nascosta sotto i propositi di &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/12/cadere-sopra-una-pozza-dolio-la.html"&gt;missioni umanitarie &lt;/a&gt;o della &lt;a href="http://www.mancaintesa.org/pdf/petrolio.pdf"&gt;guerra al terrorismo&lt;/a&gt;. A questo proposito sono necessari il rispetto degli standard internazionali dei diritti umani come chiede Amnesty, chiedendo di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;aderire &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.amnesty.it/appelli/appelli/sudan?page=appelli"&gt;&lt;em&gt;all'appello per la crisi in Darfur&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.amnesty.it/appelli/appelli/sierra_leone?page=appelli"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;per le donne della Sierra Leone &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;e &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.amnesty.it/appelli/appelli/congo?page=appelli"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;i bambini del Congo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, oltre che una collaborazione tra multinazionali e governi locali, affinchè la redistribuzione delle risorse possa contribuire al raggiungimento dei &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/che-state-fao.html"&gt;&lt;em&gt;Millennium Development Goals&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;delle Nazioni Unite entro il 2015. Sul sito della &lt;em&gt;&lt;a href="http://news.bbc.co.uk/"&gt;BBC&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; la rassegna "&lt;em&gt;&lt;a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/in_pictures/6167515.stm"&gt;Africa's year in pictures: 2006&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;

&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;

&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonti e Info:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.peacereporter.net/default_canali.php?idc=9&amp;amp;amp;amp;amp;template=19&amp;ida=1&amp;amp;menu_aree="&gt;Peacereporter&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=61634"&gt;L'Unità, 7/12/06&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.enertop.it/energia-alternativa-notizie/051001.php"&gt;Enertop&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.amnesty.it/home/index.html"&gt;Amnesty Italia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.remembersarowiwa.org/"&gt;Ken Saro Wiwa&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/in_pictures/6167515.stm"&gt;Africa's year in pictures: 2006&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;---&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;em&gt;English Abstract&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;The tragic news from Somalia, Darfur and Nigeria brings back the attention on the exploitation of the natural resources, especially of the oil, that it is cause of wars.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-8643812422323399772?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/8643812422323399772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=8643812422323399772' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/8643812422323399772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/8643812422323399772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/12/cadere-sopra-una-pozza-dolio-2-lo.html' title='CADERE SOPRA UNA POZZA D&apos;OLIO #2: Lo sfruttamento petrolifero dell&apos;Africa'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RZKHR_qYoAI/AAAAAAAAACw/-1ZRtPoTN0w/s72-c/petrolio3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-8342256616822412462</id><published>2006-12-18T22:06:00.000+01:00</published><updated>2006-12-19T09:55:03.163+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migrazioni'/><title type='text'>EMIGRAZIONE O EMARGINAZIONE? La Giornata internazionale dei Migranti tra diritti e repressione</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RYcP7PqYn_I/AAAAAAAAACk/ogMeyaGYnhs/s1600-h/migrant+day.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5009990620963971058" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RYcP7PqYn_I/AAAAAAAAACk/ogMeyaGYnhs/s200/migrant+day.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Oggi, 18 dicembre, è la Giornata internazionale dei Migranti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. 20 anni fa, il 18 Dicembre 1990, fu votata dalle Nazioni Unite la &lt;a class="spip_out" href="http://www.december18.net/web/general/page.php?pageID=214&amp;menuID=36&amp;amp;lang=IT"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Convenzione internazionale per la protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, ma la Convenzione è entrata in vigore solo nel 2003, quando si è raggiunto un numero di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;stati&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; sufficiente &lt;strong&gt;&lt;em&gt;per la ratifica&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. E' da osservare che tra questi stati non ve n'è &lt;strong&gt;&lt;em&gt;nessuno che appartenga alla UE&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, e l'unico che appartenga all'Europa è la Bosnia, la cui esperienza di migrazione seguita alla guerra civile ha spinto a comprendere il problema. Questo fatto non stupisce in considerazione alla luce di due dati: il &lt;a href="http://eumc.europa.eu/eumc/index.php?fuseaction=content.dsp_cat_content&amp;catid=4491243f59ed9"&gt;rapporto annuale su razzismo e xenofobia&lt;/a&gt; del &lt;em&gt;European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia&lt;/em&gt; (&lt;a href="http://eumc.europa.eu/eumc/index.php"&gt;EUMC&lt;/a&gt;) che evidenzia come in Europa i casi di discriminazione e violenza razziale siano non solo numerosi, ma anche non documentati, per cui, come riportava un &lt;a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=61383"&gt;articolo&lt;/a&gt; dell'Unità sul tema "&lt;em&gt;l'Europa è razzista e non lo sa&lt;/em&gt;"; inoltre, la difficoltà e lo "scarica barile" degli stati europei per firmare la Convenzione risiederebbe nella sua attenzione ai diritti dell'uomo in una prospettiva lata, che si riflette nella sua terminologia, in cui "&lt;em&gt;&lt;strong&gt;nessun uomo viene definito clandestino e neppure irregolare. Qualcuno di noi potrebbe avere dei documenti che non sono considerati validi nello Stato in cui è ospitato&lt;/strong&gt;"&lt;/em&gt; &lt;a href="http://www.meltingpot.org/articolo9390.html"&gt;come afferma&lt;/a&gt; Manfred Bergmann, presidente del comitato antirazzista Durban Italia.&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;Rimane quindi un vuoto legislativo nella tutela dei diritti di persone che contribuiscono spesso in maniera determinante all'economia di uno stato, come ad esempio l'&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Italia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, paese in cui, pur avendo conosciuto nel passato l'emigrazione, si registra il&lt;strong&gt;&lt;em&gt; paradosso&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; per cui &lt;strong&gt;&lt;em&gt;senza immigrati sarebbe in recessione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (secondo Luca Paolazzi su &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/"&gt;Il Sole 24 ore&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; del 24 giugno 2001) &lt;strong&gt;&lt;em&gt;ma il cui bisogno di lavoratori immigrati non trova risposta in una legge che ne regoli i flussi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://www.portalecnel.it/portale/rassegnastampaweb.nsf/0/C1256B96004BD704C1257248002C3E81/$FILE/119-CX7WY.pdf"&gt;articolo&lt;/a&gt;). &lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;La &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/12_Dicembre/09/caruso.shtml"&gt;recente protesta &lt;/a&gt;di Francesco Caruso e Haidi Giuliani, autoreclusosi nei &lt;a href="http://www.cestim.it/25centri-detenzione.htm"&gt;CPT&lt;/a&gt;, i Centri di Permanenza Temporanea, per sollevare l'attenzione sul costante venir meno dei diritti in questi luoghi, non fa che confermare come accanto all'indispensabilità e alla necessità di tutelare il migrante come persona, sta la situazione per cui clandestino equivale a senza alcun diritto. &lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'immigrazione oltre che una risorsa può certamente rivelarsi un problema&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di sicurezza oltre che di integrazione. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ma i problemi vanno affrontati rintracciandone le cause&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ultime, non chiudendo una falla con&lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&amp;idc=2&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;ida=&amp;idt=&amp;amp;idart=2565"&gt; muri &lt;/a&gt;contro l'immigrazione messicana al confine statunitense o con la repressione. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;All'apertura economica delle frontiere propria della globalizzazione, non può non accompagnarsi l'apertura delle frontiere da un punto di vista delle migrazioni, per disagio economico, per guerre, o mancanza di diritti: intervenire su queste cause è la soluzione dei disagi legati alle migrazioni. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;Mettere muri per fermare le migrazioni o ghettizzare è come mettere una toppa sul tubo che perde: prima o poi la pressione dell'acqua la farà esplodere, come successo per le &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contesto_delle_rivolte_del_2005_nelle_banlieues_francesi"&gt;&lt;em&gt;banlieues&lt;/em&gt; francesi &lt;/a&gt;poco tempo fa.&lt;/div&gt;


&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sui diritti dei migranti minori nei centri di detenzione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;a href="http://www.amnesty.it/home/index.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Amnesty International &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;ha lanciato la campagna "&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.amnesty.it/campagne/invisibili/index.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Invisibili&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;", per cui c'è un &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.amnesty.it/appelli/appelli/invisibili/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;appello firmabile on-line&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;per &lt;em&gt;"chiedere alle istituzioni italiane di mettere fine alla detenzione generalizzata di bambini migranti e richiedenti asilo, di rispettare gli standard internazionali sui diritti umani, di approvare una legge organica sul diritto di asilo e di rendere trasparenti la gestione dei centri di detenzione e i dati statistici".&lt;/em&gt; Il 23-24 settembre si sono inoltre tenute le "&lt;a href="http://www.amnesty.it/attivismo/index.html"&gt;Giornate dell'attivismo&lt;/a&gt;" Amnesty a sostegno della campagna.

&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---

&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Info e fonti:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;


&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.december18.net/web/general/start.php"&gt;december 18, international migrant day &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.unhchr.ch/html/menu2/7/b/mmig.htm"&gt;UE commissioner for human rights&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.meltingpot.org/articolo9390.html"&gt;melting pot&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.misna.org/inside.asp?IDLingua=2"&gt;misna&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://unimondo.oneworld.net/article/view/143955/1/"&gt;unimondo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.radio1812.net/"&gt;radio 1812&lt;/a&gt;, radio che trasmette per tutta la giornata programmi sui migranti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;English Abstract: &lt;/em&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Today is the international migrant day: the migrations can be a resource but also a problem, to resolve in looking for their causes, that are poverty, wars... and not with repression and putting walls, like in the USA. The rights of the migrant go guaranteed like those of every person.
&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-8342256616822412462?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/8342256616822412462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=8342256616822412462' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/8342256616822412462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/8342256616822412462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/12/emigrazione-o-emarginazione-la-giornata.html' title='EMIGRAZIONE O EMARGINAZIONE? La Giornata internazionale dei Migranti tra diritti e repressione'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RYcP7PqYn_I/AAAAAAAAACk/ogMeyaGYnhs/s72-c/migrant+day.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-5071801067255481525</id><published>2006-12-16T19:21:00.000+01:00</published><updated>2006-12-16T20:33:17.183+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi poveri'/><title type='text'>GLOBAL O NO GLOBAL? la globalizzazione economica tra sviluppo e povertà</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RYRJG_qYn9I/AAAAAAAAACM/tx2p0SnivLo/s1600-h/worldbank.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5009209070060085202" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RYRJG_qYn9I/AAAAAAAAACM/tx2p0SnivLo/s200/worldbank.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Secondo il &lt;a href="http://siteresources.worldbank.org/INTGEP2007/Resources/GEP_07_Overview.pdf"&gt;rapporto della Banca Mondiale &lt;/a&gt;la globalizzazione, nel suo aspetto economico di scambi internazionali di merci, è la vera soluzione dei problemi dei "terzi mondi". Gli esempi portati, si riferiscono a India e Cina. L'India, negli ultimi trent'anni, grazie al libero mercato, è passata dal 51% al 22% di numero di poveri; anche la Cina, da quando nel 2001 ha aderito al Wto, l'organizzazione mondiale del commercio, è diventata la quarta potenza economica mondiale, il terzo maggior esportatore del pianeta (sarà il primo nel 2010) e ha quasi raddoppiato il proprio prodotto interno lordo (da 1.300 miliardi di dollari ai 2.200 miliardi del 2005). E le previsioni sono altrettanto beneauguranti: nel 2006 la crescita economica dei paesi in via di sviluppo è quantificata per il 7%, nel 2007 e nel 2008 al 6%, più che doppia rispetto alla crescita economica dei Paesi ricchi, dove il Pil dovrebbe aumentare mediamente del 2,6%. L'aumento delle esportazioni è passato dal 14% di 20 anni fa al 40%, e per il 2030 è previsto al 65%. Nel 2030, il numero di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno si sarà dimezzato: da 1,1 miliardi scenderà a 550 milioni.&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Tuttavia, &lt;a href="http://www.unu.edu/esd/index.html"&gt;l’Istituto mondiale per la ricerca sullo sviluppo economico dell’università dell'Onu &lt;/a&gt;ha portato dati diversi, quantificando lo squilibrio economico mondiale con un chiaro esempio: rappresentando tutta la popolazione mondiale attraverso un gruppo di dieci persone e &lt;em&gt;&lt;strong&gt;riducendo a 100 dollari l’intera ricchezza mondiale, un solo individuo finirebbe per disporre di 99 dollari, mentre i restanti nove possiederebbero l’ultimo dollaro&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Se Stati Uniti, Giappone ed Europa hanno infatti in mano l’84% di una ricchezza mondiale (gli USA il 34% della ricchezza, diviso per il suo 6% della popolazione mondiale), l'America Latina il 4%, la &lt;em&gt;ricca&lt;/em&gt; Cina il 3% come l'Asia; fanalini di coda l'Africa con l' 1% e...sorpresa: l'altrettanto &lt;em&gt;ricca&lt;/em&gt; India, con il suo 1%. In definitiva il 2% delle persone possiede più della metà di tutta la ricchezza e il 10% l’85% della ricchezza totale. &lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RYRJNvqYn-I/AAAAAAAAACU/XBiLf5QLLec/s1600-h/oxfam.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5009209186024202210" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RYRJNvqYn-I/AAAAAAAAACU/XBiLf5QLLec/s200/oxfam.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Il dato innovativo è che il parametro di valutazione non sono i redditi nazionali e individuali, le proprietà fisiche e finanziarie, cui vengono sottratti i debiti personali, che si può togliere con il credito: proprio la mancanza di un sistema assicurativo nei paesi in via di sviluppo, fatta eccezione per il &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-1-yunus-il-microcredito.html"&gt;microcredito&lt;/a&gt;, è una delle cause dell'impoverimento: secondo Sherman Katz, esperto di sviluppo economico, in un intervista per &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/default.asp"&gt;&lt;em&gt;La Stampa&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;l’incremento della ricchezza nell’era della globalizzazione favorisce coloro che &lt;/em&gt;già&lt;em&gt; possiedono importanti capitali&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”. Questo spiega i dati ottimistici della Banca Mondiale, basati su paesi, come India e Cina, in cui i progressi sopracitati sono dovuti, come afferma De Belder di &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.oxfam.org.uk/"&gt;Oxfam&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, ai loro immensi mercati interni, mentre “&lt;em&gt;&lt;strong&gt;i più piccoli fra i paesi in via di sviluppo devono guardare a strategie diverse&lt;/strong&gt;”.&lt;/em&gt; Caso emblematico è l'Africa, in quanto paese in cui corruzione istituzionale e personale non qualificato comportano che non solo non possa fruire dei vantaggi del mercato globale riservati a India e Cina, ma anche ha portato a un maggiore impoverimento (vedi &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/che-state-fao.html"&gt;&lt;em&gt;post&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;). Per De Belder “&lt;em&gt;&lt;strong&gt;non puoi avere la deregulation economica e al tempo stesso chiedere più regole per risolvere i problemi ambientali e sociali&lt;/strong&gt;. Gli imprenditori locali in Africa non sono pronti a sostenere la concorrenza globale. &lt;strong&gt;Finché persisteranno le disuguaglianze, non potrà esserci un libero scambio benefico tra partner uguali&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;”.&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;Queste testimonianze legano il problema dei progressi economici al tema dei diritti sociali e civili: una reale prospettiva di sviluppo non può che generarsi, al di là delle ricette economiche, siano esse liberiste o meno, senza una situazione di diritti e uguaglianza. In una parola, di pace. &lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Fonti:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;

&lt;ul&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.ipsnotizie.it/nota.php?idnews=813"&gt;ips&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:21157190~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html"&gt;banca mondiale&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/default.asp"&gt;la stampa&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-5071801067255481525?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/5071801067255481525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=5071801067255481525' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5071801067255481525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5071801067255481525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/12/global-o-no-global-la-globalizzazione.html' title='GLOBAL O NO GLOBAL? la globalizzazione economica tra sviluppo e povertà'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RYRJG_qYn9I/AAAAAAAAACM/tx2p0SnivLo/s72-c/worldbank.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-680164460713895226</id><published>2006-12-11T20:08:00.000+01:00</published><updated>2006-12-15T22:05:45.516+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commercio equo solidale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sviluppo equo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi poveri'/><title type='text'>COMMERCIO EQUO E...SNOB? Le critiche dell' Economist al commercio equo e solidale</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RX3GM7ngqDI/AAAAAAAAAB0/eLlialIY72o/s1600-h/equo+solidale.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5007376286169999410" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RX3GM7ngqDI/AAAAAAAAAB0/eLlialIY72o/s200/equo+solidale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;div align="justify"&gt;Il commercio equo solidale e il conferimento del premio Nobel a &lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-1-yunus-il-microcredito.html"&gt;Mohamad Yunus&lt;/a&gt;, l'inventore del microcredito, un altro modello economico di successo alternativo al sistema vigente, sono stati accomunati da un medesimo accusatore: l'&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.economist.com/index.html"&gt;Economist&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;. La prestigiosa voce dell'economia neoliberista, dopo aver sollevato obiezioni all'annuncio del Nobel a Yunus, si schiera ora contro il commercio equo solidale: non è casuale che la critica venga posta in un periodo di maggiori consumi come quello natalizio, in cui si moltiplicano gli appelli a regali equo-solidali e nemmeno che la notizia sia stata diffusa in Italia da quotidiani &lt;em&gt;fedeli alla linea&lt;/em&gt; dell'&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt;, come &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/"&gt;&lt;em&gt;Il Foglio&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;e &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/"&gt;Il Giornale&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;L'articolo pubblicato, constatando la crescita del "business" equo solidale, afferma che al contrario questo danneggerebbe uomo e ambiente, contrariamente al fine dichiarato di sostegno e sviluppo sostenibile.&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;Il commercio equo e solidale, ha infatti registrato una crescita nel 2005 del 37 %, raggiungendo 1,4 miliardi di dollari, tenendo anche conto del fatto che i prodotti sono venduti a un prezzo superiore a quello di mercato; cinque sono le obiezioni che solleva l’&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt;: &lt;/div&gt;


&lt;ol&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;l’aumento dei prezzi di beni comuni, ad esempio il caffè, ne incoraggia la coltivazione, contribuendo così ad abbassare ulteriormente i prezzi ma escludendo gli agricoltori che non producono equo solidale;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;la certificazione equa e solidale verrebbe concessa sulla base di "pregiudizi politici", favorendo le cooperative ed escludendo le imprese famigliari; &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;inoltre, l’esistenza di un prezzo minimo bloccherebbe la competizione commerciale;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;solo il 10 per cento della rendita equa e solidale, per l'&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt;, andrebbe ai produttori, mentre il resto rimarrebbe a distributori e rivenditori;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;infine l'agricoltura biologica (spesso non biologica per l'&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt;), danneggerebbe l'ambiente: alla riduzione delle distanze corrisponderebbe infatti un aumento dei viaggi e di conseguenza delle emissioni. &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;


&lt;p align="center"&gt;---&lt;/p&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RX3GS7ngqEI/AAAAAAAAAB8/fPyAyH3rnfs/s1600-h/fairtrade.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5007376389249214530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RX3GS7ngqEI/AAAAAAAAAB8/fPyAyH3rnfs/s200/fairtrade.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;p align="justify"&gt;Non è quindi, secondo l'&lt;em&gt;Economist, &lt;/em&gt;il mutamento di sistema economico il modo per affrontare i problemi globali bensì &lt;em&gt;“I veri cambiamenti richiedono decisioni dei governi" &lt;/em&gt;annoverando tra le possibili misure una carbon tax globale, la riforma del commercio internazionale, l’abolizione delle tariffe e dei sussidi all’agricoltura, con riferimento critico particolare alla politica agricola comune (Pac) europea. La posizione dell'&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt;, giustamente ribadisce la responsabilità politica, come sottolineato più volte, sul mancato raggiungimento degli obiettivi cui tendono le iniziative globali per lo sviluppo dei paesi poveri; ma sottolineando l'inefficenza di un altra economia, come quella equo solidale, fa rientrare della finestra quella liberista: nonostante si calcoli che una maggiore libertà di scambio potrebbe far crescere del 5% il Pil africano e che quindi solo il modello liberista possa risollevare le sorti dei terzi mondi, queste stesse politiche, promosse dalla Banca Mondiale, in questi anni hanno mostrato il contrario (&lt;em&gt;&lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/che-state-fao.html"&gt;post&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;


&lt;p align="center"&gt;---&lt;/p&gt;


&lt;p align="justify"&gt;Carlo Maria Cipolla, nella sua discussione dell'argomento su &lt;em&gt;Il Foglio &lt;/em&gt;del 9 Dicembre, scomoda anche la sociologia, individuando nello "&lt;em&gt;snobismo politico e vezzo da ricchi&lt;/em&gt;" di chi acquista equo solidale la categoria antropologica di chi "&lt;em&gt;causa un danno agli altri subendo egli stesso una perdita&lt;/em&gt;". E accanto a profili del consumatore equo e alla conseguente ironia e sufficenza, si avanzano le dietrologie, come quella di Eleonora Barbieri, che su &lt;em&gt;Il Giornale&lt;/em&gt; del 9 Dicembre afferma che &lt;em&gt;"quella dell'ambientalismo, in realtà, è solo una maschera: dietro, c'è il solito protezionismo vecchio stile". &lt;/em&gt;L'editoriale odierno di &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;Repubblica&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;di Edmondo Berselli, commentando il popolo dei fischi ricevuti al &lt;em&gt;Motorshow &lt;/em&gt;dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, parla di una parte di società &lt;em&gt;"insensibile ai valori della solidarietà e dei diritti [...] congerie di individualismo insofferente delle regole, di consumismo immediato e irriflesso", &lt;/em&gt;non a caso fischi per una finanziaria e non a caso al &lt;em&gt;Motorshow&lt;/em&gt;, luogo di "&lt;em&gt;desideri indotti, ma reali&lt;/em&gt;", quelli di macchine costosissime, la cui ammirazione costa 25 euro del biglietto d'entrata. &lt;/p&gt;


&lt;p align="justify"&gt;Non è la prima volta che il commercio equo solidale viene messo sotto accusa: il 9 Settembre è stata la volta del &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ft.com"&gt;Financial Times&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, cui è seguita la &lt;a href="http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=71730&amp;amp;H=fairtrade+critiche"&gt;risposta&lt;/a&gt; di Fairtrade. Ma queste critiche, data la loro provenienza, e la scarsa fondatezza, hanno più il sapore di accuse ideologiche, a un fenomeno che proprio per la sua crescita e fecondità rappresenta un modello &lt;em&gt;altro&lt;/em&gt; e di successo al sistema economico vigente. &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonti: &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.economist.com/index.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Economist&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, 8 Dicembre 2006&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Foglio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, 9 Dicembre 2006&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Giornale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, 9 Dicembre 2006&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.equo.it/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fairtrade Italia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-680164460713895226?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/680164460713895226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=680164460713895226' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/680164460713895226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/680164460713895226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/12/commercio-equo-e-snob-le-critiche.html' title='COMMERCIO EQUO E...SNOB? Le critiche dell&apos; Economist al commercio equo e solidale'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RX3GM7ngqDI/AAAAAAAAAB0/eLlialIY72o/s72-c/equo+solidale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-7143837279259238582</id><published>2006-12-04T19:16:00.001+01:00</published><updated>2006-12-04T19:26:42.927+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='america latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sviluppo equo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi poveri'/><title type='text'>L'ALTRA AMERICA: le nuove forme di "democrazia radicale" in America Latina</title><content type='html'>&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
In queste ore si moltiplicano le notizie dall' &lt;strong&gt;&lt;em&gt;America Latina&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: il venir meno, a causa delle loro gravi condizioni, di due simboli del passato, l'ex dittatore cileno Pinochet e il lider maximo di Cuba Castro, si affiancano a una&lt;strong&gt;&lt;em&gt; nuova tendenza politica&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; che sta sorgendo in questi anni. La rielezione odierna, a larga maggioranza, del venezuelano Hugo Chavez, consolida la tendenza politica socialista già vista con le vittorie di Rafael Correa in Ecuador, Luiz Inacio Lula da Silva in Brasile, Daniel Ortega in Nicaragua, e la presidentessa cilena Michelle Bachelet, oltre che nei governi di Cuba, Uruguay e Argentina. Tutte "nuove &lt;strong&gt;&lt;em&gt;figure di democrazia radicale e modelli di gestione collettiva dei beni comuni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;", come afferma Antonio Negri in "&lt;em&gt;GlobAL: Biopotere e lotte in America Latina&lt;/em&gt;".
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXRggd5YtaI/AAAAAAAAAAY/-1EeJH-cbr0/s1600-h/correa.jpg"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXRnM95YteI/AAAAAAAAABQ/CDbgkdJ57L4/s1600-h/correa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5004738558386812386" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" height="151" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXRnM95YteI/AAAAAAAAABQ/CDbgkdJ57L4/s200/correa.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Correa, presidente dell'Ecuador, all'indomani della vittoria, ha affermato che verrà mantenuto il dollaro come moneta di stato ma che "&lt;em&gt;oggi meno che mai firmerei un &lt;/em&gt;&lt;a href="http://italy.peacelink.org/latina/articles/art_10310.html"&gt;&lt;em&gt;Trattato di libero commercio&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; con gli Usa perché distruggerebbe la nostra agricoltura, la nostra economia&lt;/em&gt;". Le risorse per i previsti investimenti economici e sociali verranno da un diverso uso delle risorse energetiche - l'Ecuador è il 5° produttore di petrolio d'America latina - e da una possibile rinegoziazione del debito estero (pari a 10.000 milioni di dollari) con un possibile rientro dell'Ecuador nell'Opec. Correa inoltre ha affermato che non rinnoverà con gli Usa l’accordo sulla base militare di Manta e in generale postazioni militari straniere sulla propria terra.
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;--- &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXRgvt5YtbI/AAAAAAAAAAg/foE0_eUKClQ/s1600-h/bachelet.jpg"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXRnht5YtfI/AAAAAAAAABY/BDuzprA4aFU/s1600-h/bachelet.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5004738914869097970" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXRnht5YtfI/AAAAAAAAABY/BDuzprA4aFU/s200/bachelet.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La cilena Bachelet si impegna per ridurre le differenze economiche tra ricchi e poveri e per far entrare le fasce deboli della popolazione nel processo di modernizzazione del Cile, infatti "&lt;em&gt;si possono migliorare le condizioni di vita dei cileni senza per questo rallentare lo sviluppo del nostro sistema produttivo&lt;/em&gt;". La disuguaglianza tra uomo e donna si ridurrà, elevando la presenza femminile nel governo, con la creazione di maggiori posti di lavoro, specialmente per i giovani, e sulla riforma del welfare in senso solidaristico, con nuove misure a favore delle donne nel mondo del lavoro, l'aumento delle pensioni minime, cure ospedaliere gratuite per gli ultra sessantenni, 20 mila nuovi posti negli asili nido. E' prevista inoltre la creazione di un ministero dell'Ambiente e l'abolizione della leva obbligatoria.
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;--- &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXRg2N5YtcI/AAAAAAAAAAo/rXYn5cZqApQ/s1600-h/chavezmorales.jpg"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;

&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXRnm95YtgI/AAAAAAAAABg/_544Uvj_g1I/s1600-h/chavezmorales.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5004739005063411202" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXRnm95YtgI/AAAAAAAAABg/_544Uvj_g1I/s200/chavezmorales.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per la prima volta nell’era moderna il Venezuela ha il 100% di alfabetizzazione. Grazie a Hugo Chavez (a sinistra nella foto con Evo Morales) il Venezuela è diventato il più grande produttore di petrolio che ne impiega le entrate per aiutare le classi più povere. Quando fu eletto per la prima volta, nel 1998, Chavez modificò la Costituzione per de-centralizzare il potere, eliminarne la corruzione e assegnarlo al popolo, da cui era escluso: “&lt;em&gt;Gli indigeni – afferma la nuova costituzione – hanno il diritto di mantenere le proprie pratiche economiche, basate sulla reciprocità, sullo scambio e sulla solidarietà&lt;/em&gt;". E' stato inoltre avviato un programma per sconfiggere la povertà delle madri single. Secondo la costituzione, le donne hanno il diritto di essere pagate per il proprio lavoro e possono ottenere prestiti da una banca speciale. Da giugno, le casalinghe senza reddito possono ricevere uno stipendio di circa 120 dollari. Una legge del 2001 abolisce inoltre il latifondo redistribuendo le terre a quel 60% di popolazione che ne godeva solo dell'1%.
Fresco di nomina, Chavez ha in programma cure mediche per tutti, case al posto delle baracche, ragazzi all'università con stipendio minimo, nuove città che vuotino le favelas.
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo la nazionalizzazione di gas e petrolio, ai fini di mettere fine al "&lt;em&gt;saccheggio delle risorse naturali, che dura da 500 anni&lt;/em&gt;" anche il bolivano Evo Morales ha avviato la ridistribuzione delle terre ai contadini, abolendo il latifondo. Saranno circa 2.5 milioni le persone che beneficeranno di questa nuova legge con 14 milioni di ettari di territorio da restituire alla popolazioni indigene.
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un documento statunitense, la "&lt;em&gt;Doctrine for asymmetric war against Venezuela&lt;/em&gt;" dell'Ottobre del 2005, il Venezuela di Chavez è visto come "&lt;em&gt;la peggior minaccia da Unione Sovietica e comunismo&lt;/em&gt;", come testimoniano i passati tentativi di golpe appoggiati dagli Stati Uniti. Una minaccia non certo militare, ma perchè questi esempi costituiscono modelli alternativi, e di successo, a quello statunitense.
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Info:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;


&lt;li&gt;&lt;a href="http://verosudamerica.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;vero sudamerica&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;


&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.rafaelcorrea.com/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Rafael Correa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;


&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.gobiernodechile.cl/index/index.asp"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Michelle Bachelet&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;


&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.venezuela.gov.ve/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Hugo Chavez&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;


&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.presidencia.gov.bo/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Evo Morales&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;English Version (Abstract)
&lt;/p&gt;&lt;/em&gt;&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;The socialist governments who rise in South America, for example that one of Correa in Ecuador, Bachelet in Chile, Morales in Bolivia and Chavez in Venezuela, propose a new political, alternative model to that one of the USA, with more rights and richness for the poor ones. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-7143837279259238582?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/7143837279259238582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=7143837279259238582' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7143837279259238582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/7143837279259238582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/12/laltra-america-le-nuove-forme-di.html' title='L&apos;ALTRA AMERICA: le nuove forme di &quot;democrazia radicale&quot; in America Latina'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXRnM95YteI/AAAAAAAAABQ/CDbgkdJ57L4/s72-c/correa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-1719091144649009464</id><published>2006-12-02T12:34:00.000+01:00</published><updated>2006-12-03T20:13:25.963+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='armi'/><title type='text'>2/12: DAL MOLIN...ALLA GUERRA? la manifestazione vicentina contro la base militare USA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXFx0d5YtZI/AAAAAAAAAAM/OGG5klGwrBI/s1600-h/basevicenza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5003905807177790866" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXFx0d5YtZI/AAAAAAAAAAM/OGG5klGwrBI/s200/basevicenza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Oggi si terrà una manifestazione a Vicenza&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, sicuramente oscurata da quella di Roma e Palermo dell'opposizione di governo contro la Finanziaria, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;contro l'edificazione della più grande base Usa in Europa presso l'aeroporto "Dal Molin"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;(e la seconda in città oltre alla Ederle) con adesioni di gruppi politici, sindacali, cattolici, ma prima di tutto di cittadini, vicentini, italiani e statunitensi, oltre all'appoggio di Noam Chomsky e di Emergency. La protesta, oltre che per ragioni ideali di contrarietà alla militarizzazione del nostro paese, contraria all'impegno per la pace sancito dall'articolo 11 della costituzione, trova anche altre motivazioni. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come rilevato dagli &lt;a href="http://www.altravicenza.it/dossier/dalmolin/doc/20061201comitati01.pdf"&gt;studi effettuati dall'Ing. Vivian &lt;/a&gt;e dal &lt;a href="http://www.bicc.de/"&gt;&lt;em&gt;Centro di studi di Bonn &lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;sulla Conversione in aree militari&lt;/em&gt;, la costruzione della base comporterebbe un &lt;strong&gt;&lt;em&gt;impatto ambientale ed economico notevole sulla città, con consumi pari a "30.000 vicentini per l'acqua, 5.500 per il gas naturale, 26.000 per l'energia elettrica"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, tenendo conto della non sottoscrizione da parte degli USA del protocollo di Kyoto, che viene applicata alle basi, dove vige la legislazione statunitense. A questo si aggiungono le conseguenze economiche causate dalla diminuzione dell'insediamento vicino alla zona militare -per paura di attentati (l'attenzione per la vicenda della televisione Al-Arabiya ne è la conferma) e per l'inquinamento- con la conseguente svalutazione del 30% degli immobili, che significa meno entrate per il Comune, meno turismo, meno occupazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma quel cui si assiste dietro il progetto è la corsa agli appalti: tra le 22 aziende finora in lista, aziende italiane e non, immobiliari e di altri ambiti, spicca quello di Telecom Italia. Le dichiarazioni beneauguranti sui fini unicamente "abitativi" dell'area, ricalcano quella "&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.altravicenza.it/dossier/dalmolin/doc/20061020licata00.pdf"&gt;politica del sorriso&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;" (di cui parla Andrea Licata dell'Università di Trieste), che nulla tuttavia esclude riguardo all'utilizzo della base, in funzione bellica, per il futuro, come confermano le &lt;a href="http://www.altravicenza.it/dossier/dalmolin/doc/20061127ilvic25.pdf"&gt;dichiarazioni&lt;/a&gt; di un generale statunitense e le &lt;a href="http://www.army.mil/fcs/whitepaper/FCSWhitepaper(11_Apr_06).pdf#search=%22bct%20uav%22"&gt;fonti statunitensi&lt;/a&gt;: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;il "Dal Molin" fa parte di un progetto europeo ai fini dell'invio di maggiori truppe in Iraq e Afghanistan&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La corsa agli appalti, e le&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.altravicenza.it/dossier/dalmolin/doc/20061005GdiVi393.rtf"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; ingenti somme &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;stanziate dal Congresso americano per la costruzione dell'area, conferma come la guerra e tutto ciò che vi è legato, sia un fattore essenziale di possibilità e rilancio economico, la cui risposta non può che essere&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, come suggerisce Licata, quella di farsi sentire con &lt;strong&gt;&lt;em&gt;azioni non violente di massa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;come la manifestazione, il referendum previsto per ottobre e il boicottaggio economico e politico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Info:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.altravicenza.it"&gt;altra vicenza&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.globalproject.info/mot-100.html"&gt;global project&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-1719091144649009464?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/1719091144649009464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=1719091144649009464' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/1719091144649009464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/1719091144649009464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/12/212-dal-molinalla-guerra-la.html' title='2/12: DAL MOLIN...ALLA GUERRA? la manifestazione vicentina contro la base militare USA'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_vZeFsHS7EWo/RXFx0d5YtZI/AAAAAAAAAAM/OGG5klGwrBI/s72-c/basevicenza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-6630465445524106853</id><published>2006-12-01T18:22:00.000+01:00</published><updated>2006-12-03T20:14:03.409+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='petrolio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='missioni umanitarie'/><title type='text'>CADERE SOPRA UNA POZZA D'OLIO: la missione di peacekeeping a Nassirya e gli interessi dell' ENI</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/886922/ammainabandiera.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/455527/ammainabandiera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;



&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Si è conclusa oggi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, con il gesto di rito dell'ammaiana bandiera, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;la missione di peacekeeping italiana in Iraq, località Nassirya&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Nella giornata del 12 dicembre 2003, un attentato colpisce la base italiana, uccidendo, tra gli altri, 19 italiani, tra carabinieri, militari dell'esercito e due civili, un regista e un cooperante. Tre anni dopo, il 27 aprile 2006, è la volta di altri tre militari, dopo che il loro convoglio passa su una mina. Non passano 2 mesi che il 5 giugno 2006 per un altro attentato, nei pressi di Nassirya. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;La missione "Antica Babilonia" totalizza così tre anni di durata e 38 vittime&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, sullo sfondo della retorica bipartisan della politica, che è riuscita ad oscurare i fini nobili della manifestazione di pace per la Palestina del 18 novembre ma, sopratutto, non è riuscita a garantire il rispetto, fatto di silenzio, che si deve ai familiari delle vittime, che ora chiedono "verità sull'accaduto". Il metallo delle targhe ai loro caduti basta poco, tanto meno le piazze intitolate a loro nome in tutta Italia, come dimostrano le loro parole nel terzo anniversario del primo attentato, "&lt;em&gt;cerco di trovare una giustificazione per quello che è successo ma non riesco a trovarla&lt;/em&gt;". Una giustificazione, per capire come si possa morire in una missione di pace.
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/847473/bare%20nassirya.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/919947/bare%20nassirya.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;Antica Babilonia&lt;/em&gt;": un nome non casuale, perchè l'obiettivo dichiarato della missione italiana era anche quello di salvaguardare le risorse archeologiche del paese, da parte di un paese, come l'Italia, talmente impegnato dall'iniziativa dal sacrificare i fondi dell' 8 per mille destinato al &lt;em&gt;proprio&lt;/em&gt; patrimonio archeologico per destinarlo all'Iraq (vedi &lt;em&gt;&lt;a href="http://communitaction.blogspot.com/2006/11/8-per100-100-per-tutti.html"&gt;post&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;).
Ma si sa, la polvere da sparo puzza di zolfo...ma anche un pò di benzina.
Non un pieno della punto, ma &lt;strong&gt;&lt;em&gt;5 miliardi di barili&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, dei 400 presenti sul territorio iraqueno . E' questa la quantità di petrolio che, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;in base a un accordo tra Saddam Hussein e l'Eni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, risalente al 1997, interrottosi per la richiesta di Saddam Hussein della fine dell'embargo come contropartita, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;doveva essere sfruttata nella zona di Nassirya&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. La vastità dei giacimenti petroliferi iraqueni è emersa da uno &lt;a href="http://www.uonna.it/nassiriya-relazione-cassano.htm"&gt;studio commissionato dal ministero per le Attività produttive&lt;/a&gt;, che, sei mesi prima dell'inizio della guerra in Iraq, parlava di un "&lt;strong&gt;&lt;em&gt;affare di 300 miliardi di dollari&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;".
E cosi' si scopre, grazie a un &lt;a href="http://www.rainews24.it/ran24/speciali/guerra_petrolio/"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;inchiesta di Rainews 24 del 13 maggio 2005&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, che l'Italia ha innovato il concetto di &lt;em&gt;peacekeeping&lt;/em&gt;, includendovi la scorta di barili di petrolio e il sorvegliamento di centrali petrolifere, per conto dell'Eni, con la complicità del precedente governo, come esplicitamente dichiarato a &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.libero-news.it/libero/index.jsp"&gt;Libero&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, il 21 gennaio 2005, da parte dell'allora Presidente della commissione Esteri Gustavo Selva: “&lt;em&gt;Basta con l’ipocrisia dell’intervento umanitario (…) Abbiamo dovuto mascherare Antica Babilonia come operazione umanitaria perché altrimenti dal Colle non sarebbe mai arrivato il via libera&lt;/em&gt;”.
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'attentato di Nassirya&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, come ha scritto il corrispondente del &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/"&gt;&lt;em&gt;Sole24 Ore&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;Claudio Gatti, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;non era diretto contro il nostro contingente militare, ma contro l'Eni, proprietaria della raffineria presso cui la prima base militare italiana era ubicata&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'inchiesta ha dato forse la giusificazione ai familiari dei caduti, nero su bianco, con tanto di contratto. Contratto in forse, dato che l'occupazione dell'Iraq e la caduta di Saddam Hussein hanno fatto sì che le tre grandi concessioni all'Eni siano congelate. &lt;/div&gt;



&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;



&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;



&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.rainews24.it/ran24/speciali/guerra_petrolio/video/petrolio_1.wmv"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;VIDEO REPORTAGE RAI NEWS 24, PARTE 1°&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;



&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;



&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;



&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.rainews24.it/ran24/speciali/guerra_petrolio/video/petrolio_2.wmv"&gt;VIDEO REPORTAGE RAI NEWS 24, PARTE 2°&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;



&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;



&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;



&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;COSA POSSIAMO FARE:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;



&lt;ul&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;guardate il reportage, è bello, impiega poco del vostro tempo e ci riguarda tutti, in quanto Italiani. Segnalo anche un altro reportage di rainews24, sulla guerra iraquena, intitolato "&lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/video.asp"&gt;Falluja, la strage nascosta&lt;/a&gt;", sul bombardamento al fosforo a Falluja, di cui è in atto una &lt;/em&gt;&lt;em&gt;sottoscrizione&lt;/em&gt;&lt;em&gt; affinchè sia trasmesso in prima serata,&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.articolo21.info/appelli_form.php?id=54"&gt;da firmare on line&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;

&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;



&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Fonti:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;



&lt;ul&gt;

&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=54346"&gt;rai news 24&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;la repubblica 13/5/2005,  &lt;a href="http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/esteri/iraq53/petroliorai/petroliorai.html"&gt;articolo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-6630465445524106853?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/6630465445524106853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=6630465445524106853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6630465445524106853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6630465445524106853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/12/cadere-sopra-una-pozza-dolio-la.html' title='CADERE SOPRA UNA POZZA D&apos;OLIO: la missione di peacekeeping a Nassirya e gli interessi dell&apos; ENI'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-774084738662561838</id><published>2006-11-30T13:47:00.000+01:00</published><updated>2006-12-01T13:59:14.619+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cluster bombs'/><title type='text'>GAME OVER: i "PAPPAGALLI VERDI", armi di mutilazione di massa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/440228/cluster%20bomb3.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/950005/cluster%20bomb3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/968245/campagnacontromine.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/288782/campagnacontromine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Oggi, alle ore 14, alla Camera dei Deputati, si è tenuta una conferenza stampa per la &lt;em&gt;&lt;strong&gt;presentazione del disegno di legge &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;per la modifica della legge 374/97 (&lt;strong&gt;&lt;em&gt;messa al bando&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; delle mine antipersona) al fine di estenderne la rilevanza anche alle &lt;strong&gt;&lt;em&gt;cluster bombs, le bombe a grappolo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. La proposta di legge, promossa dalla &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.campagnamine.org/homepage.htm"&gt;Campagna Italiana contro le Mine&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, ha raccolto le firme di deputati e senatori di maggiornaza e opposizione (Ulivo, Forza Italia, Rifondazione Comunista, Gruppo delle Autonomie, Verdi, Alleanza nazionale, Comunisti Italiani, Italia dei Valori). &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;AZIONE ED EFFETTI DELLE BOMBE A GRAPPOLO&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;
&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/830024/cluster%20bomb%20contenitori.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/534816/cluster%20bomb%20contenitori.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Le cluster bombs sono composte da un contenitore del peso di circa mezza tonnellata, che, sganciato da un aereo, si apre ad un'altezza prestabilita mediante una piccola carica e fa uscire, mentre cade, 200-250 piccole bombe contenute al suo interno, che scendono con un piccolo paracadute provvisto su ciascuna carica, per andare a fissarsi su veicoli militari in movimento, grazie a un sensore di cui sono dotate. Tuttavia, quando i sensori delle mine non trovano alcun bersaglio su cui posarsi, si disperdono sul terreno inesplose in una percentuale tra il 10 e il 30%, provocando non solo difficoltà di bonifica, data la vastità delle aree che ricoprono, ma anche la futura inagibilità dei terreni su ciui si posano (spesso coltivabili, gettando ancor più nella miseria interi villaggi). &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Si pensi che l'area impegnata è un perimetro ovale di 1500-2000 metri per 500-700, e un bombardiere può trasportare fino a trenta contenitori e quindi colpire anche 7500 volte un territorio nello stesso momento. Ma il fatto più importante è dato dalla pericolosità per chi dovesse pestarle, date le piccole dimensioni, o addirittura toccarle con mano, come succede ai &lt;strong&gt;&lt;em&gt;bambini che, attirati dalla forma a uccello delle cluster e dai colori sgargianti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, le raccolgono per gioco o per rivenderne il metallo al mercato (non a caso in Afghanistan paese più colpito da questi ordigni, sono chiamati "pappagalli verdi", come raccontato nell'omonimo libro di Gino Strada), perchè provocano &lt;strong&gt;&lt;em&gt;mutilazioni, o la morte istantanea&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Ma le cluster che disperdono piccole subminizioni, ovvero le CBU 89, sono solo un modello della collezione. Per avere un idea degli effetti letali sul corpo delle bombe a grappolo, si consideri che le CBU (cluster bomb unit) 26, utilizzate in Laos, contengono 670 munizioni della grandezza di una palla da tennis, ciascuna delle quali contiene 300 frammenti metallici. Se tutte le bombe esplodono, circa 200.000 frammenti d’acciaio sono sparsi su un’area della grandezza di qualcosa come 350 campi di calcio e la velocità d'urto dei frammenti produce onde pressorie all’interno del corpo che determinano danni ai tessuti molli e agli organi interni: un solo frammento che colpisce una persona può determinare rottura della milza o dell'intestino. E questi non sono effetti collaterali ma lo scopo per cui sono le CBU 26 sono progettate. La WDU-4, usata in Indocina, conteneva 6.000 freccette metalliche che venivano rilasciate poco sopra le teste delle vittime. Le CBU- 41 contengono submunizioni riempite con il napalm, e l’Honest John trasporta 368 bombette riempite con gas nervino sarin. &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;IN EUROPA&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;La terribile eredità di questi ordigni, hanno spinto le Nazioni Unite a un appello per una moratoria immediata, con la revisione della &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.unog.ch/80256ee600585943/(httppages)/4f0def093b4860b4c1257180004b1b30?opendocument"&gt;Convention on conventional weapons&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, redatta da 100 stati. Nel frattempo il parlamento svizzero è impegnato nel sancirne il divieto, eliminando i 200mila esemplari di cluster bombs e in analoga direzione si stanno muovendo Belgio e Norvegia. La Campagna "&lt;a href="http://www.stopclustermunitions.org/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Stop cluster munitions&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;" chiede che questi ordigni siano equiparati alle mine antipersona e che siano messi al bando: secondo l'organizzazione non governativa "&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.handicap-international.org/"&gt;Handicap international&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;", dal 1973 le cluster bombs avrebbero &lt;strong&gt;&lt;em&gt;provocato &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=65066" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;più di 11mila vittime&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; e 33 milioni sarebbero gli ordigni rimasti inesplosi sul terreno. Tuttavia sono 57, tra cui 11 in UE, i paesi che ancora le hanno, tra cui 32 (Tra cui Francia, Spagna e Inghilterra) che le producono: tra gli altri, l'Italia.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;DOVE SONO?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;

&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/650888/vauro1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/500076/vauro1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Moltissime sono le aree in cui sono diffuse, Laos, Vietnam, Cambogia, Sudan, Iraq, Kuwait, Yugoslavia, Kosovo, Etiopia, Cecenia ed Afghanistan (vedi la &lt;a href="http://www.stopclustermunitions.org/map.asp" target="new"&gt;mappa interattiva&lt;/a&gt;). Ultimo arrivato il Libano: secondo fonti delle Nazioni Unite Israele ha lanciato oltre 4 milioni di bombe a grappolo nel sud del Libano in poco più di un mese di guerra e viceversa sono state lanciate in Israele, come afferma una denucia di &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.amnesty.it"&gt;Amnesty International&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;E IN ITALIA?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Secondo la &lt;a href="http://www.campagnamine.org/homepage.htm" target="_blank"&gt;Campagna italiana contro le mine&lt;/a&gt; "&lt;em&gt;l’Italia non ha ancora ratificato il V protocollo della Convenzione sull’uso d’armi convenzionali (Ccw) che riguarda gli ordigni inesplosi e la bonifica dei siti contaminati.&lt;/em&gt;” Inoltre un'&lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/terra_esplosiva.asp" target="_blank"&gt;inchiesta di Rainews24&lt;/a&gt; ha dimostrato che la &lt;a href="http://www.simmeldifesa.com/"&gt;&lt;em&gt;Simmel Difesa&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;, nonostante le dichiarazioni contrarie pubblicate sul sito, continua a esportare componenti di cluster. Grazie all'impegno di Campagna contro le mine e &lt;a href="http://www.disarmo.org/" target="_blank"&gt;Rete Disarmo&lt;/a&gt; si è arrivati al&lt;a href="http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=71540"&gt; Disegno di Legge&lt;/a&gt; per l’inclusione delle cluster bombs nel bando della produzione delle mine antipersona (legge 374/97). &lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;IL DIRITTO MINATO&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Il protocollo del 2003 sui residui esplosivi delle guerre non basta più, secondo la Croce Rossa.
L'uso Israeliano di bombe a grappolo, costituisce una violazione del diritto internazionale bellico, come affermato da &lt;a href="http://www.hrw.org/"&gt;&lt;em&gt;Human Rights Watch&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;. Le mine antiuomo sono state messe al bando da un trattato internazionale del 1997. Ma gli Stati Uniti e Israele sono tra i pochissimi Stati che hanno sempre rifiutato di sottoscriverlo. Le cluster sono infatti la versione moderna delle vecchie mine antipersona che, con il Trattato di Ottawa, del 1997 sono state messe al bando. Ma Nicoletta Dentico, della Campagna contro le mine, afferma che “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;leggi internazionali definiscono criteri chiari per ridurre al massimo i danni per le popolazioni inermi. Gli obiettivi permessi sono solo quelli militari, l’uso di armi indiscriminate è proibito&lt;/strong&gt;. Dove sono finite le regole? Se il diritto è violato non vuol dire che è morto. [...] Dopo Ottawa,&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;le cluster rilanciano il discorso sulle violazioni del diritto anche in condizioni di guerra. Spetta alla società civile di tutto il mondo far emergere la tragedia e imporre soluzioni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”. Inoltre, secondo una &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?iddos=3593&amp;idc=2&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;ida=&amp;idt=&amp;amp;idart=2476"&gt;testimonianza&lt;/a&gt; di un ex marines, le cluster bombs "&lt;em&gt;Sono usate dappertutto. Se lei parlasse con un ufficiale dell’artiglieria dei marines, lui le darebbe la frase giusta, la risposta politicamente corretta. Ma per il soldato medio sono dappertutto. Se si entrava in una città, si sapeva che ci sarebbero state delle bombe a grappolo intermittenti. Le bombe a grappolo sono armi anti-uomo. Non sono precise. Non danneggiano gli edifici e i carri armati. Solo le persone e le cose viventi&lt;/em&gt;".
Ma, a dispetto del fatto che le bombe a grappolo sono le armi più presenti negli arsenali degli Stati Uniti e della Nato, il 3 Dicembre 2001, al Parlamento Europeo, è passata una risoluzione che chiede l’immediata moratoria internazionale sul loro impiego.
&lt;/div&gt;





&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;





&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Info:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;





&lt;ul&gt;




&lt;li&gt;




&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.stopclustermunitions.org/"&gt;stop cluster munitions&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;




&lt;li&gt;




&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.campagnamine.org/homepage.htm"&gt;campagna italiana contro le mine&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;




&lt;li&gt;




&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.peacereporter.net"&gt;peacereporter&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.disarmo.org/"&gt;rete disarmo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;





&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;





&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;





&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;COSA POSSIAMO FARE &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/514719/cartolina%20anti%20mine.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/762896/cartolina%20anti%20mine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;




&lt;ul&gt;




&lt;li&gt;




&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;firmare gli appelli on line per l'abolizione di questi ordigni, come quello di &lt;a href="http://www.amnesty.it/appelli/firmamodelappelli.html?nomeappello=israele_09.06"&gt;&lt;em&gt;Amnesty International&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e di &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.intersos.org/LIBANO_maipiù.htm"&gt;Intersos&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; sul Libano&lt;em&gt;,&lt;/em&gt; o donare il 5 per mille alla &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.campagnamine.org/homepage.htm"&gt;Campagna italiana contro le mine&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;





&lt;div align="justify"&gt;
&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/video/terra_esplosiva.wmv"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-774084738662561838?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/774084738662561838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=774084738662561838' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/774084738662561838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/774084738662561838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/11/game-over-i-pappagalli-verdi-armi-di.html' title='GAME OVER: i &quot;PAPPAGALLI VERDI&quot;, armi di mutilazione di massa'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-5823562348242083329</id><published>2006-11-25T14:21:00.000+01:00</published><updated>2006-11-25T16:19:46.528+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi poveri'/><title type='text'>BYE BYE BUY: 25/11, GIORNATA DEL NON ACQUISTO</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;

&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;


&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/233172/buy%20nothing%20day.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/825199/buy%20nothing%20day.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;



&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi è il "&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Buy Nothing Day&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;" è una iniziativa che si svolge in contemporanea in trenta paesi del mondo, tra cui Francia, Giappone, Norvegia e Stati Uniti. Organizzata per la prima volta in Canada nel 1992, la Giornata del non acquisto ha lo scopo simbolico e pratico, come afferma il sito promotore &lt;a title="" onclick="" href="http://www.adbusters.it/pages/index.php" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Adbusters&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, di mettere in luce il potere delle multinazionali e le conseguenze negative delle loro politiche di "massimizzazione dei consumi" proprie della globalizzazione, che hanno danneggiato le popolazioni del "terzo mondo" da un punto di vista economico ed ambientale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;



&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La proposta di una 24 ore senza acquisti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; non è una sterile polemica moralistica contro il consumismo, nè contro i commercianti, ma un modo per capire e quindi agire: capire come è dalle nostre piccole scelte e azioni quotidiane che dipende il sistema macroeconomico, politico; il sistema economico vigente ha come voce per diffondere il potere la pubblicità, i mass media: ma dalla diffusione di un messaggio all'azione serve l'adesione alla propaganda delle masse. E' proprio dal rifiuto delle masse delle scelte del sistema, che parte il cambiamento per un modello di sviluppo equo e sostenibile da tutti. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un cambiamento non violento, ovvero la semplice scelta ad esempio di non comprare, che colpisce il vero fulcro del potere della globalizzazione nei suoi aspetti negativi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, perchè, secondo le parole del missionario comboniano Alex Zanotelli: «votate ogni volta che fate la spesa, ogni volta che schiacciate il telecomando, ogni volta che andate in banca, sono voti che date al sistema»&lt;em&gt;. Per colpire un sistema&lt;strong&gt; che favorisce enormi disuguaglianze economiche, di diritti e degrado ambientale, è più utile privare quel sistema del suo essenziale mezzo d'azione: la partecipazione, l'adesione delle masse. E' per questo che un "NO, GRAZIE" fa molto di più del distruggere semplicemente un simbolo, come la vetrina di un Mac Donald.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; Una piccola scelta quotidiana, come il non comprare per un giorno, o come proposto dal Gruppo dei Bilanci di Mestre, presso Venezia, la "&lt;em&gt;Settimana del Non Acquisto"&lt;/em&gt; , esprime un dissenso non solo di parole ma pratico, al "mito" proprio del nostro sistema economico, per cui il benessere deriva dipende dal tenere alti i consumi. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;

---

&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;



&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;COSA POSSIAMO FARE:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;



&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;p align="left"&gt;



 &lt;/p&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="left"&gt;



 &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Oltre al cercare, per la giornata odierna e in futuro, di ridurre per quanto possibile i consumi superflui, numerose iniziative sono attivate dai promotori della campagna, dall'ironico medicinale contro gli acquisti&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a title="" onclick="" href="http://www.bilancidigiustizia.it/download/gna/decrescil.pdf" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Decrescil&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;, alle iniziative nelle varie città di&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.bilancidigiustizia.it/index.php?module=Pagesetter&amp;func=viewpub&amp;amp;amp;amp;amp;tid=6&amp;pid=30" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt; Bilanci di giustizia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;, oltre al &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.terre.it/eventi/articoli/149.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Buy Nothing Day Contest&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;di &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.terre.it" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Terre di mezzo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;, una concorso di "caccia alla pubblicità" di cui riporto qui sotto alcuni lavori, dalla parodia del catalogo Ikea-Iraq alla "Dove c'è Barilla c'è casa" con l'immagine di uno scatolone per senza tetto, per finire con le steli della "Mahlboro Country", sui rischi del fumo.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;p align="justify"&gt;



&lt;/p&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;



 &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La fondazione &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.bancoalimentare.it/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Banco alimentare onlus&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;compie oggi l'annuale edizione della Colletta alimentare, iniziativa mediante la quale chi lo desidera può consegnare fuori dai punti vendita un pò di spesa, devoluto a chi ne ha bisogno, al personale della Colletta. La concomitanza con il Buy nothing day, ha spinto "&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.lamiaspesaperlapace.it/"&gt;La mia spesa per la Pace&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;", a partecipare alla Colletta alimentare nei giorni precedenti il 25 novembre oppure ad effettuare gli acquisti il 25 novembre stesso, ma limitandosi solo alla merce da donare. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="left"&gt;

&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/598453/barilla%20barboni.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/445614/barilla%20barboni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/124779/malboro%20tombe.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/471068/malboro%20tombe.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/174358/iraq%20ikea.jpg" border="0" /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonti:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://adbusters.org"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;adbusters&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.bilancidigiustizia.it/index.php"&gt;bilanci di giustizia&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ecoplan.org"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ecoplan&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.terre.it/eventi/indici/77.html"&gt;terre di mezzo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://unimondo.oneworld.net/article/view/142796/1/"&gt;unimondo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;English Version (Abstract):&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Today is the "Buy Nothin Day", an initiative that it pushes not to buy nothing all day long in order to say not  to the economic system that damages the poor countries. A gesture more powerful than to break off the display windows of Mac Donald, because it removes to the multinationals their means of action: the participation  and adhesion of the mass.&lt;/em&gt;
&lt;/p&gt;&lt;a href="http://www.terre.it/eventi/articoli/350_i314.html" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;



&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-5823562348242083329?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/5823562348242083329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=5823562348242083329' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5823562348242083329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5823562348242083329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/11/bye-bye-buy-2511-giornata-del-non.html' title='BYE BYE BUY: 25/11, GIORNATA DEL NON ACQUISTO'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-5941803136402772845</id><published>2006-11-24T16:31:00.000+01:00</published><updated>2006-11-25T13:12:55.117+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spese belliche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='armi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi poveri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ong'/><title type='text'>PER LA PACE #5: GLI STATI UNITI...DELLA COOPERAZIONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/713362/stati%20gen%20cooperaz.png"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/589309/stati%20gen%20cooperaz.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;div align="justify"&gt;Il taglio del 10% ai fondi alla cooperazione (ovvero di 48 milioni di euro, che avrebbero ridotto i fondi per lotta alla povertà e sviluppo dei paesi poveri da 600 milioni di euro a 552, meno della Finanziaria 2006), minacciato dall'articolo 53 della finanziaria 2007, unito al recente scandalo dell'8 per mille destinato a finanziare la guerra in Iraq nella precedente legislatura (vedi post 11 novembre) e delle ingenti spese militari questa Finanziaria, avevano gettato un ombra sul destino degli aiuti ai paesi poveri da parte dell'Italia. &lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;Ma le critiche sollevate a questi propositi dalle ONG, tra cui la &lt;a href="http://www.cocis.it/"&gt;&lt;em&gt;Cocis&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, ha portato il governo a ridare il finanziamento promesso prima del minacciato taglio. E' stato sull'onda di questa vittoria che gli&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.statigeneralisc.it/"&gt;&lt;em&gt;Stati Generali della Solidarietà e della Cooperazione Internazionale&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, che hanno raggruppato, dal 22 al 24 novembre, decine di ONG e associazioni del settore&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, si sono svolti nella soddisfazione generale, ma con riserva. &lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;I punti trattati sono stati la &lt;strong&gt;&lt;em&gt;necessità della riduzione delle spese militari, dell' investimento sui paesi in via di sviluppo con la cancellazione del debito e di una rinnovata attenzione a diritti umani e "politiche di genere"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;Infatti, partendo dalla constatazione del “fallimento delle politiche di sviluppo e di aiuto pubblico” dimostrati dall' “impossibilità di raggiungere nei tempi previsti gli obiettivi del Millennio” (posti dalle Nazioni Unite, tra cui quello di dimezzare il numero dei denutriti entro il 2015, vedi post 12 novembre), gli &lt;em&gt;Stati Generali&lt;/em&gt; hanno posto la necessità di un cambiamento in vista di una “nuova politica di solidarietà e di relazioni comunitarie internazionali" che affermi la centralità di "esseri umani e diritti”. L'auspicio, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;per il raggiungimento di questi obiettivi, è di arrivare in Italia allo 0,7 % del Pil devoluto alla cooperazione internazionale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ben quindi al di sopra della percentuale attualmente devoluta, pari allo 0,1%. Ma l'aumento dei fondi, se poi è direzionato "interventi a sostegno di operazioni militari o di penetrazione commerciale”, come nel caso del sopracitato 8 per mille, è inutile oltre che ingiusto. Tuttavia l'ostacolo non è solo di mancanza di fondi, ma - come emerge dalle parole delle ONG- sopratutto&lt;strong&gt;&lt;em&gt; il “modello di consumo e di sviluppo”, di cui è necessaria una revisione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, al fine di evitare l’esaurimento progressivo delle risorse che, oltre a essere dannoso in sè perchè toglie un possesso che dovrebbe essere gestito in comune, crea lo sfondo di conflitti (vedi post 15 novembre) .&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;E il cambiamento non può che partire da una&lt;strong&gt;&lt;em&gt; diversa considerazione sociale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, passando quindi alle “comunità locali” al posto della " società civile", a donne come “soggetti” e non solo "categoria di genere”, a una “sovranità alimentare” al posto di una "sicurezza alimentare" e al rovesciamento dei concetti di "donatore" e "beneficiario", perchè, come afferma Raffaella Chiodo, vicepresidente del Comune di Roma, "È evidente che chi ha sempre "donato" di più in termini di uomini, risorse e patrimonio ambientale non è l'Occidente ricco, ma l'Africa": quindi " cambiare i termini significa entrare nel merito e dunque mutare ottica. Il debito? Non solo azzerarlo, ma intervenire sulle politiche commerciali ed economiche che lo producono”. &lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;Il farsi sentire delle ONG, che ha impedito i minacciati tagli alla cooperazione, è un dato da non sottovalutare, che mette in luce come &lt;strong&gt;&lt;em&gt;le organizzazioni impegnate nella pace e nello sviluppo dei paesi poveri non siano "solo figure di contorno" ma esponenti di un " dibattito rappresentativo e vanno dunque presi in seria considerazione”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, a cui non può che accompagnarsi quindi, a livello di leggi, un loro riconoscimento, con la conseguente maggiore attenzione alle politiche di sviluppo.&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;Il titolo emblematico del seminario previsto per oggi, "&lt;em&gt;Disarmo e Povertà: commercio e produzione delle armi fattore determinate per alimentare conflitti e povertà&lt;/em&gt;" cui partecipano Rete Italiana disarmo, Rete Lilliput, Pax Christi, Archivio Disarmo, Amnesty International, Campagna Mine, ribadisce, ancora una volta, come ci sia una &lt;strong&gt;&lt;em&gt;stretta correlazione tra disarmo, sviluppo economico, diritti e pace. Evitare la guerra non è eliminare preventivamente la minaccia, ma eliminare preventivamente le cause che ne fanno una minaccia, ovvero le disuguaglianze del tessuto sociale, ambientale ed economico in cui ognuno cresce&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonti:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;


&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;


&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.statigeneralisc.it/"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Stati Generali della Solidarietà e Cooperazione Internazionale&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://unimondo.oneworld.net/article/view/142933/1/"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;unimondo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.lettera22.it/showart.php?id=6140&amp;rubrica=187"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;lettera 22&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.lanuovaecologia.it/ecosviluppo/diritti/6640.php"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;la nuova ecologia&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;COSA POSSIAMO FARE:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;
&lt;strong&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;A numerose ONG si può versare il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi  firmando nel riquadro "sostegno del volontariato, delle organizzazione non lucrative di utilità sociale, delle associazioni e fondazioni", con il codice fiscale che trovate nei siti delle ONG stesse;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;gli Stati Generali della Cooperazione organizzano, per chi vive a Roma, il "&lt;a href="http://www.statigeneralisc.it/page.php?page=villaggio"&gt;&lt;em&gt;Villaggio delle Comunità solidali&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;", con  stand, incontri, mostre e rassegne.
&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;English Version (Abstract):&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;The Reunion of the NGO in Italy has expressed the necessity of the reduction of military expenses, investment in the poor countries and more attention to human rights. These objectives are caught up not only with more money to the international cooperation, but also changing to the social model of consumption and development, and eliminating the discriminations, why between peace and economic and social development there is one tightened tie.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-5941803136402772845?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/5941803136402772845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=5941803136402772845' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5941803136402772845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5941803136402772845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-5-gli-stati-unitidella.html' title='PER LA PACE #5: GLI STATI UNITI...DELLA COOPERAZIONE'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-1539672776826193952</id><published>2006-11-21T11:29:00.000+01:00</published><updated>2006-11-24T14:03:06.676+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='non violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='armi'/><title type='text'>PER LA PACE #4: LA DISTRUZIONE DI MASSA DELLE ARMI</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/603628/summit%20nobel.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/868099/summit%20nobel.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;




&lt;div align="justify"&gt;Ieri si è svolta nella capitale la giornata conclusiva del &lt;a href="http://www.nobelforpeace-summits.org./" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;7° Summit Mondiale dei premi Nobel per la Pace&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, promosso dalla &lt;a href="http://www.gorbyfond.org"&gt;&lt;em&gt;Fondazione Internazionale Gorbachev&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, e dal Comune di Roma. Il Convegno, iniziato venerdì 17 novembre, si è concentrato sui temi della minaccia della ploriferazione mondiale delle armi atomiche (indicativo come l'attenzione dei Nobel si sia rivolta a Russia e Stati Uniti, detentori del 95% delle 27.000 testate atomiche mondiali), incentivando un uso pacifico e produttivo delle stesse, in vista dello sviluppo globale: è di oggi la notizia, data dal tg1, del finanziamento UE per la costruzione di un reattore nucleare capace di ricavare da un litro di acqua marina la stessa quantità di energia di un litro di petrolio. &lt;/div&gt;




&lt;div align="justify"&gt;E' stata sottolineata la necessità -nella &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.nobelforpeace-summits.org./pdf/the_rome_declaration.pdf"&gt;Rome Declaration&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; del Summit- di "&lt;strong&gt;&lt;em&gt;eliminate that risk before it eliminate us". Le armi nucleari creano "more of a problem than any problem they seek to solve"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, dato che un eventuale attacco reciproco con armi nucleari sarebbe suicida per entrambi gli stati (si pensi al fatto che basterebbe una sola testata a distruggere il centro nevralgico di Israele). Il problema è una mancanza di volontà politica, a cui si contrappone l'appello di 1500 città mondiali, comprese alcune situate in paesi nuclearmente dotati, per un negoziato ai fini dell'eliminazione totale e legalmente verificabile a livello mondiale. La critica alle politiche di certi stati, seppur non citati esplicitamente, viene riferita evidenziando il dilemma per cui, secondo le parole dei partecipanti al &lt;em&gt;Summit&lt;/em&gt;, devono terminare le insistenze all'abbandono di progetti nucleari di certi stati fatte da altri stati nuclearmente provvisti e che vogliono rimanerlo. La situazione, sottolinea il la dichiarazione, è più grave della guerra fredda, considerato non solo l'avanzamento tecnologico, ma anche i tentativi terroristici di impossessarsi del nucleare e, dall'altra parte, l'aspirazione a "&lt;em&gt;weaponize the space&lt;/em&gt;", (con riferimento alla revisione della politica spaziale iniziata dagli Stati Uniti a inizio ottobre, mettendo così fine al trattato del 1967 tra gli stessi Stati Uniti, l'ex URSS e il Regno Unito sull'impossibilità di appropriarsi dello spazio esterno).
Le conclusioni del &lt;em&gt;Summit&lt;/em&gt; hanno portato alla "&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.nobelforpeace-summits.org./pdf/carta_per_un_mondo_non_violento.pdf"&gt;Carta per un mondo senza violenza&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;", dove l'obiettivo da raggiungere viene posto nel "&lt;em&gt;&lt;strong&gt;creare una cultura della pace e della non violenza&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;", dove &lt;strong&gt;&lt;em&gt;violenza significa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; non solo nel conflitto armato, ma &lt;strong&gt;&lt;em&gt;anche&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; in "&lt;strong&gt;&lt;em&gt;povertà, sfruttamento economico, distruzione dell'ambiente e pregiudizi razziali&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;" al fine di combattere l'accettazione della stessa come condizione normale anche da parte dell'opinione pubblica. &lt;/div&gt;




&lt;div align="justify"&gt;I dodici punti della &lt;em&gt;Carta&lt;/em&gt; pongono innanzitutto la necessità del disarmo non solo a grandi livelli ma anche delle piccole armi, sullo sfondo di un potenziamento dell'ONU come garante internazionale; è ribadita inoltre la condanna sia del terrorismo, come pure della violazione dei diritti dell'uomo in sua risposta; la &lt;em&gt;Carta&lt;/em&gt; sottolinea infine l'importanza della tutela ambientale e del risparmio energetico (che non necessariamnete va a scapito dell'economia, come ha affermato James Cameron, dimostrando i vantaggi economici derivanti dell'eliminazione dei gas serra, su &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=CNRWJ"&gt;&lt;em&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di ieri), evidenziando come &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"terreno fertile" di conflitti proprio l'espropriazione delle risorse naturali, idriche ed energetiche in primis&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (vedi post 15 novembre), cui è necessario reagire con il rafforzamento e la tutela di quella moltitudine costituita dalla società civile e dalle ONG che si impegnano per diritti e pace. &lt;/div&gt;




&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;




&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;




&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"il principio morale di un mondo non violento è tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;




&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Carta per un mondo non violento del 7° Summit Mondiale di premi nobel per la Pace&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;




&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;




&lt;div align="center"&gt;
&lt;/div&gt;




&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonti:&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;




&lt;ul&gt;



&lt;li&gt;



&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://www.nobelforpeace-summits.org./"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;7° Summit Mondiale dei premi Nobel per la Pace &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;



&lt;li&gt;



&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nobelforpeace-summits.org./pdf/the_rome_declaration.pdf"&gt;Rome Declaration del Summit&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;



&lt;li&gt;



&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.nobelforpeace-summits.org./pdf/carta_per_un_mondo_non_violento.pdf"&gt;Carta per un mondo senza violenza&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;



&lt;li&gt;



&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://unimondo.oneworld.net/article/view/142712/1/"&gt;Unimondo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/280572/control_arms.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 157px" height="156" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/303931/control_arms.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/581287/abolition%20now.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/519785/abolition%20now.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;



&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;COSA POSSIAMO FARE:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;strong&gt;




&lt;ul&gt;



&lt;li&gt;
&lt;p align="justify"&gt;


&lt;/p&gt;
&lt;div align="justify"&gt;per quanto riguarda le armi, firmare la petizione online di &lt;a href="http://www.disarmo.org/controlarms/form/adesione.php"&gt;controll&lt;em&gt;armi&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.abolitionnow.org"&gt;abolitionnow&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;p align="justify"&gt;


&lt;/p&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;per la salvaguardia dell'ambiente e il risparmio energetico, partecipare il 2 e 3 dicembre all'operazione che il wwf organizza nelle piazze italiane per sensibilizzare ed informare, &lt;a href="http://www.wwf.it/generazioneclima/"&gt;gener&lt;em&gt;azione&lt;/em&gt; clima.
&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/299520/logoclima.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 163px; CURSOR: hand; HEIGHT: 124px" height="124" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/143643/logoclima.jpg" width="335" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.wwf.it/generazioneclima/"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-1539672776826193952?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/1539672776826193952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=1539672776826193952' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/1539672776826193952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/1539672776826193952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-4-la-distruzione-di-massa.html' title='PER LA PACE #4: LA DISTRUZIONE DI MASSA DELLE ARMI'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-2493701057434922211</id><published>2006-11-19T21:57:00.000+01:00</published><updated>2006-11-20T23:22:28.597+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='non violenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='medio oriente'/><title type='text'>PER LA PACE #3: RESISTENZA E CUSCINI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/916292/gaza.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/48892/gaza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;em&gt;Abstract:
&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In the evening yesterday hundreds of Palestinian have rung the house of a objective of an execution by Israel, that has prevented the attack. This gesture, new in Palestine, is an action of not violence, that can carry the peace. Moreover in Argentine today and in Tel Aviv in june has been carried out the pillow fight, a manifestation in order to vent violence in a pacific way.
&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/p&gt;&lt;div align="left"&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi si sono verificati due fatti, apparentemente insignificanti, citati appena dalle agenzie di stampa, ma accomunati da un unico luogo, la Palestina, e un unico obiettivo, la pace.&lt;/div&gt;






&lt;div align="justify"&gt;L'"errore tecnico" secondo l'espressione del primo ministro israeliano Ehud Olmert, che è costata la vita, l' 8 novembre a Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza, a 19 persone, per lo più donne e bambini, ha sollevato reazioni di sdegno pur nella quotidianità del conflitto israelo-palestinese, che hanno portato l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ad approvare, venerdì 17 a schiacciante maggioranza, una risoluzione per l' immediata interruzione degli attacchi reciproci, dopo l'impossibilità da parte del Consiglio di Sicurezza di varare una risoluzione analoga, lunedì 13, causata dal veto statunitense. &lt;/div&gt;






&lt;div align="justify"&gt;Oggi, il polverone sulle offese ai caduti a Nassiriya nella manifestazione romana per la Palestina di ieri, unito all'ennesimo raid israeliano nel pomeriggio, hanno offuscato un importante atto di discontinuità. Nella notte infatti, il proposito israeliano di colpire la casa di Weil Baroud, comandante della &lt;em&gt;Popular Resistance Committees&lt;/em&gt; nella città di Beit Lahiya, è fallito. La novità non consiste più in questa -per quanto positiva- mancata esecuzione, ma nel motivo per cui il missile israeliano non è partito: al consueto avvertimento di abbandonare il luogo da colpire entro 30 minuti, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;centinaia di palestinesi hanno formato uno scudo umano intorno alla casa, impedendo di fatto il bombardamento&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, che avrebbe ripetuto la strage di civili di Beit Hanoun. Lo conferma la milizia israeliana, affermando che "&lt;em&gt;The attack plan was cancelled because of the people there. We differentiate between innocent people and terrorists&lt;/em&gt;"
Il corrispondente di Al Jazeera's a Gaza, ha sottolineato come questa sia &lt;strong&gt;&lt;em&gt;la prima volta che un simile atto si veda nella striscia di Gaza da parte dei suoi abitanti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;






&lt;div align="justify"&gt;Al di là delle accuse israeliane, di utilizzo dei civili come scudi umani, o delle dichiarazioni innneggianti al martirio della folla intonante slogans anti-Israeliani e anti-Americani, il segnale, non da sottovalutare, parla chiaro: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;un atto di resistenza passiva, come tale non violento&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ha impedito l'ennesima violenza, con tutte le sue vittime innocenti collaterali. &lt;/div&gt;






&lt;div align="justify"&gt;Un atteggiamento, &lt;em&gt;first of this kind, &lt;/em&gt;che sebbene ancora in un contesto d'odio, segna a mio parere un importante passo avanti, se verrà compreso nella sua innovatività, rispetto a esecuzioni mirate ed &lt;em&gt;intifada&lt;/em&gt;. La violenza "&lt;em&gt;non conduce alla libertà, ma ad una schiavitù dissimulata&lt;/em&gt;" (Mahatma Ghandi, &lt;em&gt;Young India&lt;/em&gt; 3.4.1924).


&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/1600/121870/p%20fight.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6936/188868046866067/200/36276/p%20fight.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;






&lt;div align="justify"&gt;Parallelamente, oggi in Argentina si è svolto un altro evento, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;la guerra dei cuscini&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, una manifestazione giocosa e pacifica per sfogare in modo non violento le pulsioni aggressive, analogamente alla guerra rituale nelle società antiche. &lt;/div&gt;






&lt;div align="justify"&gt;Fa tutt'altra impressione venire a sapere che la stessa iniziativa si è svolta, nel Giugno di quest'anno, con la partecipazione di centinaia di persone, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;anche a Tel Aviv&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;






&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;






&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;---&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Pictures of unarmed Palestinians lying down before bulldozers about to raze their homes or marching up to the gates of Jewish settlements in the West Bank and Gaza - again unarmed and completely peacefully - would be powerful images that could do more to advance the Palestinian cause than 100 suicide bombings."&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;






&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Eric Weiner&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;






&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;






&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonti:&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;






&lt;ul&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://english.aljazeera.net"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Al Jazeera&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://news.bbc.co.uk"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;BBC&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;

&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3263557,00.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;la pillow fight di Tel Aviv&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;






&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3263557,00.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-2493701057434922211?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/2493701057434922211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=2493701057434922211' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2493701057434922211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2493701057434922211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-3-resistenza-e-cuscini.html' title='PER LA PACE #3: RESISTENZA E CUSCINI'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-6008669931516711190</id><published>2006-11-15T13:48:00.000+01:00</published><updated>2006-11-16T12:35:23.803+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi poveri'/><title type='text'>PER LA PACE #2: WANGARI &amp; IL "PIANTARE SPERANZE"</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger2/6936/188868046866067/1600/climate%20change%20conference.0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/6936/188868046866067/200/climate%20change%20conference.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;




&lt;div align="justify"&gt;Dal 6 al 17 novembre il Kenia ospita il secondo meeting dei firmatari del Protocollo di Kyoto, cui si unisce la dodicesima sessione dei partecipanti alla Climate Change Convention. In occasione della sua partecipazione odierna, presso Nairobi, il segretario generale delle nazioni unite&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Kofi Annan&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ha dichiarato che "&lt;strong&gt;&lt;em&gt;i cambi di clima stanno minacciando di frustrare gli sforzi di sradicamento di povertà&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, rendendo la prospettiva di raggiungere gli obiettivi del &lt;em&gt;Development Millenium goals &lt;/em&gt;(&lt;em&gt;vedi post 12 novembre&lt;/em&gt;) meno certi", ribadendo la necessità di pari attenzione ai cambiamenti climatici accanto al monopolio politico dedicato ad altri temi come conflitti e proliferazione del nucleare(&lt;em&gt;Fonte&lt;/em&gt;: &lt;a href="http://unfccc.int/files/press/news_room/press_releases_and_advisories/application/pdf/061115_cop12_pressrel_1.pdf"&gt;&lt;em&gt;Press release &lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;della dichiarazioni di Kofi Annan) . &lt;/em&gt;A conclusione analoga è giunto uno studio di &lt;a href="http://www.actionaid.org/index.asp?page_id=1420"&gt;&lt;em&gt;actionaid&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;: le inondazioni conseguenti ai cambiamenti climatici, oltre a distruggere i raccolti, portano epidemie, determinando un altra causa di perdita economica con conseguente difficoltà ad uscire dallo stato di povertà.&lt;/div&gt;





&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;





&lt;div align="justify"&gt;Il legame tra cambiamento climatico e sviluppo conferma l'idea per cui lo sconvolgimento dell'equilibrio di un ecosistema non nuoce solo alle interazioni reciproche tra elementi fisici (come avviene ad esempio nella catena alimentare) ma anche all'uomo, che da quel ecosistema trae fonte di sostentamento. &lt;/div&gt;





&lt;div align="justify"&gt;Caso emblematico ne è proprio il Kenia, la cui deforestazione avanzata ha portato, negli anni '70, a fenomeni quali l'erosione del suolo e la mancanza d'acqua, oltre che di legname, che determinarono conseguenze anche sul benessere delle popolazioni kenyote. &lt;/div&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger2/6936/188868046866067/1600/maathai.1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/6936/188868046866067/200/maathai.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;

&lt;p align="justify"&gt;E' in questa situazione che all'inizio degli anni '70, una biologa keniota, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Maathai Wangari, con l'aiuto di gruppi di donne del popolo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, senza alcuna conoscenza in materia, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;inizia a ripiantare gli alberi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Il movimento si espande, fino a divenire ufficiale, assumendo come nome nel 1977 "&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Green Belt Movement&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;", il movimento cintura verde. La sua opera ha ripiantatato finora tra i 30 e 40 milioni di alberi in tutta l'Africa, incontrando anche l'opposizione, talvolta violenta, del governo e delle forze speculanti sulla deforestazione. &lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;
Sarebbe tuttavia riduttivo confinare il l'azione di Maathai e del Green Belt Movement alla salvaguardia ambientale, come dimostra l'assegnazione del premio nobel alla biologa nel 2004.


Che c'entrano gli alberi con la pace? Piantare alberi significa rifornire legname e acqua, essenziali per la popolazione e non solo: a fornire quest'opera per il sostentamento sono le donne, di cui perlopiù è composto il movimento; ciò significa emancipazione sociale ed economica.





&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lo sviluppo ambientale diviene quindi anche sviluppo sociale ed economico, e anche qui sviluppo dal basso: ma sviluppo significa benessere e quindi pace&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le risorse naturali sono il movente di molti conflitti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (si pensi come caso emblematico le risorse petrolifere iraquene): la minaccia della loro perdita, a causa di appropriazione altrui, degrado ambientale o esaurimento, comporta uno stato di tensione nelle popolazioni che da esse dipendono. La loro &lt;strong&gt;&lt;em&gt;conservazione e la buona gestione delle risorse, l'accesso e scambio equo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, sono i «&lt;strong&gt;&lt;em&gt;colpi preventivi per salvaguardare la pace&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;» nelle parole di Maathai Wangari: favorire la pace è favorirne le condizioni preventive: ma tra queste non ci può essere la guerra. "Si vis pacem, para bellum" , "se vuoi la pace, prepara la guerra" è giusto solo quando "il giusto è l'utile del più forte".&lt;/div&gt;





&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;





&lt;div align="center"&gt;
&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;The planting of trees is the planting of ideas. By starting with the simple act of planting a tree, we give hope to ourselves and to future generations.–Wangari Maathai
&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;





&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;





&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonti:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;





&lt;ul&gt;


&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.wangarimaathai.or.ke/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Green Belt Movement&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;


&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; 9 ottobre 2004&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;


&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Manifesto &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;10 ottbre 2004&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;


&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.treeislife.org/index_ita.htm"&gt;Tree is life&lt;/a&gt;: il progetto di riforestazione attivo in Trentino Alto Adige, cui si è ispirata Wangari Maathai &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;





&lt;p&gt;&lt;em&gt;English version (abstract):&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;





&lt;p&gt;&lt;em&gt;Kofi Annan, in his intervention in Nairobi on the climatic variations, has underlined the bond between climate and social development. It is example of it the "Green Belt Movement" of Maathai Wangari, a biologist that with other women has replanted in Kenya and in the whole Africa 40 million trees till now. Safeguard of the natural environment means in fact social and economic development and therefore peace: in fact many conflicts in the world are caused by the natural resources (think of iraqi oil). The maintenance, good management, exchanges and equitable access to the natural resources are the "preventive means", as Maathai says, for the peace.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;





&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-6008669931516711190?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/6008669931516711190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=6008669931516711190' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6008669931516711190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6008669931516711190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-2-wangari-il-piantare.html' title='PER LA PACE #2: WANGARI &amp; IL &quot;PIANTARE SPERANZE&quot;'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-5963748441767224484</id><published>2006-11-13T22:29:00.000+01:00</published><updated>2006-11-15T15:39:19.286+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='micro credito'/><title type='text'>PER LA PACE #1: YUNUS &amp; IL MICROCREDITO</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger2/6936/188868046866067/1600/yunus.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/6936/188868046866067/200/yunus.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;L'Angelus di Benedetto 16° di Sabato 11 novembre ha riportato l'attenzione sul problema della conseguenza del sistema economico mondiale sullo sviluppo dei paesi poveri e sullo stato dell'ambiente, auspicandone una "conversione", in vista della diminuzione della denutrizione mondiale della risoluzione delle emergenze ambientali ed energetiche.
Parallelamente, in Canada, ieri è cominciato il&lt;strong&gt;&lt;em&gt; summit mondiale sul microcredito&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, recentemente venuto alla ribalta per l'assegnazione, a metà ottobre, del premio nobel per la pace a &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mohamad Yunus&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, (foto a margine) che con la sua &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Grameen Bank&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, fondata nel 1977 in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Bangladesh&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ne è stato l'inventore.
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il sistema del microcredito è riuscito a combattere la povertà nel paese &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;con un modello di sviluppo dal basso. Yunus, soprannominato il "banchiere dei poveri", inizia un sistema di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;prestito&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; atipico, per il genere di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;destinatario, poveri senza alcuna garanzia di restituzione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, per il genere, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;per lo più donne&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (fatto inconsueto e importante, se si pensa alla subordinazione della donna nel mondo mussulmano), il cui interesse per il bene della famiglia le motiva nell'impegno alla restituzione come testimoniano le statistiche (il tasso di restituzione del prestito sfiora il 97%). I prestiti, erogati in piccole somme con un interesse del 20% annuale, servono alle donne &lt;strong&gt;&lt;em&gt;per mantenere la famiglia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;investendoli&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ad esempio nell'acquisto di una mucca per il latte, per pagare la scuola dei figli, o per l'acquisto di attrezzi a fini lavorativi con cui, tramite piccoli lavori di gruppo come il cucito o l'artigianato, le donne possono restituire il prestito. Uniche condizioni, essere nulla tenenti, uniti in gruppi di cinque donne (che garantiscono a vicenda), che restituiscono piccole somme ogni settimana a dei funzionari che si recano nei villaggi (Gram significa proprio villaggio) dal momento che "poiché i poveri non vanno in banca, deve essere la banca ad andare dai poveri". L'iniziativa, che serve a togliere la popolazione povera tra povertà, indebitamento con gli strozzini per uscirne e quindi ancora povertà, è testimoniato non solo dall'utile di 2 milioni di dollari della Banca nel 1996, ma anche dall'esportazione, altrettanto riuscita, dell'idea in altri paesi e persino sul web, con siti come &lt;a href="http://www.kiva.com"&gt;&lt;em&gt;Kiva&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.prosper.com"&gt;&lt;em&gt;Prosper&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.zopa.com"&gt;&lt;em&gt;Zopa&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.
Il summit ribadisce l'utilità del &lt;strong&gt;&lt;em&gt;microcredito che alla fine del 1994 ha raggiunto i 92 milioni di clienti, di cui 66 milioni poverissimi e l'83% donne&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ponendosi come obiettivi per il 2015, lo stesso anno dell'impegno mondiale per la riduzione della denutrizione (vedi post precedente) di raggiungere 175 milioni di famiglie e migliorare le condizioni di vita di 100 milioni delle famiglie più povere aumentandone il dollaro al giorno utilizzato al momento per vivere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;
&lt;div align="center"&gt;---
&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;L'assegnazione del premio nobel a un economista rafforza l'idea che &lt;strong&gt;&lt;em&gt;pace non significhi solo assenza di guerra, ma anche il creare condizioni per la pace, come lo sviluppo economico sociale ed ambientale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; -&lt;strong&gt;&lt;em&gt;con un modello di sviluppo alternativo, dal basso&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;- come sottolineano le motivazioni del Comitato per l'assegnazione del nobel a sostegno di una premiazione considerata fuori tema (ad esempio da &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.economist.com"&gt;The economist&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;).
&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;
&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;---&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Lo sviluppo dal basso non è tuttavia né l'unica, né la principale strategia di sviluppo dei paesi poveri, dove il modello liberista proprio della globalizzazione domina, refforzato dall'idea di chi, vedendo la riduzione della disparità del reddito di India e Cina, ne attribuisce la ricetta vincente al modello capitalitico, come Filippo Andreatta, professore di relazioni internazionali all'università di Bologna. In un intervista al Messaggero di oggi, Andreatta descrive il modello capitalista come "amorale nel suo funzionamento tecnico, ma la macchina migliore per sviluppare le economie, anche quelle povere", tramite norme per incentivare i trasferimenti ai paesi più poveri e protezione per l'ambiente (si veda la sottoscrizione del protocollo di Kyoto). Norme che è chiamata a garantire la politica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Nel frattempo a garantire che la politica...garantisca, c'è la campagna "Sbilanciamoci", per fare pressioni affinchè in Finanziaria 2006 non ci sia la minacciata riduzione di 48 milioni di euro alla cooperazione allo sviluppo, di contro allo stanziamento originario di 600 milioni. Andati a finanziare missioni di "pace" (vedi post 11 novembre).&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;COSA POSSIAMO FARE?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Supportare il commercio equo e solidale, acquistando dalle botteghe presenti in ogni città, iniziando a partecipare il 25 e 26 novembre alle "colazioni eque e solidali" in 200 piazze italiane: per sapere dove nella vostra città e gli indirizzi delle botteghe di commercio equo e solidale, c'è il sito di &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.altromercato.it/it/primapagina/tessereilfuturo"&gt;&lt;em&gt;altromercato&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;Fonti:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.metamorfosi.info/"&gt;&lt;em&gt;metamorfosi&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.grameen-info.org/"&gt;&lt;em&gt;grameen bank&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.ilmessaggero.it"&gt;&lt;em&gt;il messaggero&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, 11 novembre 2006&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;English version (Abstract):&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;em&gt;The conferment of the prize nobel 2006 for the peace to Mohamad Yusuf, inventor of the micro credit, or of loans to poor, it strengthens the idea that peace doesn't mean only absence of war, but also to create conditions for the peace and for the social and environmental economic development, with a model of development from the lower part. What can we do? To buy from the shops of "equitable commerce and solidale" and to participate in their initiatives. for information, there is the web site &lt;a href="http://www.altromercato.it/it/primapagina/tessereilfuturo"&gt;altromercato&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-5963748441767224484?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/5963748441767224484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=5963748441767224484' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5963748441767224484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/5963748441767224484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/11/per-la-pace-1-yunus-il-microcredito.html' title='PER LA PACE #1: YUNUS &amp; IL MICROCREDITO'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-6811059926334843502</id><published>2006-11-12T13:06:00.000+01:00</published><updated>2006-11-15T15:56:35.981+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fame nel mondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi poveri'/><title type='text'>CHE STATE A FAO?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Finisci la minestra! I bambini dell'Africa muoiono di fame". Ci si sarà sentiti dire parole del genere almeno una volta da bambini, o le si sarà pure dette, a prova che il legame Africa - morte di fame è oramai divenuto proverbiale, un clichè: ovvero un accostamento di fatti ricorrente, comunemente accettato, seppure magari riduttivo. Comunemente accettato. E' questo il punto. Il fatto sconvolgente non è più la percezione dell'Africa, o di qualsiasi altro paese, come continente povero, ma il fatto che il morire di fame sia metabolizzato immediatamente, senza un attimo di stupore, come quando si sente un fatto di cronaca che riesce, per la sua crudezza, a risvegliarci dal torpore, dall'assuefazione delle tragedie quotidiane.
Desidero fare alcune brevi considerazioni, non per moralismo, ma per far se non altro dubitare che il morire di fame sia un fatto scontato, tragico sì, ma una fatalità, come un incidente o una malattia.
A parziale giustificazione si potrebbe portare l'esclusione del fenomeno dalla cronaca, per natura attenta a riportare la morte solo se, violenta o nota, o per grandi numeri; quella immediata e notevole, che recepisci, ti colpisce e passa un attimo dopo, con la notizia successiva. Come togliere un cerotto.
Ma morire di fame è un processo sì di grandi proporzioni, ma di ignoti, di paesi impronunciabili e sconosciuti, e soprattutto...lento. Il corpo umano è predisposto da milioni di anni per una resistenza alla fame e alla sete (seppur in maniera minore) notevole, grazie anche all’essere onnivoro proprio dell’uomo. È uno dei motivi per cui l’uomo non si è estinto nelle prime fasi della sua evoluzione, nonostante non dotato di artigli, o zanne o di velocità, o di pelo.
Eppure la preistoria è passata ce l'abbiamo fatta. Dominiamo sugli altri esseri per natura meglio portati di noi alla sopravvivenza.
Eppure...c’è chi muore di fame nel mondo. E non da un giorno all’altro. I nostri corpi sono fatti perlopiù di acqua. Eppure c’è chi muore di sete.
La terra ricoperta per lo più da acqua. L’oceano è una vasta regione che, esulando dai confini territoriali limitrofi alle terre abitate, è terra di nessuno, con tutto quello che vi sta dentro, pesci conchiglie velieri e…acqua.
Un breve dato, sconvolgente alla luce di queste considerazioni: nel paese più potente del mondo, le prime tre cause di morte per malattia, cardiopatia, cancro ed ictus celebrale sono tutte condizionate, in elevata percentuale, all'alimentazione: troppa, scorretta, o entrambi. (&lt;em&gt;Fonte: &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.pcrm.org/"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.pcrm.org&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;).
Insomma di fame si muore. Chi per eccesso…molti di più per difetto. Totale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;---&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger2/6936/188868046866067/1600/actionaid.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/6936/188868046866067/200/actionaid.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Ci sono molti organismi internazionali che si occupano del problema, prima di tutto la FAO, ma anche PAM, IFAD e sempre di più esercita un influenza su queste questioni la Banca Mondiale. La FAO, &lt;em&gt;food and agricolture organization&lt;/em&gt;, è un settore delle nazioni unite con sede a roma; e proprio a roma, nella conferenza mondiale del &lt;strong&gt;&lt;em&gt;1996, 185 paesi avevano preso l’impegno di ridurre il numero degli affamati&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (è questo uno dei &lt;em&gt;Millenium development goals&lt;/em&gt;), &lt;strong&gt;&lt;em&gt;823 milioni, della metà entro il 2015:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; si arriverebbe quindi a un 10% su scala mondiale rispetto al 20% del decennio '90. Nella prima metà del decennio '90, si è raggiunta la cifra di 26 milioni di denutriti in meno. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ma nei primi anni del 2000 la situazione si è rovesciata: ogni anno gli affamati sono 4 milioni in più&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, che in rapporto all’aumento della popolazione modiale fa pensare a un risultato non pessimo ma, come scriveva Guglielmo Raggozzino in un articolo dedicato al tema (vedi &lt;em&gt;Fonti&lt;/em&gt;), “è molto difficile sfamarsi con una percentuale". Al trend positivo di India Cina e America Latina si oppone quello dell'Africa Sub-sahariana, che nel 2015 ospiterà il 30% delle persone affamate, rispetto al 20% del 1990: oggi sono 206 milioni, 40 milioni in piu di 15 anni fa. Bene Mozambico e Ghana, promosse per la crescita dalla Banca Mondiale, più critica la situazione di Congo, Eritrea e Burundi. Sono questi i dati emersi dal rapporto del presidente FAO, Jacques Diouff, che sottolinea come il problema sia "non di mezzi, ma di tecniche di produzione": per il rilancio dei continenti colpiti dalla sottoalimentazione sarebbero necessari, da parte degli stati ricchi, programmi e soldi e come condizione per gli investimenti una buona organizzazione governo politico (si consideri che molti di questi stati sono dilaniati da guerre civili), rilanciare la produttività della piccola proprietà agricola (si pensi che il 50% di persone denutrite che vivono nei paesi in via di sviluppo sono agricoltori) tutele del commercio mondiale e un aumento del livello dell’aiuto pubblico allo sviluppo, l' ODA, al 0, 7 sul pil (quello italiano è sullo 0,1, decurtato dalle spese belliche, vedi post precedente).&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Ma le cifre più importanti sono queste: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;ogni 3,6 secondi una persona muore di fame, perlopiù bambini sotto i 5 anni.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;COSA POSSIAMO FARE?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;Non costa niente, ma farsi sentire è il minimo che si possa fare, come: &lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;firmare la cartolina&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; per sollecitare il rispetto degli impegni per il 2015 da parte dei governi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;sul sito di &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.chestateafao.it/pages/partecipa.jsp"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;chestateafao&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;sensibilizzare&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; più persone possibili al problema, sui vostri blog o di persona;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;indirizzare il 5 per mille&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; della dichiarazione dei redditi a enti non profit come actionaid, firmando nel riquadro "sostegno del volontariato, delle organizzazione non lucrative di utilità sociale, delle associazioni e fondazioni", inserendo il codice fiscale di action aid 09 68 67 20 153;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;fare un &lt;strong&gt;&lt;em&gt;offerta, deducibile in sede di dichiarazione dei redditi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Non costa nulla in fondo anche una di queste iniziative, sia in termini di denaro che di tempo. &lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;"&lt;em&gt;e chi abbia salvato la vita di un solo uomo, sarà come avesse salvato tutta l'umanità&lt;/em&gt;" &lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;(Al-Mai'da, 5:32)&lt;/p&gt;
&lt;div align="justify"&gt;
&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Fonti:&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Manifesto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, 31 ottobre 2006;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/10_Ottobre/30/pop_fame.shtml"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cifre del rapporto FAO &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.chestateafao.it"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;chestateafao&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.actionaidinternational.it/"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;actionaid
&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p align="center"&gt;---&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;English version (abstract):&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;The relationship of the FAO 2006 report says that the promises of the governments to reduce of 50% within 2015 the number of the undernourished people of the poor countries has not been respected; you are enough to think that&lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;every 3,6 seconds a child starves&lt;/strong&gt;. What can we do?&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;To finance actionaid or to sign the postcard of chestateafao (the links are above in the section "Fonti").&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-6811059926334843502?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/6811059926334843502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=6811059926334843502' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6811059926334843502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/6811059926334843502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/11/che-state-fao.html' title='CHE STATE A FAO?'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-2617031871481944726</id><published>2006-11-11T11:50:00.001+01:00</published><updated>2006-11-21T12:42:57.846+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spese belliche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='8 per 1000'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='armi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iraq'/><title type='text'>8 PER...100 &amp; 100 PER TUTTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger2/6936/188868046866067/1600/otto_per_mille.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/6936/188868046866067/200/otto_per_mille.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;L’annuncio è della direttrice del &lt;a href="http://www.fondoambiente.it"&gt;FAI&lt;/a&gt;, il fondo italiano per l’ambiente, Giulia Maria Crespi, ieri nell’auditorium di Confindustria, che riporta (o sarebbe meglio dire ribadisce, dato che la notizia era già apparsa sull' &lt;em&gt;Unità&lt;/em&gt; agli inizi del mese di luglio) la notizia avuta da Enrico Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio: nella riunione del 31 agosto dell’esecutivo del consiglio dei ministri, dedicato al 8 per mille, emerse un buco di circa 100 milioni della quota di 110 milioni di euro del 8 per mille della finanziaria 2005: i rimanenti 4,7 milioni furono devoluti “simbolicamente” alla lotta contro la fame. 105,3 milioni di euro spariti…ma non nel nulla: secondo l’ammissione di Giuseppe Vegas, ex viceministro dell’economia del passato governo, intervenuto su &lt;a href="http://canali.libero.it/affaritaliani/"&gt;affaritaliani&lt;/a&gt; in merito alla dichiarazioni della Crespi&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt; “&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'otto per mille&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; originariamente doveva essere devoluto tutto agli aiuti al terzo mondo, alla cultura e a cose di questo genere. Poi una parte venne &lt;em&gt;&lt;strong&gt;utilizzata per le missioni all'estero. E una parte anche per l'Iraq. Alla missione andarono circa 80 milioni&lt;/strong&gt;”&lt;/em&gt;. 80 milioni, ovvero un terzo della quota totale stanziata. Soldi originariamente destinati, come indica non solo l’ammissione dello stesso Vegas, ma anche la natura dell’ente, la FAI, fonte della denuncia, oltre che le 1600 domande di enti cui erano destinati i fondi, al restauro dei beni culturali, l’assistenza ai rifugiati, le calamità naturali e la lotta alla fame cui è stata appunto destinato il resto, come la mancia al ristorante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;---&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonti:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, 11 novembre 2006;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, 11 novembre 2006;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.unita.it"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'Unità&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, 10 novembre 2006;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.adnkronos.com"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Adnkronos&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, 10 novembre 2006.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Ma quello dell'8 per mille è solo un capitolo degli investimenti pubblici alle&lt;strong&gt;&lt;em&gt; spese&lt;/em&gt; &lt;em&gt;belliche;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; anche la &lt;strong&gt;Finanziaria 2006&lt;/strong&gt; stanzia ingenti somme:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;l'articolo 57, comma 4, limita le assunzioni di personale a tempo indeterminato "nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al venti per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente" &lt;strong&gt;&lt;em&gt;esentando&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; tuttavia da questa norma le "assunzioni di personale appartenente alle categorie protette e a quelle connesse con la&lt;em&gt;&lt;strong&gt; professionalizzazione delle Forze armate&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;";&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;l'articolo 110, (Promozione della competitività nei settori industriali ad alta tecnologia) autorizza "&lt;strong&gt;&lt;em&gt;contributi quindicennali di euro 40 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, da erogare alle imprese nazionali del settore aeronautico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;";&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;l'articolo 113, (Fondo per le esigenze di investimento per la difesa) a finanziamento degli interventi a sostegno dell'economia nel settore dell'industria nazionale ad elevato contenuto tecnologico istituisce " un apposito fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero della difesa, con una dotazione di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;1.700 milioni di euro per l'anno 2007, di 1.550 milioni di euro per l'anno 2008 e di 1.200 milioni di euro per l'anno 2009, per la realizzazione di programmi di investimento pluriennale per esigenze di difesa nazionale, derivanti anche da accordi internazionali&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;";&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;l'articolo 187, (Fondo per le esigenze di Mantenimento della difesa e programmi di edilizia per le esigenze delle Forze armate) istituisce un fondo, "con la dotazione di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;400 milioni di euro per l'anno 2007 e 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 in conto spese per il funzionamento, con particolare riguardo alla tenuta in efficienza dello strumento militare&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, mediante interventi di sostituzione, ripristino e manutenzione ordinaria e straordinaria di mezzi, materiali, sistemi, infrastrutture, equipaggiamenti e scorte, assicurando l'adeguamento delle capacità operative e dei livelli di efficienza ed efficacia delle componenti militari, anche in funzione delle operazioni internazionali di pace. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il fondo è altresì alimentato con i pagamenti a qualunque titolo effettuati da stati o organizzazioni internazionali, ivi compresi i rimborsi corrisposti dall'Organizzazione delle nazioni unite, quale corrispettivo di prestazioni rese dalle Forze armate italiane nell'ambito delle citate missioni di pace, nonché da terzi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; per i concorsi prestati a titolo oneroso ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto 2 febbraio 1928, n. 263. A tal fine non si applica l'articolo 1, comma 46, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. [...] &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro da destinare al finanziamento di un programma straordinario di edilizia per la costruzione, acquisizione o manutenzione di alloggi per il personale volontario delle Forze armate";&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;l'articolo 188 infine, (Autorizzazione di spesa per la partecipazione italiana a missioni internazionali) autorizza, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, la spesa di euro 1 miliardo per il finanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;", (lo stanziamento, deciso dal ministro degli esteri D'Alema, è automatico di 488 milioni a semestre). A tal fine è istituito "un apposito fondo nell'ambito dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze [...] Inoltre, "Lo stanziamento di cui all'articolo 9, comma 1 del decreto legge 31 maggio 2005, n.90, convertito con modificazioni dalla legge 26 luglio 2005, n. 152, è incrementato di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;euro 200.000 per l'anno 2007 e quantificato in euro 400.000 per ciascuno degli anni 2008 e 2009&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Ricapitolando, per gli anni 2006, 2007, 2008 la spesa bellica ammonta alla somma di 120 milioni al settore areonautico + 4450 milioni per "esigenze di difesa nazionale derivanti da accordi internazionali" + 1400 milioni per l' "efficienza dello strumento militare" + 60 milioni per edilizia militare + 3 miliardi di euro per la "partecipazione italiana a missioni internazionali di pace" + 1 milione di incremento. &lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Fare il totale con numeri così alti non ha molta utilità, più significativo invece risulta essere il &lt;span style="font-family:georgia;"&gt;fatto, sottolineato dal parlamentare Salvatore Cannavò, che &lt;strong&gt;&lt;em&gt;con "soli" 100 milioni si potrebbero abolire i ticket della sanità&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Non solo: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;le spese militari e delle attuali missioni in Libano, Afghanistan...raggiungono una somma pari a quella della Finanziaria 2006&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Non c'è da stupirsi se &lt;strong&gt;&lt;em&gt;l'Italia sia al 7° posto mondiale nelle spese militari&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; con oltre 27 miliardi di dollari annui in valore corrente e 30 a parità di valore d'acquisto. E per trovare i soldi, come hanno documentato Cgil Cisl e Uil, la finanziaria 2006 prevede tagli alle spese sociali di 12,7 miliardi, che colpiscono soprattutto sanità ed enti locali, ovvero: servizi, posti di lavoro, oltre che aiuti ai paesi in via di sviluppo e alla cancellazione del debito.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Gli ultimi due dati, forse i più significativi: &lt;em&gt;i 30 milioni annui stanziati per la cancellazione del debito dei paesi poveri si spendono&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;em&gt; in due settimane e mezzo per la missione militare in Libano. 780.000 milioni all'anno sono spesi in spese militari nel mondo: con 6.000 milioni si potrebbe ottenere l'accesso universale ai servizi sociali di base in tutti i paesi in via di sviluppo&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonti:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.studiocataldi.it/normativa/raccolta_normativa.asp?id_legge=42"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Finanziaria 2006&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, articoli citati;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Manifesto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; 19 settembre 2006;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.utopie.it"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Utopie
&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;English version (Abstract):&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Giulia Maria Crespi, director of FAI, has declared that 80 millions of euros on the 110 destined to the restauration of the cultural goods and to the poor countries have been used for the Italian mission in Iraq. Besides, in the 2006 text of the financial bill, there are big appropriations to the military expenses and the missions to the foreign countries, money removed from service for the citizens and places of employment.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;For close examinations, you go to the sites above-mentioned web.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-2617031871481944726?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/2617031871481944726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=2617031871481944726' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2617031871481944726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2617031871481944726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/11/8-per100-100-per-tutti.html' title='8 PER...100 &amp; 100 PER TUTTI'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1547207039926827800.post-2979311785563752642</id><published>2006-11-09T10:26:00.000+01:00</published><updated>2006-11-15T16:03:15.381+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='communitaction'/><title type='text'>PERCHE' COMMUNITACTION</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Ciao a tutti, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;E' la non indifferenza, mia e vostra, che fa la differenza, il primo passo per renderci non solo spettatori, ma una volta tanto anche attori di ciò che ci sta intorno, consapevoli che non è qualcosa di estraneo, ma lo sfondo grazie a cui solo possiamo condurre le nostre vite. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;La comunicazione è la base dell'aggregazione e l'aggregazione dell'azione: comunicazione, comunità e azione è communitaction.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Perchè sapere è potere, ma anche per sapere &lt;em&gt;e&lt;/em&gt; potere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;---&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Hi to everybody, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;It is ours not indifference that difference does, the first footstep to make not only us spectators, but once so much also actors of what are around us, aware that is not something extraneous, but the background only thanks to which we can conduct our lives. The communication is the base of the aggregation and the aggregation of the action: communication, community and action it is communitaction. Because to know is to be able, but also to know and power.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://communitaction.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1547207039926827800-2979311785563752642?l=communitaction.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://communitaction.blogspot.com/feeds/2979311785563752642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1547207039926827800&amp;postID=2979311785563752642' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2979311785563752642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1547207039926827800/posts/default/2979311785563752642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://communitaction.blogspot.com/2006/11/ciao-tutti-e-la-non-indifferenza-mia-e.html' title='PERCHE&apos; COMMUNITACTION'/><author><name>Webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
